Torta mousse caprese

Che Pasqua sarebbe senza le uova di cioccolato?

Detto ciò ci si ritrova puntualmente ad affrontare l’annoso problema dello smaltimento di quantità industriali di uova regalate da amici e parenti.

La soluzione-riciclo pensata per questa occasione è una torta caprese, dolce tradizionale napoletano che prende il nome appunto dalla meravigliosa, assolata isola di Capri.

La caprese è perfetta nell’economia di un menù senza glutine perché è priva di farina.

Per renderla ancora più festosa ho deciso di sormontarla con una mousse al cioccolato che,nell’immaginario ad alto tasso glicemico, è senza dubbio una tra le golosità più sognate.

Dunque l’aroma intenso del cioccolato fondente sposa questa spuma cremosa e delicata per deliziare il fine pasto che farà da contraltare alla classica colomba o alla tradizionale pastiera.

Per questa torta voluttuosa consiglio in abbinamento un calice di Sagrantino di Montefalco Passito, vino dolce di avvolgente struttura, dalla splendida freschezza che ben bilancia all’assaggio dolcezza e alcolicità.

Valeria propone invece di finire questo menù pasquale con una tazza di Yunnan d’Or, pregiato tè rosso cinese che esalta il gusto intenso del cioccolato.

Alba

SONY DSC

Continua a leggere Torta mousse caprese

Legumi marinati in agrodolce su barchetta di peperone topepo

 

peperoni gialli varietà "Topepo"
peperoni gialli varietà “Topepo”

Le barchette di peperone crudo sono dei piccoli antipasti dal sapore deciso e intenso, il ripieno può variare da creme di vario tipo a insalate più o meno ricche: in questo caso ho optato per dei peperoni “topepo”, piccoli e dolci e per un misto di verdure marinate in una salsa agrodolce dal sapore antico.

L’intensità di queste barchette può essere accostata a piatti altrettanto intensi, magari a base di carni dalla ricca glassatura e patate, oppure grigliate succulente. Non fatevi ingannare dalla presentazione delicata: è roba per veri uomini! 😀

Il centro di questa preparazione, lasciatomelo dire, è la marinata: intensa, agrodolce, avvolgente e quasi peccaminosa.
wpid-p_20150825_114301_df.jpgVi ho dedicato un po’ di tempo nello scegliere gli ingredienti, tanto che mi sono preparata da sola la salsa di senape partendo direttamente dai semi (magari un giorno vi darò la semplice ricetta), ma a voi consiglio di acquistare una senape di buona qualità (guardate gli ingredienti: semi di senape e aceto sono gli indispensabili, meno ci sono altri ingredienti meglio è!); l’aceto che ho utilizzato è un monovitigno di Chardonnay, profumato e di corpo, ma se siete fan dell’aceto di vino rosso o di quello balsamico potete sperimentare con ottimi risultati. Infine le spezie: la cannella è un pizzico perché ho grattato direttamente la polvere dalla stecca, in caso usaste quella già macinata, assicuratevi che sia molto aromatica; mentre per il pepe mi sono lasciata tentare dalla varietà “lungo”. Questo tipo di pepe è piuttosto raro da trovare (sostituitelo senza troppi rimorsi con quello nero), ma nelle fiere ben fornite non è difficile acquistarlo da qualche speziale, il suo aroma quasi balsamico e il gusto piccante e agrumato ben si sposano con tutta la preparazione.

In tazza vi consiglio uno dei miei tè rossi cinesi preferiti, lo Yunnan d’Or, ricco e dalle mille sfumature che sostiene perfettamente l’aromaticità.

Alba consiglia per la tenue tendenza dolce di questo mix vegetale e l’ aromaticità della salsa un A.A.Sauvignon, vino bianco intenso, morbido, di buona sapidità e freschezza.

Valeria

wpid-p_20150824_170325_df_1.jpg

Continua a leggere Legumi marinati in agrodolce su barchetta di peperone topepo

Mini Pannocchi con crema di ricotta al cacao e Strega

Uno dei dolci più in voga a Campobasso per le festività natalizie è il Pannocchio, dolce lievitato fatto con farina di mais e gocce di cioccolato.

Ne esiste addirittura una versione ufficiale al liquore Strega commercializzata dalla “Strega Alberti” di Benevento.

Qui ho voluto mantenere il liquore (che può essere benissimo sostituito dal vostro preferito), ma declinare il pannocchio da panettone a cupcake, decorandolo con una golosa e un po’ alcoolica crema alla ricotta.

Provatelo abbinandolo ad una tazza di Yunnan d’Or, tè nero cinese che ben si sposa al gusto del cioccolato fondente.

