“Si beve il tè per dimenticare il frastuono del mondo”
(Zhao Guan, 1554)

la mia vecchia tazzaBevo tè regolarmente da quando andavo alle medie: è una bevanda che mi ha accompagnato per molto tempo, ma all’inizio era solo questo “qualcosa da bere”!

Qualche tempo dopo cercai d’informarmi di più, di vedere oltre: trovai un negozio nel ponente ligure che vendeva tè sfusi e ci feci un salto.
Tra le decine di varietà che mi si proponevano scelsi un tè “nero” dello Yunnan; pensando di non discostarmi molto da quello che bevevo ogni mattina ( con le classiche bustine): mi sbagliavo!
La sensazione dopo aver gustato quel liquore fu di aver bevuto per anni del catrame: affermazione forte, ma l’emozione fu forte.

Il tè racchiude in sé una storia millenaria che ha coinvolto dapprima l’Oriente, per poi investire anche l’Occidente e il mondo ad esso collegato.
Libri, poemi, guerre, intrighi, cerimonie, amori, profonde meditazioni tutto questo e molto altro è ruotato attorno al tè.

Avere la sensazione di bere un universo in una tazza riesce a farti fermare: una specie di contemplazione cosmica che non tiene conto dell’orologio al polso o del cellulare.

Il poter condividere con altri questa “sospensione”, il poter abbinare (seguendo tradizioni da tutto il mondo, ma anche precise regole) cibi e gesti è un piacere, ma anche un desiderio che piano piano si concretizza.