Riso Venere alla melagrana con quenelle di caprino

Sorseggiare del Franciacorta rosé non rappresenta solo un sottile piacere ma rende anche nettamente migliore la riuscita di questo elegante risotto. Quindi prima di mettervi all’opera versatevi un calice freddissimo e lasciate che le bollicine enfatizzino gli effetti inebrianti dell’alcol.

Gli ingredienti di questa proposta sono tutti legati dal motivo della passione.

Il perlage stesso dello spumante appena versato potrebbe ricordare la spuma del mare da cui è nata Venere.

Riso Venere alla melagrana con quenelle di caprino - Foto di Walter Romano
Riso Venere alla melagrana con quenelle di caprino – Foto di Walter Romano

Il riso Venere col suo bellissimo colore ebano ha chicchi piccoli e profumati dall’aroma che ricorda la crosta di pane. Un profumo che si schiude completamente col calore della cottura.

Il melograno, pianta sacra a Giunone, è simbolo di fertilità, di prosperità, di animi uniti nella fratellanza simboleggiati dai numerosi grani lucenti racchiusi in un unico frutto.

Pianta cara anche ad Afrodite che la volle piantare nell’isola di Cipro e ben presto divenne il frutto dell’amore ardente per il colore rosso acceso dei semi.

Infine il caprino fresco bianco, morbido dal sapore delicatamente acidulo completa l’accattivante ventaglio cromatico e olfattivo.

Per seguire il fil rouge della presentazione ho scelto di servire in abbinamento lo stesso spumante usato per sfumare il riso, un Franciacorta Brut rosé, di grande eleganza, freschezza e sapidità da degustare a una temperatura di 10°.

Valeria, invece, suggerisce il Japan Yonkon, tè verde dal gusto persistente di clorofilla, che s’intrufola molto bene nel quadro generale di dolcezza naturale del piatto.

Alba

Riso Venere alla melagrana con quenelle di caprino - Foto di Walter Romano
Riso Venere alla melagrana con quenelle di caprino – Foto di Walter Romano

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