Spaghettini di riso alle verdure

Gli spaghettini di riso e quelli di soia sono un classico della cucina cinese che noi tutti conosciamo, ormai da parecchi anni è facile trovarli anche non nei supermercati etnici in versione secca.

Gli spaghettini di riso saltati con le verdure possono essere conditi a fantasia utilizzando la verdura di stagione, ma sempre tenendo conto che la cottura sarà velocissima e a fiamma molto alta: in caso contrario ci si ritroverà con delle verdure molli e gli spaghettini uniti in un unico blocco.

Se non si riuscisse a gestire contemporaneamente più pentole potete cuocere in anticipo gli spaghettini, scolarli, passarli sotto l’acqua fredda e condirli con un filo d’olio: saltandoli in padella saranno perfetti.

(Non vi piacciono gli spaghettini di riso? Provate questa ricetta con dei tagliolini all’uovo! 😉 )

Due ingredienti sono un po’ particolari: il bok choy e la salsa Sriracha.
Il bok choy è una verdura della famiglia dei cavoli e delle rape, ma assomiglia a una piccola bietola sia nell’aspetto che nel gusto. Lo si trova facilmente nei negozi etnici che hanno anche il banco di frutta e verdura; in caso contrario potete utilizzare una qualsiasi verdura a foglia verde.
La salsa Sriracha è una salsa piccante originaria del sud-est asiatico che tra il 2012 e il 2014 ha avuto un boom di tendenza incredibile, non si poteva leggere una qualsiasi ricetta in internet che chiunque aggiungeva un po’ di questa salsa: un vero trend!
In Italia è stata sdoganata dai media nel 2015 e non è troppo difficile trovarla nei negozi etnici. In caso non riusciste a trovarla ripiegate su un bell’olio al peperoncino nostrano.

Godetevi una ciotola di questi spaghetti abbinandoli a una tazza di Tie Guan Yin, oolong complesso che riesce a sostenere sia l’aromaticità del piatto sia il piccante della salsa.

Alba propone in abbinamento un Alto Adige Müller Thurgau, vino bianco fresco, di elegante mineralità e dalla tipica impronta aromatica. Nel caso il gusto del piatto venga arricchito dalla salsa piccante sarà necessario orientarsi su un vino più morbido come un Collio Goriziano Bianco, capace di attenuare note così marcate.

Valeria

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Taccole avanzate e ripassate

In questo 2 Giugno festa della Repubblica, mi è venuta voglia di ricordare le massaie di quel lontano 1946. La guerra era appena finita, ma i suoi rigori e i suoi strascichi erano ancora presenti e dominanti: si beveva il caffè di cicoria, le proteine animali erano un lusso di pochi e l’arte del “riciclo” in cucina e non, era una delle più grandi doti richieste alla perfetta donna di casa.

Il “non si butta via niente” che anche oggi per combattere la crisi (e lo sfacelo ambientale) utilizziamo in maniera oculata.

Così tra gli avanzi mi son ritrovata un po’ di taccole bollite, della lattuga un po’ appassita, qualche cipollina novella e del prezzemolo: perché non impiattare dei finti “piselli” alla francese?

Le taccole, anche chiamate piselli mangiatutto, sono infatti una varietà di piselli che rimangono allo stato embrionale e dei quali si mangia anche il baccello (raccolto prima che diventi troppo fibroso).

Questo piatto, citato anche dall’Artusi, sfrutta la dolcezza delle verdure cotte e le unisce ad un invitante fondo di burro, ideale come accompagnamento di pietanze dal gusto più sapido.

Provate ad abbinare questo semplice piatto dalle sfumature dolciastre con un tè bianco Bai Mu Dan, le sue note fresche e delicate ben contrastano i sapori.

Alba propone in abbinamento un Roero Arneis, vino bianco, fresco e scorrevole, dai richiami erbacei.

Valeria

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Cuscus con taccole, zucchine e quartirolo

Oggi mettiamo nel cesto di vimini per il picnic un piatto leggero e fresco ma incredibilmente gustoso. Dunque non la solita insalata di pasta o di riso ma un cuscus tutto “verde primavera” in un susseguirsi di nuance gustative che includono anche la dolcezza delle taccole.

Le taccole appartengono alla famiglia dei piselli ma assomigliano di fatto a fagiolini verde chiaro allungati e appiattiti. Si mangiano con l’intero baccello e hanno un sapore delicato.

Per bilanciare la tendenza dolce del piatto ho utilizzato un saporito quartirolo lombardo dal gusto caratteristico, leggermente acidulo e aromatico.

Non facilissimo da reperire (almeno qui a Roma nei comuni supermercati), potete sostituirlo con la feta greca che avrete l’accortezza di sciacquate velocemente prima di tagliare a pezzetti.

Infine due parole sul cuscus, questa antica preparazione maghrebina fatta di semola di grano duro che viene inumidita e ridotta in grani, cotta al vapore e poi essiccata.

Dire “cuscus” in Nordafrica è un pò come dire in Italia “spaghetti” ma in un gioco di contaminazioni le culture arabe e nordafricane hanno influenzato da sempre la cucina del nostro sud al punto che in Sicilia e in particolare nella zona del Trapanese il cuscus è ormai un piatto tipico della dieta locale mediterranea.

Per questo piatto, come per tutti gli altri piatti salati che si susseguiranno nel corso del pic nic, suggerisco un vino bianco di media struttura, fresco e discretamente morbido. Potreste scegliere, ad esempio, tra un Vermentino di Gallura o un Soave Classico.

Valeria invece propone due tipi di tè per il picnic: un verde e un nero. In questo caso propone lo Yunnan verde da servire freddo, come tutti gli altri del menù, tè cinese di carattere che ben si armonizza con le spezie.

Alba

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