Vitigno autoctono siciliano, conosciuto anche con il nome di Calabrese, errata traduzione in italiano della parola siciliana “calaurisi”, unione di “calea” che vuol dire uva, e “aulisi” cioè di Avola, in provincia di Siracusa.

Difatti è proprio il territorio siracusano compreso tra Eloro, Pachino e Noto, la zona storica di elezione di questo vitigno a bacca nera ma dà ottimi risultati anche nella parte centrale e nord-orientale della Sicilia.

Rubino pieno e consistente.

Spettro olfattivo suadente, dai richiami di prugne, ribes rosso e amarene mature in evidenza, poi sentori di sottobosco, macchia mediterranea, erbe aromatiche e spezie dolci.

Sorso ricco e generoso, morbido e dai tannini vellutati, supportato da una godibile freschezza e misurata scia sapida.

Si abbina molto bene con secondi di carne e con formaggi stagionati ma accompagna piacevolmente anche zuppe e primi piatti corposi: filetto di manzo alle erbe aromatiche, coniglio in agrodolce, rollè di vitello con verdure, bocconcini di vitello con patate, carrè di maiale al forno, stinco di maiale ai funghi, agnello alla brace, involtini di vitello con provola, zuppa di legumi e cavolo nero, zuppa di ceci con rosmarino, involtini di melanzane, parmigiana di cardi alla perugina, timballo di melanzane, ricotta stagionata.

Un pensiero su “Nero d’Avola

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