Il territorio di Orvieto era noto per la sua vocazione enoica fin dai tempi in cui gli Etruschi scavarono le cantine nel tufo su cui sorge la città.

Tuttavia ad amplificare la fama dei vini bianchi prodotti in questo territorio, furono i papi che trascorrevano appunto a Orvieto il ritiro estivo per sfuggire al caldo della sede di Roma.

La zona di produzione dell’Orvieto Doc è divisa in Orvieto Classico, la zona di produzione a ridosso della città, e in Orvieto, che si estende ad alcuni comuni in provincia di Terni e Viterbo.

È ricavato da uve Grechetto (min. 40%), Trebbiano Toscano, detto anche Procanico (20-40%) ed altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per la provincia di Terni o Viterbo (max. 40%).

Paglierino con riflessi dorati.

Al naso emergono sentori erbacei, floreali e soffi minerali (dovuti alla particolarità del suolo tufaceo) finemente legati.

Si riconoscono percezioni di sambuco, acacia, biancospino, maggiorana, corredate da ricche sensazioni di litchi, cedro, pesca e accenni di pietra focaia.

Sorso nitidamente fresco di suadente morbidezza e vivace sapidità in un gradevole equilibrio d’insieme.

Di ottima e raffinata struttura, regala una lunga scia minerale che accompagna il finale.

Si sposa con le lasagnette asparagi e ricotta, le linguine al ragù di gallinella, gli gnocchi con pesto di agrumi e gamberetti, le orecchiette ceci e vongole, le linguine con vongole e asparagi, il luccio in crosta profumata al basilico, la crostata di fiori di zucca, la pescatrice al limone coi carciofi, ma accompagna bene anche la frittata al tartufo e i fagottini fritti di melanzane e caprino.