Prosciutto e fichi con feta e pesto di pistacchi di Bronte

Quest’estate ho soddisfatto il desiderio di fare la circumetnea, un bellissimo giro in treno alle pendici dell’Etna. Dal finestrino è un susseguirsi di vigneti, ginestre, fichi d’india, una natura a tratti arida, colate laviche e un mare cristallino a chiudere il viaggio.

Scesa a Bronte mi sono subito accomodata in una trattoria e ho mangiato un’ottima pasta fresca condita col pesto di pistacchio, un pesto profumato e saporito fatto con l’olio extravergine siciliano, un prodotto d’eccellenza agroalimentare.

Ho voluto proporre il pesto di pistacchi in questa ricetta insieme ai fichi settembrini che grazie al loro delizioso gusto zuccherino si sposano bene con alimenti sapidi come il prosciutto e la feta, creando un contrasto molto interessante.

Potete conservare il pesto in frigo per 3-4 giorni in un barattolo oppure congelarlo.

Propongo in abbinamento un COF Friulano, vino bianco dall’assaggio polposo, morbido, caldo arricchito da una sapidità quasi salina.

Valeria suggerisce un bicchiere di Long Jing, pregiato tè verde cinese dalla caratteristica nota di castagna d’acqua.

Alba

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Prosciutto e fichi con feta e pesto di pistacchi di Bronte

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Burma Baklava

Una leggenda turca narra che nelle dimore ottomane dell’alta società i cuochi preparassero la baklava con ben 100 strati di sottilissime sfoglie di pasta fillo.

Il padrone di casa era solito valutare la qualità del dolce facendo la prova dello spessore con una moneta d’oro; se la moneta scompariva alla vista per finire sul fondo del vassoio, il cuoco aveva il diritto di appropriarsi della moneta.

La baklava è un piccolo gioiello della pasticceria turca diffuso anche in Grecia e nella zona balcanica. Ogni paese ha la sua ricetta che prevede varianti con o senza miele, e sceglie la frutta secca tra noci, nocciole, mandorle o pistacchi.

La versione che ho realizzato mi è stata suggerita da un’amica curda che mi ha proposto di arrotolare la baklava e creare dei burma (twisted) di piccole dimensioni perfetti per il tè del pomeriggio (in Turchia solitamente i dolci non si mangiano alla fine del pasto che si conclude invece con una porzione di frutta).

Il risultato è un incalzante susseguirsi di croccanti strati di pasta fillo che avvolge il palato di dolcezza. Il burro e il miele trattengono la frutta secca e la cannella ne completa il carattere aromatico.

La pasta fillo già pronta vi semplificherà di molto il lavoro.

Una preparazione così strutturata, dolcissima e speziata, richiede un vino con altrettanta personalità e persistenza gusto-olfattiva. Ho scelto un Moscato Passito di Pantelleria dal sorso avvolgente e dolce, rinfrescato da una vibrante nota acida e da un finale sapido di ottima lunghezza.

Valeria suggerisce una tazza di Rooibos al cocco e pistacchio che con le sue note dolci riprende il gusto del piatto rafforzandolo.

Alba

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Burma baklava

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Tortino di patate novelle, pistacchi e mortadella Bologna IGP su fonduta di provola

La proposta di oggi è dettata un po’ dal desiderio di salire in quel di Bologna per riabbracciare Valeria e Davide, bivaccare sul loro terrazzo tra i vasi di piante aromatiche, bere un buon calice di vino e fumare un toscano.

Proprio da questa ispirazione ho reso protagonista del piatto di oggi la mortadella, un succulento insaccato di origine bolognese, ottenuto da carne macinata finemente alla quale vengono aggiunti lardelli di grasso, pistacchi e pepe in un trionfo di aromaticità.

La mortadella non è un salume raffinato e ricercato ma, nelle sue migliori espressioni, come quella di puro suino Bologna IGP, tagliata a cubetti o in fette sottilissime, è assolutamente stuzzicante e irresistibile, ineguagliabile nel dare sapore e carattere a polpette e sformati.

Nonostante la grassezza del piatto, siamo pur sempre in primavera e dunque ho utilizzato le patate novelle, quelle piccole e morbide, ottenute da coltivazioni di varietà molto precoci e dalla buccia sottilissima. Vanno consumate entro pochi giorni dall’acquisto e si prestano ad essere cotte e mangiate nella loro interezza anche con la buccia.

Consiglio di abbinare a questo tortino voluttuoso, saporito e discretamente speziato un Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, vino fragrante, dalla trama sapida e ravvivato da una fresca briosità.

