I tè più conosciuti al mondo sono senza ombra di dubbio quelli appartenenti a questa categoria.
Classificati in Cina e Taiwan come tè rossi e nel resto del mondo (quindi anche India) come tè neri devono il loro nome al processo di ossidazione che rende sia le foglie che il liquore di un intenso colore scuro.
Nel leggere tè rossi quindi non bisogna cadere nell’errore di pensare al Rooibos, infuso che in Italia ha assunto quella denominazione.

Il Red Tea Primary Processing quindi può essere riassunto in 5 passaggi fondamentali, partendo sempre dalla foglia di Camellia:

  • L’ APPASSIMENTO è uno dei primi passaggi nella lavorazione dei tè bianchi, dei tè rossi e dei tè blu-verdi. Disidratandosi le foglie diventano più resistenti, pronte per le lavorazioni successive.
    Può avvenire in interno su apposite rastrelliere in modo statico o mediante correnti d’aria in modo più dinamico; oppure all’esterno al sole o all’ombra.
  • La RULLATURA. La rullatura serve a dare una forma particolare alla foglia: può avvenire in modo manuale o meccanico.
    Nel manuale si prendono le foglie e si arrotolano per sfregamento nel palmo delle mani.
    Nel meccanico si ha la rullatura ortodossa con un disco orbitante all’interno di una vasca sagomata oppure attraverso il CTC (Crush, Tear, Curl) con rulli che spezzettano le foglie.
  • L’OSSIDAZIONE è il processo principale che trasforma le foglie di Camellia nei vari tipi di tè. I tè rossi devono a questo processo il loro carattere distintivo: è l’ossidazione infatti che scurisce le foglie e colora il liquore.
  • Infine vi è l’ESSICCAZIONE con una perdita dal 70 al 90% del peso iniziale.