Vipere cieche con sugo di spuntature

Quando si è tanto affamati cosa c’è di meglio di un bel piatto di pasta fatta in casa con un sugo ricco e corposo?
wpid-vipere-cieche-1.jpg.jpegL’origine della pasta di oggi, a base di acqua e farina, è legata alla tradizione contadina della zona del Cicolano, nella bassa provincia reatina, al confine con l’Abruzzo.
Si tratta di un tipo di pasta fresca dalla forma allungata (da qui il nome vipere) e irregolare, dotata di una bella consistenza compatta e tenace.
La ricetta me l’ha passata Licia, una solare signora originaria di Sant’Elpidio, una piccola località in provincia di Rieti. E sempre Licia, mi ha consigliato di condire le vipere cieche con un bel sugo di spuntature denso, reso ancora più invitante da una generosa spolverata di pecorino.

Accompagnate questo piatto fumante con una bottiglia di Rosso Piceno, vino dalla bilanciata trama tannica, morbido e dal retrogusto piacevolmente intenso.

Valeria propone in abbinamento un Keemun Congou, tè rosso cinese dal leggero sapore affumicato.

Alba

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