Torta rovesciata alla carota con le mele

ed eccoci arrivati al

3° Compleanno di Passioni da Bere

Una data piena di significato con l’inizio della Primavera e quest’anno anche con il coincidere della Domenica delle Palme.

Questo anno ha visto il concentrarsi dei nostri sforzi sui social network e nel portare avanti i nostri studi del settore per regalarvi ogni settimana ricette migliori e variegate: speriamo di esserci riuscite! 😉

La torta che vogliamo proporvi oggi non è elegante nel senso visivo del termine, ma è deliziosamente complessa con la sua parte inferiore che ricorda una torta di carote, mentre la parte superiore una tarte Tatin. L’uso di zuccheri diversi dona al dolce particolari sfumature aromatiche, esaltate dall’utilizzo delle spezie e dall’acidità delle mele. Ottima anche per gli intolleranti al lattosio e per gli amanti della farina di riso, usata come base insieme alle carote: un mix divertente.

Valeria per celebrare questa entrata trionfale nella Primavera suggerisce di abbinare questa torta a una tazza di Dragon Pearl, pregiato tè verde profumato al gelsomino: una festa dei sensi.

Per questa torta così piacevolmente aromatica, Alba suggerisce in abbinamento una Malvasia delle Lipari Passito, vino dolce e avvolgente, di solida struttura, sostenuto da un ottima scia sapida e da una risoluta freschezza.

Valeria e Alba

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Torta di mele ubriaca con cioccolato, noci e uvetta

“Per non essere schiavi martirizzati dal tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia, di virtù, come vi pare” (Charles Baudelaire)

Non chiamatela “comfort food”, questa non è la solita torta di mele.

La classica torta di mele (bella e buona certo) ricorda tanto, troppo, le cucine delle case d’inverno e le ricette polverose tramandate in ascendenze matriarcali.

Questa appartiene ad un’altra categoria, è una leccornia peccaminosa carica di pezzi di cioccolato e ubriaca di Marsala.

Grazie alla presenza delle mele e dell’uvetta, penso che la delizia profumata che mi accingo a postare possa entrare nel ricco parterre di dolci sfornati a Carnevale che affolla il girone dei golosi.

Godetevela morso dopo morso.

Per continuità aromatica e per la presenza del cioccolato, consiglio in abbinamento un Marsala Dolce, vino avvolgente, fresco, vellutato, dall’intensa trama olfattiva e gustativa ricca di nuances che richiamano anche frutta secca e noci.

Valeria suggerire di sorseggiare una tazza di Matrioska, tè rosso dal divertente aroma di popcorn caramellati.

Alba

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Filetti di cefalo con pomodorini e uvetta

Cefalo in realtà è un nome comune per una rosa di pesci differenti, ma ben noti sia per essere i preferiti dai pescatori “privati” sia perché con le loro uova si produce la famosa bottarga.

Purtroppo non è così comune trovare dei filetti di cefalo già belli e pronti, ma se avete un pescivendolo di fiducia (o un amico o parente che va a pescare) chiedetegli gentilmente di sfilettarveli e il gioco sarà fatto.

Una cosa che accomuna questa famiglia è che i pesci, se sono costretti a vivere in zone chiuse e fangose, tendono a nutrirsi di fango (alla ricerca di zooplancton) e a trasferire questo “sapore” alle carni: assicuratevi che ciò che acquistate provenga da zone aperte o da allevamenti estensivi.

In questo periodo poi le carni risultano sode, saporite e grasse, ideali per far entrare questo pesce in una cena anche festiva.

Provate questo piatto accompagnandolo a una tazza di Sencha Kagoshima, tè verde giapponese dalla deliziosa nota dolciastra.

Alba consiglia in abbinamento un Contessa Entellina Chardonnay, vino bianco rinfrancato da una robusta spinta alcolica, di vivace freschezza e sapidità.

