Il Nilgiri è un tè indiano che si può tranquillamente definire con un gusto “occidentale”: in pratica è quel tè che siamo sempre stati abituati a bere.
La spiegazione sta nel fatto che per molto tempo il Nilgiri è stato usato, quasi esclusivamente, per formare blend (miscele) che poi finivano nelle nostre bustine.

Dal 1980 in poi l’esplosione delle coltivazioni di tè Nilgiri ha portato ad un grave problema legato alla qualità del prodotto, acuitosi negli anni ’90 dopo la caduta di uno dei principali partner commerciali: l’URSS.

Negli ultimi anni si è cercato di creare la tendenza alla vendita di foglie sfuse e di applicare uno standard di qualità:

  • La definizione della zona di origine (Ghati occidentali),
  • la raccolta a mano di due foglie e una gemma,
  • il seguire le norme UE sui residui di pesticidi, il Prevention of Food Adulteration Act, gli standard etici e quelli di igiene e sicurezza.

Cresciuto ad alta quota sulle Montagne Blu e con scarse precipitazioni, il Nilgiri ha un sapore neutro che si presta bene ad essere accostato a gusti più intensi o a essere addizionato con latte o limone.

Dose: 2 gr per tazza, acqua a 90°C, infusione per 3-4 minuti.