Pomodori ripieni di soufflé ai formaggi

Sfatiamo il mito che vede il soufflé come un piatto di difficile riuscita.

Certo, si tratta di una ricetta di origine francese, quindi già di per sé richiede un approccio rispettoso verso la raffinatezza della cucina d’origine.

Abbiatene dunque il giusto riguardo: non è uno sformato né tanto meno una frittata.

Bastano pochi accorgimenti per ottenere un piccolo gioiello gonfio, soffice, dorato e con un’ invitante crosticina sopra, così come purtroppo basta sbagliare un paio di passaggi per ritrovarsi nell’imbarazzo di servire dei soufflé mediocri, non abbastanza gonfi o peggio che si sgonfiano appena estratti dal forno.

Ricordatevi dunque che gli albumi devono essere montati a neve e incorporati delicatamente al resto degli ingredienti solo un attimo prima di versare il composto nelle cocottine ben imburrate (o nei pomodori come in questo caso).

Un altro suggerimento fondamentale per evitare guai in cottura è quello di non aprire per nessuna ragione il forno, pena il triste spettacolo di vederlo sgonfiarsi.

Infine ricordate che il soufflé, come tutti i protagonisti dall’animo snob è volubile e insofferente alla cattiva educazione, esige infatti la puntualità dei commensali, va portato in tavola appena uscito dal forno altrimenti la svettante fierezza potrebbe crollare…come si dice “ il soufflé non aspetta gli ospiti, sono gli ospiti ad aspettare il soufflé”.

Valeria suggerisce un delicato Yunnan verde servito freddo: tè di carattere che ben si sposa con la complessità del piatto.

Per la tendenza dolce di questo raffinato antipasto, alleggerito dalla freschezza del pomodoro ma ben sostenuto dall’aromaticità dei formaggi, propongo in abbinamento un Alto Adige Kerner, vino bianco di discreta morbidezza, fresco, sapido e di buona struttura.

Alba

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Omino multicolore

Dopo i pranzi e le cene luculliane degli ultimi giorni ho pensato di spezzare e proporre un contorno di verdure.

Per non perdere però l’atmosfera di festa mi sono lasciata ispirare da un regalo della mia amica Scassandra. Si tratta di un tagliapasta a forma di omino di pan di zenzero ma di una misura più grande rispetto alla solita standard per fare i biscotti.

Questo sformato dalla consistenza morbida e dai colori ben accostati dà alla presentazione un’aria un po’ buffa e anticipa da “attore non protagonista” i dolcetti da proporre per il giorno della Befana.

Inoltre per regalare alle patate un bel colore giallo acceso ho adoperato la curcuma…insomma un altro piccolo accorgimento per rallegrare la tavola e lasciarsi ingolosire 🙂

Potreste provare in abbinamento un Colli Berici Garganega, vino bianco fresco dal piacevole retrogusto ammandorlato.

Valeria, invece, suggerisce un Darjeeling G.F.O.P. dal gusto che ricorda la mandorla e la pesca.

Alba

Omino multicolore - Foto di Walter Romano
Omino multicolore – Foto di Walter Romano

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Pasticcio di paccheri di Gragnano con rucola e ricotta di bufala

Tregua dal caldo afoso grazie a un provvidenziale un temporale estivo. Ne ho approfittato per preparare a cena la pasta al forno.

Ho scelto i paccheri di Gragnano perché la rugosità di questa pasta permette di trattenere meglio il condimento.

Ho preferito la ricotta di bufala per via della consistenza morbida più cremosa della ricotta vaccina e dal gusto più dolce e aromatico. Infatti e’ prodotta dal siero della lavorazione della mozzarella di bufala con un’eventuale aggiunta di panna o latte.

Solitamente preparo questa ricetta con gli spinaci ma stavolta ho preferito la rucola per il suo sapore leggermente amarognolo che ben si sposa con la cremosità della ricotta.

Una curiosità: pare che la rucola venisse ampiamente utilizzata dai Romani per la preparazione di filtri magici amorosi perché ritenuta una pianta lussuriosa e afrodisiaca.

Poi non dite che non vi avevo avvertito 😉

Con questo piatto vellutato e leggermente sapido suggerisco un Colli Martani Grechetto, vino bianco segnato da una piacevole freschezza agrumata.

Valeria invece propone un Nilgiri: un tè neutro che bilancia bene l’aromaticità della rucola e il sapore del formaggio.

Alba

Pasticcio di paccheri di Gragnano con rucola e ricotta di bufala - Foto di Riccardo Panzetta
Pasticcio di paccheri di Gragnano con rucola e ricotta di bufala – Foto di Riccardo Panzetta

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Polpette speziate al sugo

Ci sono piatti che più di altri sanno di casa, di coordinate rassicuranti, di punti fermi.

Tra questi sicuramente metto le polpette. Come Linus trova nella sua coperta una solidità avvolgente, io trovo nel profumo invitante delle polpette il comfort food ideale per sentirmi a casa, ovunque. Se cotte in abbondante pomodoro sono anche un ottimo condimento per la pasta, sono semplici da preparare e si possono cucinare anche il giorno prima. Non avanzano mai, e non avanza nemmeno il sugo che sembra fatto apposta per la scarpetta.

Ho scelto di reinterpretare un classico aggiungendo note speziate di cumino, noce moscata, semi di finocchio per ampliare il profumo che si sprigiona dalla casseruola mentre in cottura si insaporiscono col pomodoro e il basilico.

E’ una ricetta ricca di sapori, speziata, morbida. Ho pensato di proporre un Negroamaro, un vino avvolgente, dai tannini sottili e una giusta freschezza che bilancia il tutto.

Valeria, invece, ha optato per un Irish breakfast, pensando alla speziatura e al carattere solido che trasmettono le polpette.

Alba

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