Potpourri di farro e pollo

Da piccola non capivo il significato del potpourri: fiori secchi che profumavano come veri, ma di un profumo che non era il loro. Crescendo ho inizato a cercare di capire la  bellezza che poteva nascondersi dietro queste ciotole piene di qualunque cosa: a volte mi perdevo nell’osservali, guardando il caos in tazza.

Ecco a volte ho solo voglia del caos in una ciotola: non mi va di cucinare cose ordinate, canonicamente belle, a volte vorrei solo che siano eterogenee e soddisfacenti.

Così nasce questo piatto, da un pranzo con tutti gli elementi e qualche cosa di inaspettato come le bacche di goji che con il loro sapore acidognolo hanno aggiunto una nota estiva a un piatto autunnale. Il pollo, lasciato grossolano, contrasta con quelle piccole gemme rosse e via: potreste anche chiamarlo “pastone” come gli chef della televisione farebbero, ma il gusto è ottimo e mangiato davanti alla vostra serie televisiva preferita in un momento di relax da tutto ne acquisisce anche di più.

Non abbinerei un tè troppo intenso quindi il mio abbinamento ricade su un Dong Ding, oolong versatile che ben si sposa con il gusto delicato della preparazione.

Alba consiglio in abbinamento un Soave Classico, vino bianco strutturato e morbido, supportato da una buona spalla fresco-sapida e da una chiusura lunga e persistente.

Valeria

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Tuberi al forno con noci, miele e paprika

Avete già assaggiato il topinambur? Noto anche come rapa tedesca, o carciofo di Gerusalemme, è un tubero dal sapore ottimo e delicato a metà tra un fungo e un carciofo, una sorta di patata bitorzoluta che a prima vista sembra un bulbo di un fiore.

Si pela col pelapatate e viene impiegato per fritture, risotti, vellutate e croccanti insalate.

È un vegetale arrivato in Europa dall’America Latina nel 1600, e difatti il termine “topinambur” sarebbe una derivazione del nome indios di una tribù brasiliana.

Ho cotto il topinambur al forno insieme ad altre radici e per restare oltreoceano ho inserito nell’insieme sia la patata classica che quella americana, ovvero la patata dolce o batata.

La presenza di entrambe nelle zone più elevate delle Ande, risale al II millennio a.C.

La patata americana è una radice tuberosa dotata di una tendenza zuccherina che ricorda la castagna e ha un’elevata concentrazione di vitamina A, di poco inferiore a quella delle carote.

Vi invito dunque a provare questo contorno tutto vegetale dal gusto antico di terre lontane.

Propongo in abbinamento un Soave Classico, vino bianco morbido, scosso da freschezza agrumata e note sapide.

Valeria invece suggerisce una tazza di tè leggermente affumicato come il Russian Caravan.

Alba

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Zuppa di quinoa con verdure autunnali ed erbe aromatiche

Consumare una minestra calda e fumante non è solo un’abitudine piacevole ma è anche salutare perché le verdure di stagione sono ricche di vitamine, sali minerali ed antiossidanti.

Inoltre preparare una zuppa costringe ad essere presenti, a rallentare il ritmo per via della pulizia e del taglio degli ortaggi.

Fermarsi a scegliere con cura le verdure e poi mondarle e tagliarle, potrebbe tradursi in un appagante esercizio di meditazione soprattutto per chi si ritrova cronicamente a corto di tempo.

Allora per scaldare le serate autunnali possiamo provare questa zuppa a base di quinoa, una pianta tipica della tradizione andina, i cui semi sono molto nutrienti perché fonte di amminoacidi essenziali. Inoltre la quinoa è priva di glutine ed ha un indice glicemico basso: due ottime ragioni per proporla a tavola in deliziose ricette.

Suggerisco in abbinamento un Soave Classico, vino bianco dall’assaggio lineare e pulito, con piacevole sapidità sorretta e spinta nel finale da un’ottima verve acida.

Valeria suggerisce di abbinare questa zuppa a un tè verde cinese come lo Yunnan verde.

