Burma Baklava

Una leggenda turca narra che nelle dimore ottomane dell’alta società i cuochi preparassero la baklava con ben 100 strati di sottilissime sfoglie di pasta fillo.

Il padrone di casa era solito valutare la qualità del dolce facendo la prova dello spessore con una moneta d’oro; se la moneta scompariva alla vista per finire sul fondo del vassoio, il cuoco aveva il diritto di appropriarsi della moneta.

La baklava è un piccolo gioiello della pasticceria turca diffuso anche in Grecia e nella zona balcanica. Ogni paese ha la sua ricetta che prevede varianti con o senza miele, e sceglie la frutta secca tra noci, nocciole, mandorle o pistacchi.

La versione che ho realizzato mi è stata suggerita da un’amica curda che mi ha proposto di arrotolare la baklava e creare dei burma (twisted) di piccole dimensioni perfetti per il tè del pomeriggio (in Turchia solitamente i dolci non si mangiano alla fine del pasto che si conclude invece con una porzione di frutta).

Il risultato è un incalzante susseguirsi di croccanti strati di pasta fillo che avvolge il palato di dolcezza. Il burro e il miele trattengono la frutta secca e la cannella ne completa il carattere aromatico.

La pasta fillo già pronta vi semplificherà di molto il lavoro.

Una preparazione così strutturata, dolcissima e speziata, richiede un vino con altrettanta personalità e persistenza gusto-olfattiva. Ho scelto un Moscato Passito di Pantelleria dal sorso avvolgente e dolce, rinfrescato da una vibrante nota acida e da un finale sapido di ottima lunghezza.

Valeria suggerisce una tazza di Rooibos al cocco e pistacchio che con le sue note dolci riprende il gusto del piatto rafforzandolo.

Alba

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Burma baklava

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Congolais (Rocher coco)

Inizia oggi Dicembre e quest’anno Alba e io abbiamo deciso di dedicare tutto il mese a ricette festive, allegre e che trasportano nella magia della fine e dell’inizio.
Abbiamo indetto un contest con protagonisti due ingredienti fantastici e sulla pagina Facebook ufficiale di Passioni da Bere condivideremo ogni giorno delle ricette ideali per queste feste: una specie di calendario dell’Avvento per portarvi dritti dritti alla Vigilia di Natale. Ovviamente il Martedì e il Sabato non mancheranno le ricette appena sfornate dalle nostre cucine e come sempre siamo a disposizione per dubbi, consigli e ingaggi! 😉

Per questo 1° giorno ho deciso di proporvi uno dei dolcetti della mia infanzia: i Congolais detti anche Rocher coco! In realtà alcuni li chiamano macaron per il semplice fatto che sono composti da zucchero, albume e cocco grattugiato al posto della farina di mandorle, ma in effetti non c’entrano niente.

Biscotti croccanti fuori e morbidi dentro di origine francese, sono stati sdoganati già da molti anni e rallegrano la vita degli amanti del cocco, anche perché sono facilissimi da fare.

Talmente facili che qualcuno tende a complicarsi la vita aggiungendo latticini (latte condensato o burro) o facendo varianti golose e cioccolatose (ripieni di gocce di cioccolato o ricoperti di cioccolato).

La forma originale è di circa 4cm di diametro ed è irregolare come una roccia, qui io ho voluto dargli una bella forma sferica, ma siete liberi di formare l’impasto a vostro piacimento. L’importante è sapere che qualunque picco o cresta resterà più brunita del resto del biscotto.

Gustatevi questi dolcetti con una tazza di Rooibos, infuso dolce dalle leggere note di legno, magari aromatizzato al mango e fragola per aumentare la sensazione esotica.

Alba propone in abbinamento un Moscato di Trani, vino dolce e avvolgente, sostenuto da una verve fresca e minerale.

Valeria

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After eight stars

Oggi è l’ultimo giorno d’Estate (quella astronomica ovviamente) e visto che in alcuni posti si sfiorano ancora i 30°C ho creduto opportuno salutare questa stagione con un cioccolatino dal gusto fresco e gradito ai nostri fan: cioccolato e menta! Tema già affrontato con “Cuore di Menta” dove il cuore rimaneva liquido e lussurioso.

Se devo essere sincera questi cioccolatini sono il frutto di un errore in cucina di qualche anno fa: stavo pasticciando, un pentolino si è rovesciato nell’altro e presa dal “vabbeh!” ho portato a termine il guaio. 😀
Il risultato è stato un cioccolatino stellare! 😉

Per questa preparazione mi piace usare un fondente particolarmente amaro, visto l’apporto di zuccheri del latte e dello sciroppo.

