Piccole angel food con glassa agli agrumi e codette

Oggi è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia ed è anche la Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa: non c’entrano nulla l’una con l’altra, ma visto che si parla di “fobia” e “pressione” mi verrebbe da dire <<state tutti calmi!>>.

Ok, a parte gli scherzi, ritorniamo alle cose serie perché entrambe le motivazioni di questa giornata sono importanti e purtroppo recepite dal grande pubblico in maniera distorta.

L’ipertensione arteriosa è una di quelle patologie “sottovalutate” che passa per lo più inosservata: peccato che l’ipertensione arteriosa è un problema che colpisce in Italia in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne. Il 19% degli uomini e il 14% delle donne sono in una condizione di rischio (cioè il valore della pressione sistolica è compreso fra 140 e 160 mmHg e quello della diastolica è compreso fra 90 e 95 mmHg). Solo nella regione Emilia-Romagna gli ipertesi sono il 41% degli uomini e il 30% delle donne.
L’azione prolungata dell’ipertensione arteriosa non curata può portare a quella che è la terza causa di morte in Italia: l’ictus!
Alcune linee guida per la prevenzione dell’ipertensione sono: controllare il peso corporeo, contenere il consumo di alcol, evitare il fumo, limitare le condizioni di stress, ridurre l’apporto di sale e l’uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati), contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo), non abusare di liquirizia, seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi), esercitare regolarmente un’attività fisica.

LA RICETTA DI OGGI NON E’ DEDICATA A QUESTA GIORNATA! 😉

La ricetta di oggi è dedicata alla Giornata contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, perché un dolce non ha mai ucciso un omosessuale, ma la “paura” sì!
Grazie anche ai recenti sviluppi sulla legge per le unioni civili, il “problema” omosessualità è saltato di nuovo all’onore della cronaca sollevando il solito polverone.
Il 17 Maggio 1990 è il giorno in cui l’Organizzazione mondiale della Sanità ha rimosso dall’elenco delle malattie mentali l’omosessualità: da allora sono passati 26 anni e c’è chi ancora pensa che l’omosessualità sia una malattia (a quanto pare contagiosa) e chi ne sia affetto non abbia diritti né doveri o, nei casi peggiori, la dignità di essere umano.
In questa amarezza ho voluto dedicare un dolcetto in cui non ho lesinato con lo zucchero: una bomba leggera nella consistenza, frizzante e colorata.

Abbinatelo a una bella tazza di Darjeeling, che con le sue leggere note tanniche ben sostiene la dolcezza di queste tortine.

Alba propone in abbinamento un A.A. Gewurztraminer Passito, vino dolce ma non stucchevole, cremoso, sapido e puntellato da percezioni agrumate.

Valeria

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Torretta dolce alla crema di ricotta e mascarpone con amarene sciroppate

Ci sono due cose in particolare che mi evocano la festa del papà.
La prima sono le amarene sciroppate che si ergono sulla cima delle zeppole alla crema (le zeppole di san Giuseppe appunto) sovrastandole di una lucida, allettante promessa di gusto.
L’altra è l’abitudine tutta mia di fare merenda con la ricotta zuccherata, una pausa di dolcezza che spesso condividevo proprio con mio padre.
Dalla sintesi di queste memorie ho tratto la ricetta per questo atteso 19 marzo.
Si tratta di un’invitante merenda composta da tre soffici strati di pasta biscotto alla cannella farciti con una golosa crema al formaggio dolce e guarnita con le amarene sciroppate.
La pasta biscotto è una base morbida e sottile dalla consistenza elastica. Il procedimento per realizzarla non solo è semplice e veloce ma necessita anche di pochi minuti di cottura al forno.
La crema di formaggio ha solitamente una nota acidula che qui ho stemperato con lo zucchero a velo aromatizzato con la vanillina e la presenza massiccia di panna montata.

Propongo in abbinamento un Aleatico di Puglia, vino dolce, morbido, fresco e di elegante tannicità.

Valeria consiglia una tazza di Ceylon, tè che ben si abbina alla sottile acidità delle amarene e alla cremosità della panna.

Alba

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Mini Pannocchi con crema di ricotta al cacao e Strega

Uno dei dolci più in voga a Campobasso per le festività natalizie è il Pannocchio, dolce lievitato fatto con farina di mais e gocce di cioccolato.

Ne esiste addirittura una versione ufficiale al liquore Strega commercializzata dalla “Strega Alberti” di Benevento.

Qui ho voluto mantenere il liquore (che può essere benissimo sostituito dal vostro preferito), ma declinare il pannocchio da panettone a cupcake, decorandolo con una golosa e un po’ alcoolica crema alla ricotta.

Provatelo abbinandolo ad una tazza di Yunnan d’Or, tè nero cinese che ben si sposa al gusto del cioccolato fondente.

