Sformatini alla bietola con ricotta di bufala

Finalmente il clima mi concede di apparecchiare la tavola in terrazzo e cenare godendomi il fresco della sera.

Ci vuole uno spunto per caratterizzare la tavola, qualcosa di appetitoso e allo stesso tempo delicato e veloce da preparare. Insomma per non stare troppo ai fornelli e limitare l’andirivieni dalla cucina al solo trasporto delle bottiglie di acqua e di vino tenute in frigo.

Ho pensato a questi deliziosi sformatini serviti sia tiepidi che freddi e l’ho fatto anche per poter spendere due parole su un’eccellenza agroalimentare italiana, la ricotta di bufala campana.

La ricotta di bufala, a volte ingrediente delle sfogliatelle ma anche dei ravioli e di invitanti torte salate, ha una consistenza finemente granulosa, morbida e cremosa e un gusto più dolce ed aromatico rispetto a quella di mucca. È prodotta dal siero della lavorazione della mozzarella di bufala con un’eventuale aggiunta di latte o panna. Viene venduta nelle “fiscelle” ossia dei contenitori forati che le donano in superficie i tipici rilievi. Un tempo invece era confezionata in pezze di canapa, tanto da guadagnarsi il nome di “ricotta in salvietta”.

Accompagnate questo stuzzicante antipasto con un calice di Falanghina del Sannio, vino bianco dal sorso carezzevole, di bella freschezza e chiusura gradevolmente sapida.

Valeria propone un bicchiere di Sencha Kagoshima, tè verde giapponese dal tipico gusto vegetale e marino, ma con in più una nota dolce simile al più nobile Gyokuro.

Alba

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