Il latte è una tra le aggiunte più famose alla tazza di tè, probabilmente perché portata alla fama dalla tradizione inglese alla quale subito si pensa in questa situazione.

Aggiungere latte (fresco e possibilmente intero) al tè rende il gusto di quest’ultimo più rotondo, ne smorza le asperità e lo fa sembrare più dolce, tanto che è uso comune utilizzare questo accorgimento con i tè rossi (come il Keemun o il Lapsang) e i tè neri occidentali (come l’Assam e il Darjeeling).
La quantità di latte da aggiungere è, come per ogni cosa, una questione di gusti, ma per andare sul sicuro si consiglia di dosare circa 5ml ogni 285ml di tè: in pratica un cucchiaino da tè di latte in una mug standard.

Ma il latte va versato prima o dopo del tè nella tazza?
Gli inglesi, ovviamente, hanno le idee ben chiare a proposito. Per l’etichetta il latte va servito a parte in un apposito bricco, in modo che ognuno decida se e quanto latte aggiungere: i nobili potevano permettersi foglie di tè di pregio che davano liquori più amabili e l’aggiunta di latte diveniva più un vezzo che una reale necessità; mentre i lavoratori (quelli che comunque potevano permettersi di acquistare il tè) bevevano liquori forti e astringenti che andavano a priori smorzati.
Altra curiosità: il versare prima del tè il latte nella tazza abbassa la temperatura del tutto quasi istantaneamente, in questo modo si poteva sorbire immediatamente la bevanda e tornare alle proprie faccende; mentre per aggiungere il latte dopo (e avere un buon risultato) il tè deve avere una temperatura tra gli 80°C e i 65°C e l’aggiunta di latte non ha il risultato precedente (quindi ci vuole più tempo per assaporarlo).

Nel Sud Est Asiatico il latte fresco è sostituito dal latte condensato che ha il vantaggio di aggiungere simultaneamente latte e zucchero alla bevanda.

Nel Nord Europa al latte è preferita la panna da caffetteria (10% di grassi) che rende più calorico e goloso il tè.

Se invece il latte è usato direttamente nella preparazione della bevanda allora non si può non pensare al Chai indiano o al Bocha tibetano (preparato con l’aggiunta di burro di yak).

Il latte qui preso in considerazione è prevalentemente quello bovino, ma per gusti o intolleranze è sempre possibile variarne il tipo.

Un appunto: se si beve il tè per una questione salutista allora la scelta di aggiungere latte non è tra le migliori.