Per l’abbinamento mi sono basata sul fatto che chi sceglie questa accoppiata è attirato dal contrasto del gusto fresco con il cioccolato, quindi di solito suggerisco un nero occidentale come il Darjeeling che racchiude note fresche oppure un oolong a bassa ossidazione dalle note fruttate, ma visto il cioccolato particolarmente nero usato qui, mi sono orientata sul Rooibos, infuso dolciastro e privo di astringenza.

Alba propone in abbinamento un Marsala Superiore Rubino Dolce, vino caldo, fruttato, con fine accento tannico.

Valeria

Foto di Gianluca Celea
After eight stars – Foto di Gianluca Celea

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Saltimbocca con prosciutto di Parma

Eccomi di nuovo alla tastiera a spendermi per Passioni da Bere, a cucinare, assaggiare, fotografare, proporre e condividere.

In questo mese d’assenza dalle scene del sito, ho avuto modo di esplorare quartieri di Roma per me sconosciuti, mai percorsi, mai vissuti.

Alla fine di questo andirivieni mi sono fermata, ho trovato un posto che mi piace, una casa con una cucina tutta colorata. “A room of one’s own” come solo Virginia Woolf è riuscita a esprimere in maniera così efficace questa intima disposizione dell’animo.

Per omaggiare Roma e inaugurare la mia luminosa cucina ho pensato ad un piatto tipico, saporito e aromatico: dei piccoli saltimbocca da servire come secondo o come stuzzicante finger food se realizzati in formato mignon.

Ho disposto il prosciutto di Parma che è avanzato su un bel tagliere preso in Maremma in modo da ingannare l’attesa tra una fetta di pane ancora caldo e un sorso di vino.

Propongo in abbinamento un Teroldego Rotaliano, vino rosso dal sorso morbido, fruttato, dai tannini levigati e di piacevole freschezza.

Valeria invece suggerisce un bel bicchiere di rosso Rooibos: le sue note dolciastre e sorprendenti in versione fredda, ben si abbinano a questo piatto.

Alba

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Gelatina di Mirtilli

Temperature record che fan paura solo a nominarle: in questo sabato afoso proprio non me la sento di proporvi qualcosa di complicato o che faccia rimanere davanti ai fornelli accessi per più di 1 o 2 minuti, così ecco un’altra ricetta fresca, vegana e che fa anche benissimo!

Il succo di mirtillo è un concentrato di effetti benefici e non solo per gli occhi, bisognerebbe berne sempre un po’ durante la settimana. Il suo gusto dolce, ma allo stesso tempo acidulo mi piace moltissimo e questa gelatina non è altro che un modo diverso per assumerne le proprietà; a chi non facesse impazzire la nota aspra può sempre smorzarla con un po’ di miele di acacia.

Il succo di mirtillo è facilmente acquistabile in quasi tutti i negozi, mentre per chi volesse auto-produrselo consiglio di usare la tecnica del “congela e scongela” per rompere le fibre interne e ricavare più succo possibile. Occhio anche agli ingredienti di quelli “comprati” non tutti sono 100% succo di mirtillo.

Abbinate questa deliziosa e fresca gelatina a un bel bicchiere di Rooibos ottenuto con l’infusione a freddo.

Alba suggerisce in abbinamento un Trentino Moscato Rosa, vino dolce, delicato, dal sorso piacevolmente fresco, sapido e di lunga persistenza fruttata.

Valeria

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Insalata di spinaci crudi con glassa di balsamico

Volete proporre un’insalata diversa dal solito e di sicuro successo?

Dimenticate la lattuga e condite le foglioline di spinaci, quelle più piccole e tenere, con un mix di ingredienti stuzzicanti.

La dolcezza della pera che sposa la sapidità del Grana Padano, la tendenza appena amarognola delle noci accostata all’aromaticità della glassa al balsamico e la croccantezza del pane tostato arricchito dalla paprika, vi conquisteranno perché si fondono in un tutt’uno insolito ma armonico.

E poi si tratta di una vera e propria miniera di vitamine e minerali, che conservano appieno le capacità nutrizionali dato che non vengono impoverite dalla cottura.

Consiglio di servire questa splendida insalata con un calice di Bianco di Custoza, vino morbido, delicatamente aromatico, da servire a una temperatura di 10°C.

Valeria, invece, propone la miscela Herby: a base di rooibos per mantenere la sferzata di sali minerali e speziata per seguire il carattere dell’insalata.

Alba

Insalata di spinaci crudi con glassa di balsamico - Foto di Walter Romano
Insalata di spinaci crudi con glassa di balsamico – Foto di Walter Romano

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