Insalata di couscous con pesche e peperoni

Recentemente è morto Gene Wilder: attore, scrittore, sceneggiatore, regista. I suoi film sono pietre miliari per molti di noi. Appena avuta la notizia non sapevo bene come comportarmi (anche se per tutto il giorno ho cantato Pure Imagination): avrei potuto omaggiarlo qui su Passioni da Bere? Magari proporre qualcosa alla Willy Wonka? Ma come riprodurre quella magia? Quelle tazzine edibili a forma di narciso?
Così per non fargli torto lo ricorderò solo come l’artista eclettico e talentuoso che era.

Per tornare alla ricetta di oggi ecco una insalata di couscous dai toni accesi che unisce alla dolcezza della pesca nettarina il carattere forte del peperone, con il tocco insolito della melissa fresca.
La melissa, chiamata anche Lemon Balm, ha un gusto limonoso e ricorda alla vista la menta.

Gustate questo couscous con un bicchiere di Ceylon ghiacciato.

Alba propone in abbinamento un Salice Salentino Rosato, vino dal sorso sbarazzino, rotondo, sostenuto da vivace freschezza e dai ritorni fruttati.

Valeria

p_20160728_143717_p_1.jpg

Continua a leggere Insalata di couscous con pesche e peperoni

Insalata fresca di quinoa

Il 2013 è stato eletto dalla FAO l’anno della quinoa, potente alleato nella lotta alla fame, alla malnutrizione e alla povertà.
Ma che cosa è esattamente la quinoa?
La quinoa è uno pseudo-cereale che per secoli è stato il nutriente principe delle popolazioni andine e ancora oggi è alla base della dieta delle popolazioni Quechua e Aymara.  E’ naturalmente priva di glutine e viene spesso consigliata come fondamentale nelle diete per celiaci eguagliando in Kcal i più comuni mais, riso o grano, ma dando un ottimo apporto di proteine di qualità (come la Lisina) e decisamente più bilanciate. In più ha un buon apporto di fibre, acidi grassi “buoni”, vitamine e minerali come il ferro, il magnesio e lo zinco.
Profondamente adattabile dal punto di vista della coltivazione, si stanno avviando progetti per individuare le regioni migliori dove avviare la coltura di questo “super-cibo”. Uno di questi progetti è “Quinoa Felix” in Campania i cui obbiettivi sono verificare l’adattabilità delle varietà di quinoa e la selezione delle varietà più adatte per la regione, valutare le caratteristiche funzionali, nutrizionali e chimiche della quinoa, sviluppare un supporto tecnologico per l’intero ciclo di produzione, perfezionare la produzione e l’uso della quinoa, effettuare analisi di mercato per i prodotti a base di quinoa.

L’insalata che vi propongo oggi è sia un ottimo contorno che, in quantità maggiori, un piatto fresco per una gita primaverile.

Abbinate a questa insalata un bicchiere di fresco Darjeeling con una fettina di limone che completerà con una nota acida il sapore del piatto.

Alba suggerisce in abbinamento un A. A. Pinot bianco, vino dall’assaggio coinvolgente e nitido puntellato da freschezza e stuzzicante sapidità.

Valeria

DSCN5866

Continua a leggere Insalata fresca di quinoa

Gnocchetti dolci al sesamo

L’8 Febbraio è stato il primo giorno del calendario cinese: siamo entrati nell’anno della Scimmia.
Se questo è un fatto abbastanza risaputo grazie ai mass media e alle associazioni di cinesi in Italia, non altrettanto è il fatto che i festeggiamenti durano 15 giorni: si parte dal novilunio fino ad arrivare alla luna piena, al 22 Febbraio.

L’ultimo giorno di festeggiamenti è chiamato Festa delle Lanterne e tra le migliaia di lanterne accese a illuminare la notte e festoni rossi si usa preparare un piatto dolciastro simbolo di armonia e unione: il Tang Yuan. Trattasi di piccole sfere bianche riempite con una pasta di semi di sesamo dolce da gustare come dolcetto o come intermezzo tra un piatto piccante e l’altro.

