Pad Thai con gamberi freschi

Complice il fatto che sabato è stato il Capodanno cinese, molte catene della grande distribuzione organizzata hanno dedicato una sezione decisamente più ampia ai “cibi asiatici”: così ho trovato facilmente delle chicche per le quali, di solito, vado negli alimentari etnici.

Tra queste direi che il bottino più plateale è stato un vasetto di concentrato di tamarindo!
La salsa di tamarindo, con il suo netto sapore acre, è una degli ingredienti principali della cucina indiana e tailandese, ma non è così facile trovarla nei comuni supermercati.

Detto questo, il passo successivo è stato decidere cosa preparare e la scelta è caduta sul piatto probabilmente più famoso della cucina tailandese: il Pad Thai.
Il pad thai è un cibo di strada, cucinato in baracchini ambulanti da abili cuochi su enormi piastre e servito a portar via o con la possibilità di goderselo su un tavolino assieme a ulteriori condimenti e a una bella fetta di fiore di banano. Tradizionalmente si cucina utilizzando gamberetti essiccati e daikon conservato, ma non avendoli, ho sostituito i crostacei con quelli freschi e ho eliminato il ravanello; non ho fatto proprio un’eresia, infatti il pad thai è talmente famoso che in giro per il mondo si è scesi a parecchi compromessi per cercare di adattarlo alle cucine locali: gamberi freschi, pollo o solo tofu sono le varianti più gettonate.

Altro ingrediente fondamentale della cucina tailandese è la salsa di pesce: è il condimento principe di questa cucina e versato praticamente ovunque. Anch’esso non troppo facile da trovare, devo dire che ormai da anni ho raggiunto una mia personale pace sostituendolo con la colatura di alici nostrana: la trovo perfetta e dona una nota italiana ai piatti tailandesi.

Il gusto del pad thai deve essere un perfetto equilibrio tra il salato, l’agro e il dolce: in patria questo equilibrio è tenuto su dei toni molto forti, ma nel preparare la salsa ho cercato di mediare; voi regolatevi secondo il vostro gusto ricordando che nella ricetta tradizionale il salato è apportato dalla salsa di pesce, ma anche dai gamberetti essiccatti e dal daikon conservato che qui mancano.

Per il piccante, come al solito, ho voluto lasciarvi un po’ carta bianca e suggerirvi 3 spezie diverse da poter utilizzare separatamente o in contemporanea per dare una nota più vivace al tutto (p.s.: ovviamente in patria è bello piccante!).

Per gli spaghetti di riso una precisazione: non sono quelli del ristorante cinese! Quelli a cui siamo abituati sono più simili a dei vermicelli, lunghi e sottilissimi, mentre per il pad thai solitamente vengono usati dei veri e propri spaghetti o delle tagliatelle di riso, che vengono ammollati in acqua calda per farli diventare flessibili e molto al dente e così poi cuocerli in padella senza che scuociano. Nei negozi etnici ne esistono di varie fatture e con varie istruzioni (ad esempio i miei andavano proprio cotti in acqua bollente e poi passati sotto l’acqua fredda), ma sono quasi sicura che anche usare della pasta di riso nostrana tenendola molto al dente può regalare qualche soddisfazione.

Come abbinamento provate il pad thai con una bella tazza di tè verde, magari un Sencha giapponese che esalterà il gusto marino del piatto e vi aiuterà a diluire i toni forti della salsa o, se siete amanti del tè nero, con una tazza di Nilgiri che ben si sposerà con il tamarindo.

Alba consiglia in abbinamento un Riviera Ligure di Ponente Vermentino, vino bianco morbido, gradevolmente fresco e sapido.

Valeria

p_20170129_160801_1.jpg

Continua a leggere Pad Thai con gamberi freschi

Tofu glassato alla melagrana su letto di sedano rapa in insalata

Tre anni fa Alba e io ci iscrivemmo su WordPress con l’intento di dar vita a un blog che girava nelle nostre menti già da tempo, ma ci volle ancora un mese prima che prendesse realmente vita: un po’ come quando la Natura si prepara al risveglio primaverile ed è tutto uno scalpicciare nascosto.
Oggi, dopo tre anni, il blog è un sito e noi un po’ di esperienza l’abbiamo fatta passando dai piatti (e foto) un po’ rustici a quelli più studiati.

Oggi vorrei proporvi un piatto particolare, appagante e fresco anche se cucinato con frutta e verdura di stagione: un po’ il mio scalpiccio in attesa della Primavera.

Il succo di melagrana è, magari non ci crederete, un ottimo sostituto del vino rosso quando c’è bisogno di sfumare e glassare le pietanze: ha quel non so che di zuccherino, ma allo stesso acido che vi riporta indietro ai tempi di dame e cavalieri e il succo di questo frutto ancestrale era usatissimo nella cucina.

Il sedano rapa invece è una grossa radice che, appunto, unisce il gusto dei due ortaggi in maniera più delicata ed è ottima sia cotta (dove svela le sue note dolciastre) sia cruda.

Dato che là fuori però fa ancora un po’ freddino, vi consiglio di accompagnare questo piatto a una tazza di Ceylon UVA, tè nero dalle note quasi balsamiche che contrasta in questo modo la schiettezza dell’insalata e viene addolcito dal tofu.

Alba propone in abbinamento un A. A. Kerner, vino bianco dal sorso fresco e sapido che sfuma in una punteggiatura agrumato minerale.

Valeria

DSCN5405

Continua a leggere Tofu glassato alla melagrana su letto di sedano rapa in insalata

Focaccine di farro al profumo di salvia con pistacchi e cubetti di tofu rosolati servite insieme a maionese vegan con pesto di mandorle e gambi di carciofo

Metti una coppia che vuole concedersi una cena diversa dal solito, nel tepore delle mura di casa.

Siamo ai primi sguardi, ai primi gesti ancora un po’ compassati di chi si sta approcciando all’aperitivo.

In tavola il profumo fragrante preannuncia la croccantezza del pane appena sfornato. In realtà si tratta focaccine fatte con la farina di farro. Chi lo ha provato sa che il pane di farro ha un piacevole retrogusto nocciolato. I pistacchi triturati e la nota erbacea di salvia amplificano questo sapore così aromatico di frutta secca tostata. Il tofu rosolato nella salsa di soia fa da supporto.

Le mani un po’ nervose giocherellano e spezzettano la prima focaccina.

Ci vuole qualcosa di cremoso da spalmare o un intingolo vellutato per tuffare i pezzetti che si sbriciolano sulla tovaglia candida.

C’è un bellissimo mortaio col pestello dal quale fa capolino una salsa verde, una salsa delicata come la finta maionese che ne costituisce la base. Non ci sono uova, né può impazzire. Può solo abbracciare, come in questo caso, un pesto cremoso di mandorle e verdure appena scottate, tenaci.

Vi consiglio di sottolineare l’intimità del momento con un calice di A.A. Sauvignon vino bianco scattante, minerale, giocato su un’intensa e lunga persistenza agrumata.

Nell’atmosfera informale dell’aperitivo, Valeria suggerisce di abbinare queste focaccine ad un bicchiere di Sencha Kagoshima servito freddo, tè verde giapponese primaverile che dona un liquore delicato e leggermente dolce.

Alba

SONY DSC
Focaccine di farro al profumo di salvia e pistacchi con maionese vegan al pesto di mandorle e gambi di carciofo

Ingredienti per le focaccine Continua a leggere Focaccine di farro al profumo di salvia con pistacchi e cubetti di tofu rosolati servite insieme a maionese vegan con pesto di mandorle e gambi di carciofo