Alba suggerisce di gustare un calice di Aleatico di Puglia, vino dolce, fresco e persistente, dai sentori di frutta e fiori appassiti e una piacevole balsamicità.

Valeria

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Plumcake alle more

Ho pensato a un dolce soffice, semplice nell’esecuzione, perfetto per salutare quest’estate dalle note autunnali.

Andare per more è uno dei piccoli piaceri che mi accompagnano da quando bambina vivevo in campagna e aspettavo il momento perfetto in cui quei piccoli frutti di rovo, ancora rossi, raggiungessero la maturazione, quel bel viola scuro che mi macchiava le mani e i vestiti.

Ne facevo cesti pieni che portavo a casa trionfante pregustando il sobbollire nel pentolone pieno di more e zucchero che magicamente si trasformavano in confettura.

Il plumcake è una morbida meraviglia anche con i mirtilli, le ciliegie, i lamponi…ma dovrete avere l’accortezza di passare i frutti nello zucchero a velo prima di incorporarli all’impasto e di usare l’olio di mais perché ha un sapore molto più delicato e discreto rispetto ad altri oli di semi.

Suggerisco in abbinamento un Trentino Moscato Rosa, vino dolce anche nei profumi, fresco e dal finale fruttato.

Valeria invece suggerisce di abbinare questo dolce dalle ultime note estive con un delizioso tè freddo dolce e agrumato, il Nilgiri al lime e miele.

Alba

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Krapfen al forno

Non storcete subito il naso…lo so che i krapfen vanno libidinosamente fritti ma io sono affezionata a questa versione più leggera e altrettanto soffice.

Dunque weekend all’insegna di una cosuccia golosa al risveglio ma in versione “prova costume”.

Affondare in queste piccole delizie e sporcarsi il viso con lo zucchero a velo ha in sé qualcosa che assomiglia a un istante di tenerezza.

Potreste riempire questi soffici panetti di origine austriaca con crema pasticcera adoperando una siringa per dolci oppure spalmarli di crema al cacao e nocciole o gustarli con una strepitosa crema al pistacchio…mmm che bontà!

Se siete dell’idea di trasformarli in un dessert, vi suggerisco di spalmarli ben bene con la confettura di albicocche e di accompagnare con un calice di Alto Adige Gewurztraminer Passito, vino dolce, rotondo, abbastanza morbido ma bilanciato da una buona spinta di freschezza e mineralità.

Valeria propone di abbinare questa golosa pasta ad un Nuwara Eliya OP, tè nero dello Sri Lanka che ben si sposa alle ricche colazioni magari accompagnando il tutto con della deliziosa marmellata.

Alba

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Ingredienti per 24 pezzi
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Frittelle di mele con crema inglese

Le mele sono la prima cosa che ho fritto nella vita.

Ricordo ancora nitidamente l’emozione di avere a che fare con una padella piena di olio bollente, un gesto adulto che richiedeva concentrazione e una certa perizia.

Ero con mio padre nella luce giallognola della cucina di campagna.

Non avevamo tutti quegli utensili acciaiosi che oggi sono indispensabili per giocare a fare gli chef e tra questi nemmeno il cosiddetto “cavatorsolo”, un cilindro di metallo che in poche mosse monda la mela senza romperla.

Usammo allora un coltellino appuntito per perforare la mela dalla parte inferiore ed estrarne magicamente il torsolo. Mi sembrava un gesto perfetto, come perfetto ed esclusivo mi sembrava quel legame simbiotico che ci univa.

Ero rapita e presa da lui, dai suoi giochi lievi, dalle sue parole certe, dalla stretta forte della sua mano, dalla discrezione nello sguardo mentre mi lasciava libera di sbagliare, cadere e rialzarmi.

Ancora oggi, tra i numerosi strumenti che affollano i cassetti della mia cucina, manca il cavatorsolo e forse non è un caso.

Per realizzare questa ricetta ho tentato di ricavare delle fette di mela dopo aver armeggiato con un coltello ma non ci sono riuscita ed ho ripiegato su una variante fatta di pezzetti irregolari.

E forse nemmeno questo è frutto del caso ma non scomodiamo Freud e torniamo al punto.

Infine, per completare il piatto ho scelto una crema in cui non e’ presente la farina e che, per questa ragione, risulta meno densa di una classica crema pasticcera.

Potreste riproporla anche per accompagnare dolci da forno, plum cake, ma anche nella composizione di charlotte e bavaresi. Io la trovo sublime anche fredda per intingere le lingue di gatto.

In abbinamento ho scelto un Moscato d’Asti, vino dolce, fresco, leggero e gradevole, dal profumo varietale.

Valeria, invece, propone un Darjeeling Castleton, tè indiano dal piacevole gusto fruttato.

Alba

Frittelle di mele con crema inglese - Foto di Walter Romano
Frittelle di mele con crema inglese – Foto di Walter Romano

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