La versione che vi propongo oggi è quella base, anche se con il burro al posto dello strutto, ma come tutti i piatti della tradizione in un paese vasto come la Cina, può essere variato sia nel ripieno che nel metodo di cottura.
Le palline, oltre che di sesamo, possono essere riempite con dell’Anko, con della crema di noccioline o con dei canditi o un mix, inoltre invece che bollite possono essere fritte. Persino il brodetto può passare da neutro (come in questo caso) a leggermente salato o dolce e speziato (con l’aggiunta di zenzero e pandano).

Le dosi della ricetta donano una dozzina di piccole palline, ma sicuramente vi rimarrà un po’ di ripieno non utilizzato: tenetelo in frigo per quando vi verrà voglia di sperimentare ancora. 😉

Abbinate il Tang Yuan a una tazza di Silver Moon calda, tè speziato e dal gusto dolce che ben si abbina al ricco ripieno.

Alba suggerisce in abbinamento un Trentino Superiore Moscato Giallo Vendemmia Tardiva, vino dolce e persistente, mai stucchevole, con un buon equilibrio giocato sulla freschezza.

Valeria

DSCN5404

Continua a leggere Gnocchetti dolci al sesamo

Crema di patate e miso con funghi shiitake e germogli di alfa alfa

La nostra incursione nella cucina vegana si arricchisce di nuovi ingredienti che potrete facilmente reperire nei negozi di prodotti biologici e internazionali.

Il miso stemperato nel brodo, la tempura di funghi shiitake e la freschezza dei germogli alfa alfa creano nella proposta di oggi un caleidoscopio di sapori e consistenze molto interessante.

Tipico della tradizione giapponese, il miso è un alimento fermentato a base di soia ed altri cereali (solitamente orzo o riso) animato da lieviti vivi e per questa ragione va trattato con cura.

Come regola generale, per preservarne le proprietà andrebbe sempre incorporato dopo la cottura delle zuppe o dei brodi altrimenti aggiunge soltanto sapore.

Il tempo di fermentazione, e dunque la colorazione del miso, che va dal bianco sporco al marrone, è correlato al sapore più o meno intenso.

Dal Giappone arriva anche il fungo shiitake che grazie alla sua significativa capacità di rinforzare il sistema immunitario si sta diffondendo tra i consumatori abituali di alimenti macrobiotici.

Il nome “shiitake” deriva dalla congiunzione del termine “shii” che indica una varietà particolare di quercia col termine “take” che significa appunto fungo.

Generalmente lo shiitake è reperibile essiccato, basterà quindi tenerlo a bagno prima dell’utilizzo.

La sana abitudine di introdurre nella nostra dieta quotidiana i semi germogliati di cereali e legumi apporta una grande ricchezza nutrizionale in termini di vitamine, enzimi ed oligoelementi.

In particolare i semi di alfa alfa, una pianta chiamata anche erba medica e che appartiene alla famiglia delle leguminose, contengono betacarotene, vitamine del gruppo B, vitamina C, D, E e K.

Sono inoltre mineralizzanti, hanno proprietà toniche, disintossicanti e antinfiammatorie.

La cosa divertente è che potete dilettarvi a vederli germogliare in casa , vi basterà dare un’occhiata in rete ai numerosi link che ne spiegano il procedimento semplice e alla portata di tutti.

Per creare una gradevole armonia aromatica vi suggerisco in abbinamento un COF Chardonnay, vino bianco fine e di grande eleganza, con note di agrumata freschezza e guizzi sapidi.

Per questa saporita zuppa Valeria propone un tè classico della macrobiotica: il Kukicha, tè di rametti che col suo gusto intenso, ma neutro, ben si accompagna ai sapori contrastanti del piatto.

Alba

SONY DSC

Crema di patate e miso con funghi shiitake e germogli di alfa alfa

Ingredienti Continua a leggere Crema di patate e miso con funghi shiitake e germogli di alfa alfa

Insalata di ceci mediterranea + Green Virgin Mary

In estate le insalate sono una necessità e un piacere: diventiamo tutti inventivi e creatori per sfuggire alla monotonia della solita insalata di pomodori.
Questo che vi presento oggi è un piatto fresco, nutriente e dall’ispirazione mediorientale, che si può rendere ancora più completo con l’aggiunta di pezzetti di formaggio.
La ricca componente aromatica può essere variata a piacimento nelle quantità per rendere questa insalata più o meno piccante e acidula.

