Ay, qué calor!

Se davvero tenete ai vostri amici invitateli per una serata a base di tapas appetitose e sangria ghiacciata. L’euforia alcolica condivisa è un piccolo angolo di felicità a portata di calice.

Non esiste una versione davvero ufficiale depositata dalla reale accademia di Spagna 🙂

Diciamo piuttosto che la sangria è oggetto di innumerevoli (a volte rocambolesche) interpretazioni.

Vi offro anche la mia, forte del fatto che ad ogni festa in casa riceve sempre innumerevoli consensi.

La sangria è un drink a base di vino, distillati, liquori, spezie e frutta che viene servito freddo solitamente in caraffe di vetro trasparente.

Prende il nome dalla parola sangre per il colore sanguigno acceso della versione più diffusa.

Detto questo non mi avventurerei nella scelta di vini bianchi o rosati.

Il vino più indicato è un rosso di buona struttura, dai tannini non troppo aggressivi.

Ovviamente evitate i vini troppo eleganti e le etichette di pregio ma non scegliete scarti nello scaffale del discount. Se osate fare la sangria col Tavernello toglietemi l’amicizia da fb 😀

Orientate la scelta tra un Merlot, un Lagrein, un Negroamaro, un Nero d’Avola o un Primitivo.

La nascita della sangria è oggetto di discussione.

Una prima ricostruzione storica indica originariamente una bevanda a base di vino, agrumi, mele e pesche che avrebbe dissetato i contadini spagnoli e portoghesi dal XIX secolo.

Un’altra ricostruzione situa storicamente nel ‘700 la storia di alcuni marinai inglesi che, approdati nelle Antille, si ingegnarono per eludere il divieto di consumare alcolici: mescolarono al rum miele, spezie e frutta in modo da camuffarlo facendolo passare per una bevanda dolce a base di frutta.

Prendendo spunto proprio dalla narrazione di queste memorie, scelgo come frutta le arance e le pesche e aggiungo il tocco esotico-tropicale dell’ananas. In inverno potreste sostituire le pesche con le mele e la melagrana.

Il resto segue consuetudini abbastanza diffuse: quindi addiziono spezie (chiodi di garofano e cannella), alzo il tasso alcolico con un un distillato (volendo indugiare in zona caraibica opto per il rum) e dolcifico con un poco di zucchero.

Versare nella sangria lemonsoda, gassosa o aranciata per renderla frizzante ricorda troppo il “tinto de verano” andaluso, ottimo e rinfrescante, ma direi che questo supplemento effervescente andrebbe evitato dopo il compimento del 18 anno di età. Siate responsabili.

Lasciate riposare la sangria almeno una notte intera per dar modo alla frutta di macerare nel vino.

Al momento di servirla non aggiungete i cubetti di ghiaccio nella caraffa, rischiereste di annacquarla e sarebbe un peccato. Il ghiaccio casomai mettetelo solo nei bicchieri.

Alba

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Ingredienti

  • 1 litro di vino rosso
  • 250 ml di succo d’arancia
  • 1 bicchierino di Cointreau o di Gran Marnier
  • 1/2 bicchierino di brandy o di rum (facoltativo)
  • 2 pesche
  • 3 fette d’ananas
  • 1 arancia
  • 2 cucchiai colmi di zucchero
  • 3 chiodi di garofano
  • 1 stecca di cannella

Lavate la frutta, affettate le pesche e l’arancia lasciando la buccia.

Sbucciate l’ananas e tagliatelo a pezzetti.

Mettete tutta la frutta in un’ampia ciotola di ceramica o di vetro.

Aggiungete lo zucchero, il liquore, il brandy, i chiodi di garofano e la cannella.

Mescolate bene fino a sciogliere lo zucchero.

Versate sulla frutta il vino e il succo d’arancia.

Coprite la ciotola con una pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per almeno 12 ore.

Al momento di servirla togliete la stecca di cannella e aggiungete cubetti di ghiaccio nei bicchieri.