Alba suggerisce di gustare un calice di Aleatico di Puglia, vino dolce, fresco e persistente, dai sentori di frutta e fiori appassiti e una piacevole balsamicità.

Valeria

pannocchio (4)

Continua a leggere Mini Pannocchi con crema di ricotta al cacao e Strega

Budino al cioccolato e mandorle bio-equo-solidale

In questi anni si parla molto di biologico, di equo-solidale e di Km0, ma a volte mi rendo conto che la stragrande maggioranza delle persone identifica tutto ciò con “costoso”.

Non mi nasconderò dicendo che non sia vero: per chi fatica ad arrivare a fine mese, diventa difficile scegliere di pagare 2€ in più un Kg di pesche; ma è anche vero che ogni tanto ci si può concedere di sbirciare tra le offerte delle catene specializzate e investire in qualche prodotto che sicuramente vi stupirà.

Il Km 0 non è altro che un metodo antico, rimodernato da un sapiente marketing: è andare dal contadino o allevatore che produce nei dintorni della vostra città e comprare direttamente da lui. In questo modo si hanno prodotti più freschi, di stagione e magari che costano meno, saltando a piè pari tutta la filiera del trasporto e dell’impacchettamento.

Il biologico viene così definito dal REGOLAMENTO (CE) N. 834/2007:

“La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali. Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall’altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale”.

Che è diverso dal mero “non uso i pesticidi”. 😉

Infine “l’obiettivo del commercio equo e solidale è di garantire che il prezzo pagato ai produttori rappresenti una congrua remunerazione del loro apporto di lavoro, competenza e risorse ed una giusta quota del profitto globale. Questo obiettivo viene generalmente realizzato mediante l’impegno dei partecipanti all’iniziativa di commercio equo e solidale a pagare un prezzo equo, negoziato caso per caso. Per le merci il cui prezzo è concordato a livello internazionale (come il caffè e il cacao), viene fissato un prezzo minimo tale da assicurare ai produttori un reddito superiore al prezzo mondiale delle derrate vendute. Grazie a questa maggiorazione, i produttori possono dotarsi di sistemi di produzione perfezionati ed introdurre condizioni di lavoro favorevoli agli imprenditori agricoli, ai salariati e all’ambiente”. (COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO sul “commercio equo e solidale”, Bruxelles, 29.11.1999)

E così mi sono addentrata in un negozio ben fornito e tra sconti e ingredienti di qualità mi sono lasciata andare a sapori autentici (se non avete mai provato del cioccolato equo-solidale non sapete cosa sia il cacao): TUTTI gli ingredienti utilizzati per questo budino provengono da coltivazioni e allevamenti biologici e/o equo-solidali.

Potete scegliere se fare un budino per adulti o per bambini giocando con alcuni ingredienti: rum&peperoncino o tè&cannella.

Infine abbinate tutto ciò ad una tazza di tè rosso cinese Yunnan d’Or e il viaggio verso altri mondi è assicurato.

Per questa delizia al cucchiaio, ricca di grassezza e aromaticità, Alba propone un Moscato Passito di Pantelleria, vino dolce, fresco, sapido, ideale per comporre un’ottima armonia.

Valeria

DSCN5106

Continua a leggere Budino al cioccolato e mandorle bio-equo-solidale

Mini éclairs al cioccolato e al caramello

Gli éclairs sono dei pasticcini francesi di pasta choux (quella dei bignè) ripieni di crema o panna e, il più delle volte, glassati in superficie.

Normalmente hanno una forma piuttosto imponente arrivando alla lunghezza di 15 cm, ma in questo caso ho voluto produrre una serie più piccola: più pratici, più eleganti, più facili da mangiare in un lampo! 😉

La pasta choux è un po’ un problema lo ammetto, ma se imparate a farla a regola d’arte vi darà veramente molte soddisfazioni.

In più queste due creme sono buonissime, specie quella al caramello che ha ricevuto molti consensi.

Pensando ad un tè da abbinare ho optato per una eccellenza del settore: lo Yunnan d’Or. Immaginate quindi di servire una tazza di tè pregiata assieme ad un piattino con dei mini éclairs accanto: elegante e raffinato.

Agli éclairs al cioccolato, Alba propone in abbinamento un Aleatico di Puglia, vino dolce che evoca golosi ricordi di frutti neri succosi e note cioccolatose.
Con gli éclairs al caramello invece, Alba suggerisce di provare un Orvieto Muffato, vino dolce di suadente morbidezza e dal bouquet elegante in grado di sostenere l’avvolgente cremosità e la decisa spinta aromatica.

Valeria

éclair cioccocaramel Continua a leggere Mini éclairs al cioccolato e al caramello