Le foglie della Camellia, per diventare il tè verde che noi conosciamo, subiscono generalmente dai 3 ai 4 passaggi di lavorazione primari:

  1. La FISSAZIONE, detta anche “l’uccisione del verde”. Mediante la somministrazione di calore alle foglie si inattivano gli enzimi che ne provocano l’ossidazione e il conseguente imbrunimento.
    La fissazione può essere fatta a mezzo vapore, in sospensione mediante aria calda, in grandi padelle, in forni oppure in macchine tostatrici.
    Grazie a ciò il tè verde è classificato come tè non ossidato.
  2. La RULLATURA e/o la TOSTATURA. La rullatura serve a dare una forma particolare alla foglia: può avvenire in modo manuale o meccanico.
    Nel manuale si prendono le foglie e si arrotolano per sfregamento nel palmo delle mani.
    Nel meccanico si ha la rullatura ortodossa con un disco orbitante all’interno di una vasca sagomata oppure attraverso il CTC (Crush, Tear, Curl) con rulli che spezzettano le foglie.
  3. Infine vi è l’ESSICCAZIONE con una perdita dal 70 al 90% del peso iniziale.

Il processo di fissazione impedisce l’ossidazione dei polifenoli, particolari sostanze contenute nelle foglie di tè (ma anche in altre piante) che fungono da potenti antiossidanti, e se assunti con la dieta, neutralizzano i radicali liberi e rallentano l’invecchiamento cutaneo.
Purtroppo i polifenoli, se assunti in dosi massicce, possono legarsi al ferro presente nell’intestino per l’assorbimento, impedendone di fatto il trasporto al circolo sanguigno, e nei soggetti predisposti può portare ad una grave carenza dell’elemento.