Zuppa di quinoa con verdure autunnali ed erbe aromatiche

Consumare una minestra calda e fumante non è solo un’abitudine piacevole ma è anche salutare perché le verdure di stagione sono ricche di vitamine, sali minerali ed antiossidanti.

Inoltre preparare una zuppa costringe ad essere presenti, a rallentare il ritmo per via della pulizia e del taglio degli ortaggi.

Fermarsi a scegliere con cura le verdure e poi mondarle e tagliarle, potrebbe tradursi in un appagante esercizio di meditazione soprattutto per chi si ritrova cronicamente a corto di tempo.

Allora per scaldare le serate autunnali possiamo provare questa zuppa a base di quinoa, una pianta tipica della tradizione andina, i cui semi sono molto nutrienti perché fonte di amminoacidi essenziali. Inoltre la quinoa è priva di glutine ed ha un indice glicemico basso: due ottime ragioni per proporla a tavola in deliziose ricette.

Suggerisco in abbinamento un Soave Classico, vino bianco dall’assaggio lineare e pulito, con piacevole sapidità sorretta e spinta nel finale da un’ottima verve acida.

Valeria suggerisce di abbinare questa zuppa a un tè verde cinese come lo Yunnan verde.

Alba

zuppa-di-quinoa

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Onde di Venere

Avete presente la celebre scena del film “Il postino suona sempre due volte”, quella in cui Jessica Lange e Jack Nicholson ruzzano sul tavolo infarinato della cucina, travolti da un’instancabile passione?

Ecco, è proprio con questo spirito che dovrete approcciarvi alla spianatoia per lavorare vigorosamente l’impasto che vi propongo oggi.

Si tratta degli scialatielli, una pasta fresca, ad alto tasso di piacere, che va a nozze con i frutti di mare, immancabile tra le proposte della cucina amalfitana.

La ricetta originale prevede anche del basilico e del pecorino nell’impasto ma io ho preferito non aggiungere questa caratteristica aromaticità per dare maggiore risalto al profumo e al gusto delle vongole veraci.

Il termine dialettale “scialatielli” deriva probabilmente dal verbo “scigliare” che in napoletano vuol dire scompigliare, mettere in disordine. In effetti a guardarli nel piatto fumante sembrano proprio una massa arruffata e ondosa.

Un’altra scuola di pensiero invece sostiene che il termine derivi dal verbo “scialare”, nel doppio significato di “allargarsi” e di “godersela” e dal sostantivo “tiella” ovvero “pentola”, dove vengono appunto cotti.

Che preferiate l’una o l’altra versione, quel che conta è assaporare quel pizzico di piccantezza aggiunto per completare il quadro aromatico e il gioco della seduzione sarà apparecchiato.

Vi suggerisco in abbinamento un Falerno del Massico Bianco, vino dall’approccio olfattivo pulito e fresco; al sorso una definita carica salina ne bilancia il profilo fruttato.

Per questo piatto dalle ricche note marine, Valeria consiglia una tazza di Sencha, tè verde giapponese che ben sostiene l’aromaticità del piatto.

Alba

Scialatielli con le vongole veraci
Scialatielli con le vongole veraci

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Tacchino con salsa piccante al cioccolato

Con la scoperta dell’America nel 1492 il modo di mangiare degli europei cambiò iniziando ad avvicinarsi al gusto contemporaneo.
Tacchino, cacao, peperoncino sono solo esempi tra gli alimenti che fanno parte integrante del nostro sentire quotidiano: dal nord e dal sud del continente si esportavano materie prime dapprima esotiche, poi sempre più richieste.

Nel 1717 in un convento di Puebla de Zaragoza in Messico una suora si ritrova a dover preparare un piatto stupefacente e rappresentativo per una personalità in visita: nasce così il Mole Poblano.

Il Mole Poblano è tutt’oggi considerato uno dei piatti più rappresentativi della cultura messicana, tanto da essere incluso nelle offerte per Il Giorno dei Morti. Si tratta di una densa salsa (mole) fatta con peperoncini poco piccanti, cioccolato, spezie e frutta secca, il tutto addensato con pane raffermo così come si usava anticamente, che va a condire pezzi di carne (in genere tacchino o pollo).
Esistono feste e festival dedicati a questa pietanza e maestre di cucina tradizionale che preparano con pazienza la ricetta originale.

Il gusto del cioccolato piccante e salato non è poi così estraneo all’italiano contemporaneo, tanto che si possono trovare ricette dove il cacao è aggiunto come spezia per insaporire primi e secondi.

