Cottage Pie

La Cottage pie e la Shepherd’s pie sono due piatti inglesi molto simili formati da un mix di carne sormontata da purè e gratinati al forno: la consuetudine vuole che la Shepherd’s pie sia formata da carne ovina cotta con delle verdure in un sugo denso, mentre la Cottage è di manzo con un condimento più semplice.

La prima apparizione ufficiale della Cottage pie può essere annoverata ad opera del Rev. James Woodford nel 1791 ed era un modo gustoso per riutilizzare la carne arrosto avanzata trasformadola in una “torta” con il purè di patate come “crosta”: in poco tempo divenne un piatto talmente tipico da essere annoverato tra gli stereotipi inglesi.

Se vi piace potete aggiungere alle cipolle anche un trito di carote e sedano per formare il classico soffritto ed eliminare la salsa Worchester se il gusto leggermente affumicato non vi aggrada.

Per una serata stile High tea preparate delle cottage pie monoporzioni e abbinatele ad una tazza di Assam, tè nero indiano dal carattere forte che ben sostiene il gusto intenso della carne e la cremosità del purè.

Alba suggerisce in abbinamento un Salice Salentino, vino rosso dal sorso rotondo e succoso con eco tannica fitta che gli conferisce corpo ed equilibrio.

Valeria

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Trippa alla romana

Da qualche tempo alcuni cibi dai sapori forti, un tempo considerati come le parti meno pregiate dell’animale, sono tornati sulla scena gastronomica grazie ad un cambio di atteggiamento culturale che ne ha rivalutato molti pregi.

Sono cibi custodi di sapori e profumi intensi e pieni che rovistano nella memoria di antiche cucine povere e contadine. Le frattaglie, tra cui appunto la trippa, non conoscono mezze misure: o le si ama o le si detesta. Sono state messe a margine in tempi di abbondanza e successivamente recuperate anche attraverso una narrazione forse, ahimé, un po’ radical chic. La trippa dunque, formata da varie parte che compongono lo stomaco dei ruminanti, viene rivisitata e proposta perfino in ristoranti stellati.

Resta il fatto che la trippa è sicuramente un piatto nazional popolare, povero ma di gran gusto, una ghiottoneria declinata in tante versioni da scoprire attraverso i vari percorsi regionali.

Il sughetto leggermente di piccante della versione alla romana, esaltato dalla generosa spolverata di pecorino invita al gesto imprescindibile di intingere il pane.

Propongo in abbinamento un Salice Salentino Rosso, vino morbido, caldo con una trama tannica spessa e una discreta freschezza che lo renderlo equilibrato e pieno.

Valeria consiglia in abbinamento un Darjeeling Second Flush, nero indiano considerato tra gli champagne dei tè.

Alba

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Barbecue di costine di maiale al tè Jasmine

Estate: tempo di convivialità e serate all’aperto, tempo di barbecue!

Il barbecue non dovrebbe essere confuso con la grigliata, anche se ormai ne è diventato sinonimo: deriva dalla parola Taina (una popolazione amerindia) barbacoa e si riferisce al metodo di cottura della carne “sottoterra” come avviene per il porcellino a carraxiu sardo. Quindi una cottura lenta in un “forno” naturale e che dona la tipica affumicatura del barbecue.

La ricetta che segue è stata pensata per chi possiede un barbecue con coperchio, strumento in grado di riprodurre le condizioni di calore uniforme ideali per avere costine morbide e succulente. Per chi invece non lo possedesse, ma desidera cimentarsi lo stesso, consiglio di cucinare il pezzo di carne in forno e aggiungere qualche goccia di salsa Worcestershire alla salsa di soia per donare il tipico gusto “affumicato” della preparazione.

Infine il passaggio dell’acqua al miele è importante perché inumidisce la carne (e la mantiene tenera assieme al vapore sprigionato dalla scodellina di acqua) e ricopre le costine di una patina deliziosamente appiccicaticcia che vi farà “succhiare” le dita mentre mangiate contenti la vostra porzione.

Perché il tè Jasmine? In effetti è un tocco in più: il tè al gelsomino con la sua freschezza e nota floreale contrasta l’agrodolce della preparazione e si fonde in un gusto unico e speciale.

Abbinate a questo piatto untuoso e dolce una tazza di Grand Yunnan, tè rosso cinese amabile dalle note di cacao e spezie.

Alba consiglia in abbinamento un Salice Salentino, vino rosso di medio corpo, piuttosto morbido e persistente.

Valeria

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Ramequin di polenta con erbe selvatiche

Il Molise è una regione ricca di cereali: famose le sue paste e le sue torte di grano, meno conosciuta la sua ricca produzione di piatti a base di mais.

Tra questi vi è la polenta, declinata in mille gusti diversi, e che si presta perfettamente per questo piccolo ramequin dalle note stagionali.

Scegliete le erbette dal vostro contadino di fiducia o, se siete esperti, nella vostra campagna di fiducia! 🙂

In caso di fretta, esistono in vendita buone farine per polenta istantanee che vi faranno abbattere i tempi di preparazione.

Vi consiglio in abbinamento un Darjeeling Second Flush, nero indiano considerato tra gli champagne dei tè.

Alba propone in abbinamento un Salice Salentino, vino rosso morbido ed equilibrato, di buona freschezza e sottile sapidità.

Valeria

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Risotto rustico con salsiccia e carciofi

Mi ritrovo al mercato del Quadraro con la mia amica Simona (la Squinzi). Un giro tra i banchi e scoviamo tutto quello che ci occorre per preparare un buonissimo risotto rustico e invitante.

La paternità della ricetta è sua e prevede la piccantezza delle salsicce e la cottura finale in forno con tanto di grill per creare la crosticina croccante.

Nella versione del risotto che presento oggi ho preferito la classica cottura nel tegame con l’aggiunta graduale del brodo e non ho usato ingredienti piccanti per cercare di incontrare i gusti di tutti.

È in ogni caso un primo sostanzioso, un piatto unico che ho trovato davvero squisito e risolutivo per improvvisare un pranzo che delizierà gli amici.

Nonostante la semplicità del piatto vi consiglio comunque di prepararlo con cura e facendo attenzione alla scelta delle materie prime: otterrete un piccolo capolavoro dal sapore pieno.

Mettete sempre in conto la richiesta del bis 😉

Propongo di aprire una bottiglia di Salice Salentino, vino rosso dall’assaggio pieno, piuttosto morbido e di fitta trama tannica.

Valeria invece propone un Keemun che con le sue note piene ben si sposa con la salsiccia e le patate.

Alba

Risotto rustico con salsiccia e carciofi - Foto di Walter  Romano
Risotto rustico con salsiccia e carciofi – Foto di Walter Romano

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