The Onion Queen: la salsa barbecue cotta in una cipolla

Di solito quando si viene invitati a un barbecue o a una grigliata è buona regola portare qualcosa per aiutare i padroni di casa che già si svenano con la carne o il pesce. Il classico dei classici è portare da bere, ma anche il dolce detiene la top ten, ma perché non provare anche con una bella insalatona, degli stuzzichini invitanti o, e qui c’è l’ovazione, direttamente la salsa barbecue fatta in casa.
(Giuro che prima o poi farò un post con le ricette “ideali” per una grigliata)

La salsa bbq è quella che io chiamo “definitiva” nel senso che, a parte quelle a base di uova o latte, praticamente racchiude tutte le altre salse! E’ anche detta dagli amici “la svuota frigo” perché riesce a ripulirlo da tutti quei barattolini che stanno lì a guardarti partire per le vacanze e che meditano il suicidio mentre tu non ci sarai.

p_20160802_102517_p_1.jpgL’idea invece di cuocerla in una cipolla è arrivata qualche anno fa, mentre il mio ragazzo e io eravamo ospiti di amici a Rimini: mentre si pianificava una grigliata per una sera, mi apparve sul tavolo una super-mega-cipolla, sarà stata 1Kg, e lì è scattato il “come la uso per esaltare la sua maestosità”?

Alla fine ecco nata la Onion Queen (così ribattezzata dal mio ragazzo): una cipollona svuotata e usata come camera di cottura della salsa barbecue, che diventa a sua volta una specie di sottaceto agrodolce per accompagnare le pietanze alla griglia.

La Onion Queen può essere cotta sia in pentola (consigliato per l’estate) sia in forno (per l’inverno) e la salsa può essere usata sia per marinare la carne prima della grigliatura (ad esempio pezzi grossi come le cosce di pollo), sia da spennellare durante la cottura (bistecche o spiedini), sia come accompagnamento a tavola.

Un consiglio è di NON aggiungere sale! Gli ingredienti sono già molto saporiti e quelli dolci servono a bilanciare il sapore (oltre che a caramellare la carne in cottura). Inoltre andate un pochino a sentimento: non avete la tahina, ma del burro di arachidi? Usate quello! Non sapete cos’è il miso? Omettetelo! L’importante è che il risultato finale vi piaccia.
A proposito del risultato finale: la salsa è immangiabile finché non si raffredda! Quindi se appena tolta dal fuoco vi venisse in mente di assaggiarla, non rimanete scioccati. (Se rimane immangiabile anche fredda allora c’è qualcosa che non va!).

Infine si conserva in modo eccellente in frigo e può essere anche congelata in porzioni.

Per una grigliata estiva l’ideale è un bel tè alla pesca, ma se volete proprio stupire preparate un oolong freddo alla pesca che con le sue note dolci (magari supportate da un po’ di sciroppo per dolcificare) si sposano perfettamente con il gusto della carne e della salsa; per una grigliata invernale invece suggerisco una tazza di Grand Yunnan, tè rosso cinese che esalta il gusto delle pietanze.

Per una grigliata mista di carni rosse accompagnate da questa meravigliosa salsa barbecue con cipolla, Alba consiglia un Dolcetto d’Alba, vino rosso di discreta struttura, buona morbidezza e piacevole sapidità.

Valeria

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Hummus

Nella sua semplicita’, la ricetta che sto per illustrare riesce sempre a ottenere larghi consensi tra gli amici. Lo propongo spesso come antipasto freddo prima delle portate principali.

L’hummus di ceci e’ una preparazione densa e cremosa tipica soprattutto d’Israele ma diffusa trasversalmente in Medioriente, dal Libano alla Siria, dalla Turchia all’Egitto fino alla Grecia.

Viene servito come metze (antipasto) insieme alle verdure crude, col pane arabo o col pane azzimo. Oppure viene proposto con le falafel o utilizzato per farcire lo shwarma (il kebab).

La preparazione base e’ fatta di ceci e tahina.

La tahina e’ un burro ricavato dai semi di sesamo tostati, tritati e lavorati con l’olio. Non e’ difficile da reperire, la si trova nei negozi di prodotti etnici, di cibo biologico, qui a Roma anche da Castroni o tra i banchi di Piazza Vittorio.

Per preparare questa deliziosa e aromatica purea ho utilizzato per praticita’ i ceci in scatola ma sicuramente non rappresentano la scelta migliore. Conviene infatti mettere i ceci secchi in ammollo tutta la notte con una puntina di bicarbonato per rendere la buccia piu’ morbida e il giorno seguente vanno cotti per un paio d’ore (i tempi si riducono con la pentola a pressione) e sbucciati.

Per accompagnare questa salsa, dove la tendenza dolce dei ceci e’ sostenuta dalla piccantezza appena accennata e dal tocco fresco del limone, ho scelto un Trebbiano Spoletino, vino bianco di buona freschezza, discretamente sapido con finale morbido.

Valeria, invece, ha pensato ad un Tè alla Menta: rinfrescante e aromatico, accompagna in modo ideale il gusto pieno di questa crema.

Alba

Hummus - Foto di Walter Romano
Hummus – Foto di Walter Romano

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