Con gli ingredienti di scarto si può preparare un Green Virgin Mary, gustosa bevanda a base di succo che completa il piatto oppure abbinare il tutto a un bicchiere ghiacciato di tè alla menta.
Il Green Virgin Mary è ispirato al più famoso Virgin Mary, ma la tonalità rossa del succo di pomodoro è stata sostituita da quella verde più vegetale.

Alba propone in abbinamento un Soave classico, vino bianco abbastanza morbido, piacevolmente fresco, fruttato e minerale.

Valeria

image

Continua a leggere Insalata di ceci mediterranea + Green Virgin Mary

Nian Gao al cocco e azuki

19 Febbraio 2015, secondo novilunio dal solstizio d’inverno, capodanno in molti stati dell’Estremo Oriente. In Cina iniziano i festeggiamenti per l’anno della Capra e proseguiranno, seguendo una serie di tradizioni, per 15 giorni.
Sarà ovviamente un tripudio di decorazioni e luci rosse, petardi e cose rumorose, pulizie di primavera, ecc. Perché vi chiederete voi? Perché tradizione vuole che in questi giorni la Bestia del Capodanno (il Nian dalla testa di leone e corno di rinoceronte) si risvegli dal suo letargo e semini morte e distruzione, per fortuna proprio non sopporta i rumori forti, il colore rosso e una casa bella pulita! 😉

Anche se nel mondo cattolico ieri è iniziato il periodo quaresimale, non potevo esimermi dal presentarvi un piatto tradizionale dal sapore particolare che in questo momento è indispensabile in ogni casa orientale: la torta di riso glutinoso.

A essere sincera il Nian Gao è sì una torta di riso, ma nell’accezione più ampia, intesa come massa compatta a base di riso. Dalla storia antica (se ne  ritrova l’abitudine a cucinarla già nel 1045 a.C.), la sua diffusione in un territorio vasto come la Cina e gli altri paesi (ad esempio il Giappone), ne ha modificato profondamente aspetto, sapore e ingredienti facendolo variare da piatto dolce a salato e perfino non avendo una corrispondenza nemmeno nella cottura o nella forma. Infine quindi ne rimane solo il nome comune che richiama nei suoi ideogrammi un senso di prosperità e longevità per il nuovo anno.

La farina di riso glutinoso si trova facilmente nei negozi di alimentari asiatici e deriva dalla lavorazione dei chicchi dell’Oryza sativa var. glutinosa: in questo caso glutinoso non è riferito quindi al glutine (di cui è priva), ma al fatto di dar vita ad un impasto appiccicaticcio.
Per intenderci è la stessa farina che viene usata per preparare gli gnocchi di riso nei ristoranti cinesi e il famoso Mochi giapponese; per chi avesse già assaggiato uno di questi piatti saprà cosa lo aspetta: una consistenza gommosa e un po’ appiccicosa, che fa impazzire cinesi e giapponesi (e gli estimatori occidentali).

Per gli altri ingredienti ho voluto usare i fagioli azuki (che spessissimo vengono accoppiati al riso glutinoso nei dolci e in più sono rossi e portan bene), il cocco (simbolo di forza) e il sesamo.

Per la cottura ho scelto un ibrido, a mio avviso soddisfacente, tra la cottura a vapore e il forno: in questo modo si riesce a mantenere quella gommosità tanto tipica in questa preparazione.

Infine passiamo all’abbinamento con il tè. In questo particolare caso credo che vi sia un po’ di libertà sia supportata dalla tradizione che dai gusti personali: infatti potete optare per un tè arricchito da cannella e pepe (una sorta di chai) per allontanare possibili malattie invernali che si vogliano intrufolare in questo nuovo anno, oppure un tè dolce e orientaleggiante arricchito con datteri e fichi per la prosperità e la ricchezza, o magari un prezioso oolong del Guangdong, oppure abbinare il tutto ad un Sencha Kagoshima, tè verde giapponese dal retrogusto dolce e leggero.

Alba suggerisce in abbinamento un Albana di Romagna Dolce, vino sorretto da una gradevole freschezza e sottile sapidità.

Valeria

DSCN0343

Continua a leggere Nian Gao al cocco e azuki