Per questo sformato aromatico Valeria suggerisce una tazza di Genmaicha, tè verde giapponese dal delizioso gusto di riso e poc corn.

Alba

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Tortino di patate novelle, pistacchi e mortadella Bologna IGP su fonduta di provola

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Biancomangiare fusion

Il biancomangiare qui proposto è una versione un po’ rivisitata del più famoso dolce siciliano.
La Sicilia, terra di mandorle e limoni, ha declinato e mantenuto un piatto diffusissimo in tutta Europa fin dal Medioevo, ma che all’epoca risultava un po’ diverso! 🙂
Come descrive bene il nome, il Biancomangiare deve essere bianco: unica regola in effetti. Di conseguenza l’antico piatto veniva arricchito, oltre che con il latte di mandorle, anche di carne di pollo e farina di riso (sostituita nella nostra versione dall’amido).

La consistenza finale è sia diversa da quella di una crema cotta (ad esempio il Crème caramel) che da una gelatina, è più gommosetta e allo stesso tempo si scioglie in bocca, non bisogna gustarla con forza, ma con gentilezza.

Concludete questo pasto dedicato alla gentilezza, accompagnando il Biancomangiare con una tazza di Sencha con Boccioli di Rosa, tè giapponese delicato e profumato.

Per un incontro d’amore tra il biancomangiare e un calice di vino, Alba consiglia un Trentino Moscato Rosa, vino dolce dal profumo suadente di rosa e frutti di bosco, la dolcezza è stemperata dal sorso fresco. Il finale è lungo e persistente.

Valeria

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Focaccine di farro al profumo di salvia con pistacchi e cubetti di tofu rosolati servite insieme a maionese vegan con pesto di mandorle e gambi di carciofo

Metti una coppia che vuole concedersi una cena diversa dal solito, nel tepore delle mura di casa.

Siamo ai primi sguardi, ai primi gesti ancora un po’ compassati di chi si sta approcciando all’aperitivo.

In tavola il profumo fragrante preannuncia la croccantezza del pane appena sfornato. In realtà si tratta focaccine fatte con la farina di farro. Chi lo ha provato sa che il pane di farro ha un piacevole retrogusto nocciolato. I pistacchi triturati e la nota erbacea di salvia amplificano questo sapore così aromatico di frutta secca tostata. Il tofu rosolato nella salsa di soia fa da supporto.

Le mani un po’ nervose giocherellano e spezzettano la prima focaccina.

Ci vuole qualcosa di cremoso da spalmare o un intingolo vellutato per tuffare i pezzetti che si sbriciolano sulla tovaglia candida.

C’è un bellissimo mortaio col pestello dal quale fa capolino una salsa verde, una salsa delicata come la finta maionese che ne costituisce la base. Non ci sono uova, né può impazzire. Può solo abbracciare, come in questo caso, un pesto cremoso di mandorle e verdure appena scottate, tenaci.

Vi consiglio di sottolineare l’intimità del momento con un calice di A.A. Sauvignon vino bianco scattante, minerale, giocato su un’intensa e lunga persistenza agrumata.

Nell’atmosfera informale dell’aperitivo, Valeria suggerisce di abbinare queste focaccine ad un bicchiere di Sencha Kagoshima servito freddo, tè verde giapponese primaverile che dona un liquore delicato e leggermente dolce.

Alba

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Focaccine di farro al profumo di salvia e pistacchi con maionese vegan al pesto di mandorle e gambi di carciofo

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Yogurt con fragole e pistacchi

Come al solito il tempo si è fatto un po’ matto e ci sono giorni in cui il caldo è soffocante e giorni in cui una bella zuppa calda sarebbe l’ideale.

Per questa idea (ricetta mi sembra troppo pretenzioso) mi sono affidata al mio periodo fragoloso e alla voglia di freschezza data dalle temperature tropicali anomale: è un bel bicchiere di yogurt e fragole, reso allegro e gustoso da un pizzico di pistacchio.

A dirvela tutta potreste adottarlo come colazione in quelle mattinate in cui fame e caldo vi soggiogano e se volete renderlo più sano e completo vi consiglio di eliminare lo zucchero (utilizzando solo la frutta fresca) e accompagnando il tutto con 40g di cereali o altri carboidrati.

Visto la sua freschezza ho deciso di abbinare a questo bicchiere una tazza di Sencha al Lampone, tè verde giapponese addolcito dalle note fruttate dei lamponi.

Alba propone un A.A. Moscato Rosa, vino dolce, aromatico, morbido sostenuto da una delicata verve di freschezza.

Valeria

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