Alba

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Fusilli alla crudaiola

Questa di oggi è una ricetta pensata per chi, come me, non riesce a rinunciare alla pasta nemmeno col caldo tropicale. Non si tratta di una vera e propria pasta fredda, va infatti servita tiepida per assaporare pienamente tutto il panorama aromatico…basilico, pomodorini, aglio, capperi..un inno all’estate mediterranea.

In particolare se vi capiterà di passare per Bari (città meravigliosa) noterete nella tradizionale crudaiola l’assenza dei capperi e l’uso tassativo della ricotta marzotica.

Questo meraviglioso gioiellino caseario di forma tronco conica, viene prodotto nel Salento all’inizio della primavera. Di consistenza friabile, ha un sapore tipico, intenso e sapido, frutto di una stagionatura che varia dai 10 ai 20 giorni. La forme vengono arrotolate su un letto di graminacee selvatiche che favoriscono la proliferazione di muffe nobili le quali conferiscono un gusto e un aroma olfattivo particolarissimo.

Suggerisco in abbinamento un Soave Classico, vino bianco giustamente morbido, bilanciato da una vena fresca che scandisce l’assaggio insieme ad una piacevolissima nota salina.

Valeria suggerisce un bicchiere di Sencha Kagoshima, che con la sua naturale dolcezza, unita al carattere umami tipico dei tè verdi giapponesi, ben si adatta alla particolarità di questo piatto.

Alba

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Penne integrali con radicchio verde e speck

Eccoci reduci dalle festività pasquali e nel dover scegliere la ricetta per oggi mi sono affidata ai miei amici: di solito quando cucino fotografo i piatti che preparo, un po’ per allenarmi, un po’ per catalogare le varie ricette; quelle foto finiscono nel mio profilo personale di Facebook.

Trecento e passa persone vedono quelle foto e vengono messi vari Like qua e là e io, nei giorni di indecisione, eleggo le foto più cliccate a ricetta da pubblicare.

Per questo martedì la scelta è finita su una delle ricette più semplici, facili e gustose grazie alla presenza dello speck e della casatella, un formaggio morbido che sa di latte.

Il radicchio verde invece viene direttamente dall’orto del mio padrone di casa: la sua nota amarognola quasi si dissolve nella cottura, divenendo dolce e aromatico.

Preparate una tazza di Keemun, tè rosso cinese che esalta il gusto dello speck con la sua leggera fumosità.

Alba suggerisce in abbinamento un Soave Classico, vino bianco fresco, beverino, dalle piacevoli nuances agrumate, minerale e sapido.

Valeria

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Couscous saltato con cocco e cavolfiore

Un couscous caldo e speziato per salutare l’Autunno che ormai se ne va via troppo in fretta e prepararsi al freddo che è arrivato decisamente in anticipo: non so da voi, ma qui in Emilia io batto i denti (ok, sono ligure e non sono abituata, ma 5°C alle 11.30 del mattino non vanno bene!).

Ammetto che l’utilizzo del couscous precotto (per intenderci quello che si trova nei supermercati in scatole rettangolari e a cui basta aggiungere acqua per farlo rinvenire) non è né tradizionale né ortodosso, ma in commercio esistono prodotti molto buoni, fatti con farine di qualità, magari integrali e BIO.

E’ un piatto destinato a non portare via più di 30-40 minuti di preparazione e per questo scopo ho utilizzato le lenticchie decorticate che non hanno bisogno di ammollo, né di lunghe cotture e lasciato le cime di cavolfiore semicroccanti per aumentare il piacere sensoriale.

Infine le spezie fanno assomigliare questo piatto all’Upma indiano, una specie di porridge salato di semolino utilizzato per colazione in India.

Abbinate a questo piatto una bella tazza di Nilgiri, tè nero indiano dal gusto neutro che ben si sposa con la sottile nota del limone e delle spezie.

Alba propone in abbinamento un Soave Classico, vino bianco morbido ma ben equilibrato in freschezza e mineralità. Finale ammandorlato.

Valeria

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