Quello che vi propongo oggi è un piatto che non si carica della complessità tradizionale del Mole Poblano, ma che ne coglie la genialità nell’unire il cioccolato fondente ad una salsa per il pollame.

Una salsa densa e untuosa che potrete infuocare di peperoncino a vostro gusto.

Provatelo con una tazza di Grand Yunnan, tè rosso cinese che esalta le note della cioccolata, del peperoncino e della frutta secca.

Alba propone in abbinamento un Colli Orientali del Friuli Merlot, vino rosso, polposo nei profumi di frutti rossi maturi e cacao, sorso morbido, setoso, pieno, dai tannini ben estratti e bilanciata freschezza.

Valeria

tacchino al cioccolato

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Zuppa di pesce con gamberi

Esistono modi diversi per cimentarsi ai fornelli in una gustosissima zuppa di pesce.

Io ho scelto quello che preferisco, come mio solito, semplificandomi la vita.

Presa dall’elogio della pigrizia ho chiesto al pescivendolo di fiducia di sfilettare e pulire con cura i prodotti del mare piu’ adatti per realizzare un’invitante zuppetta. Inoltre ho escluso cozze e vongole per evitare le lungaggini della pulizia e dell’apertura dei gusci.

Peccato non poter trasmette il profumo invitante dal monitor del pc … è una goduria che apre squarci di ricordi estivi mai messi a tacere nonostante l’inverno.

Con i crostini caldi di pane tostato e l’olio extra vergine d’oliva (di quello buono!) questa zuppa è un invito a rallentare, a rivalutare i piccoli momenti di una quotidianità che a volte ci appare sempre troppo identica e usurante.

E parlando per analogia si sa che il pesce viene valorizzato da cotture e preparazioni semplici…

Vi propongo di stappare una bottiglia di Cirò rosato, vino dal sorso fresco e sapido che chiude con un’intrigante scia salmastra.

Valeria invece propone in abbinamento una tazza di Long Jing: tè pregiato con note secche che ben si accompagnano ai crostacei.

Alba

Zuppa di pesce con gamberi - Foto di Walter Romano
Zuppa di pesce con gamberi – Foto di Walter Romano

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Gulash

Il gulash e’ un piatto di tradizione ungherese (la cosiddetta zuppa dei mandriani, i gulyas).

Diffuso in molte aree dell’Europa centro-orientale e in Triveneto, viene preparato in tante varianti declinate a volte in zuppe altre in spezzatini.

L’ ingrediente che dà la firma al piatto è la paprika ma questo non deve far pensare a un’immediata piccantezza: paprika, in ungherese, significa infatti peperone ed è una spezia che interviene per dare più che altro il tipico colore rosso.

Io lo trovo perfetto per scaldare le giornate autunnali e invernali, amo servirlo bollente, possibilmente in piatti di terracotta, per esaltare appieno la suggestione della sua corposità e l’intrigante sapore speziato.

Suggerisco in abbinamento un Teroldego Rotaliano, vino rosso morbido, dal gusto fruttato e sorretto da una piacevole acidità.

Valeria, invece, propone un infuso altrettanto rosso: il Rooibos, dal gusto neutro che esalta il ventaglio aromatico del piatto.

Alba

Gulash - Foto di Walter Romano
Gulash – Foto di Walter Romano

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Pasta e fagioli alla veneta

Giornata uggiosa d’inizio autunno. Ci vuole qualcosa di caldo e fumante.

La pasta e fagioli e’ per veri buongustai, un classico della tradizione, vanto della cucina povera recuperata e ingentilita.

Un tempo si usavano cotiche, lardo e ossa di maiale. La ricetta che vi propongo ha una personalità forse meno marcata ma ugualmente molto invitante, ricca e cremosa.

Questa versione brodosa e profumata viene esaltata dal sapore gentile della pasta fresca all’uovo.

Su questo piatto così saporito e aromatico consiglio un abbinamento territoriale, un calice di Colli Berici Cabernet, vino rosso giustamente tannico e con spunti freschi e sapidi.

Valeria, invece, propone una bella tazza fumante di Assam: la sua forza si sposa perfettamente con la cremosità dei fagioli ed esalta il gusto della pasta e della pancetta.

Alba

Pasta e fagioli alla veneta - Foto di Rossella Reggente
Pasta e fagioli alla veneta – Foto di Rossella Reggente

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