Valeria

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Torta d’agli e scalogni

Un’altra ricetta medievale per gli amanti dei sapori particolari: una torta di aglio e scalogno che sembra quasi un dolce. Anzi per chi volesse un gusto più dolce consiglio di utilizzare solo aglio: cuocendo gli spicchi diventano meno pungenti.

Una torta che in piccole porzioni sarebbe ottima anche sotto le feste.

Gustate questa torta assieme a una tazza fumante di Darjeeling, che ben sostiene l’intensa aromaticità della farcia.

Alba suggerisce in abbinamento un A.A. Gewurztraminer, vino bianco appagante dotato di una certa morbidezza stemperata dall’impronta fresco-sapida.

Valeria

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Muruziyya di zucca

La ricetta che vorrei presentarvi oggi era in programma ormai da un po’ di tempo più che altro per il suo ingrediente principale (la zucca) e perché a me piace tantissimo, ma mi rendo conto che a causa dei fatti sociali avvenuti negli ultimi giorni, molti di voi le daranno una lettura politica: nulla di tutto ciò!
Se proprio volete potreste darle una lettura storica ed etnologica, perché è esattamente quello che è: una ricetta che con le sue minime varianti si può ritrovare in un arco che va dalla cucina andalusa a quella mediorientale passando per tutto il Mediterraneo, Sicilia compresa.

Il bel libro da cui è tratta si intitola “L’Islam a tavola – Dal Medioevo a oggi” edito da Laterza nel 2004 e scritto da Lilia Zaouali, tunisina e professoressa universitaria di etnologia e scienze della religione a Parigi, nonché collaboratrice nelle università italiane e per Slow Food.

La dolcezza è il gusto dominante, ma con una leggerissima nota agra che rende questo piatto perfetto accostato a piatti di carne con le castagne o a piatti vegetariani a base di ceci.
I ceci potrebbero anche essere una soluzione per donare al piatto una cremosità superiore: se verso la fine, prima di aggiungere l’uva passa e l’aceto, vi accorgerete che avete abbondato troppo con l’acqua e il piatto risulta troppo liquido, unite al tutto un po’ di purea di ceci cotti per inspessire il sughetto.

Per armonizzare visivamente il piatto ho usato dell’uva passa bianca e dell’aceto dal colore chiaro, ma potreste giocare sui colori per abbinarlo al vostro piatto forte.

Abbinate questa Muruziyya a una tazza di tè verde Long Jing in grado di contrastare l’estrema dolcezza, senza però sovrastarla.

La tendenza dolce della zucca potrebbe acquisire maggiore aromaticità e grassezza se servita ad esempio con l’arista di maiale o con le castagne. Alba consiglia dunque in abbinamento un COF Ribolla Gialla, vino bianco ben bilanciato in freschezza e sapidità e dotato di una piacevole intensità gusto olfattiva.

Valeria

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Baccalà mollicato con peperone ripieno di quenelle di uva passa e noci

Baccalà mollicato con peperone ripieno di quenelle di uva passa e noci

Un tempo questa ricetta tipica della vigilia di Natale veniva preparata facendo cuocere il baccalà in un tegame posto sotto la cenere del camino.
Piatto gratinato (“arracanato” come si direbbe in dialetto), presenta una piacevole alternanza di gusti, dal salato proprio del baccalà alla dolcezza dell’uva passa, dall’amarognolo delle olive nere all’agrodolce del peperone sottaceto.
I peperoni che completano questo piatto sono bellissimi, di grande effetto cromatico: rossi, dolci, piccoli e tondi, una delizia anche per gli occhi. Non ho resistito, ho dovuto farcirli con una morbida quenelle con i gherigli di noce sminuzzati e l’uvetta.

Suggerisco di gustarlo in abbinamento ad un Soave Classico, vino bianco fresco, sapido, avvolgente e dotato di una buona persistenza.

Valeria invece suggerisce una tazza di Hojicha, tè giapponese “arrosto” che con le sue note nocciolate ben sostiene i sapori agrodolci di questo piatto.

Alba

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