Farfalle con la ratatouille

L’autunno è appena arrivato e, come al solito, ci sono zone in cui il caldo stenta a lasciare il passo e altre dove già la sera è fresca; così per iniziare a salutare la bella stagione e i suoi ortaggi ho pensato di presentarvi un bel piatto di pasta ricco di verdure: alcuni le chiamano Farfalle primavera, ma a casa mia, sono sempre state “con la ratatouille”, dal tipico piatto ligure e della Costa Azzurra.

Avete presente nel film Ratatouille quando il critico Ego ricorda il piatto di verdure che gli preparava la mamma? Ecco, calcolate lo stesso piatto, cucinato però in modo da essere una salsa di condimento. La ratatouille generalmente finisce la sua cottura in forno, mentre qui il tutto si svolge in pentola. Anche l’aggiunta delle carote non è propriamente ortodossa, ma mia mamma l’ha sempre messe e, se le gradite, qualche foglia di sedano non ci sta per niente male. Ricordate comunque di non esagerare con il pomodoro: non deve prevalere.

Una nota interessante riguarda le zucchine: normalmente in Liguria si usano le zucchine a trombetta, mentre in Francia è facile vedere le zucchine lunghe di Nizza entrambe appartenenti alla specie Cucurbita moschata. Questo tipo di zucche vengono raccolte giovani in modo da essere “zucchine”, ma se lasciate maturare diventano zucche a tutti gli effetti con il tipico gusto dolce e profumato.

Piatto per antonomasia estivo, la ratatouille può essere preparata anche in versione invernale, usando varietà diverse di Cucurbita moschata come la zucca violina di Ferrara, la zucca lunga di Napoli, la zucca Long Island Cheese, la zucca sucrine del Berry o la zucca giapponese e sostituendo melanzane e peperoni con ortaggi di stagione.

Provate ad abbinare questa pasta a un bicchiere di Darjeeling First Flush che con le sue note fresche ed erbacee si sposa con l’ampio assortimento di verdure.

Per queste farfalle al profumo dell’orto, Alba consiglia un Ormeasco di Pornassio Sciac-Trà, vino rosato fresco, discretamente morbido e con una piacevole coda sapida.

Valeria

dscn6209 Continua a leggere Farfalle con la ratatouille

Farinata

La farinata è uno dei classici cibi da strada che evocano sentimenti di casa, camino e fame…sopratutto fame. Decisamente potrei benissimo sostituire un pranzo intero con una buona dose di farinata e magari una fetta di castagnaccio accanto.

Conosciuta con nomi diversi in posti diversi (cecìna, socca, ecc.) è un piatto della tradizione che da una semplicissima base di ottimi ingredienti può variare di molto: c’è chi ci mette le cipolle o chi la salsiccia, io sinceramente la preferisco semplice, con una bella spolverata di pepe nero sopra che esalta ancora di più l’aroma caldo e avvolgente.

Esistono intere botteghe (come quella di Ovada) che han costruito la propria fama sullo sfornare la farinata.

Amate i panini pieni e farinosi, senza quelle salse da fast-food? Un mio amico apre un rettangolo di focaccia (quella ligure) la farcisce di farinata fumante, una spolverata di pepe, chiude e gusta: a parer suo una bomba!

La farinata non deve essere spessa, anzi: per una buona riuscita procuratevi una teglia rettangolare (o tonda) il più possibile grande (ma che entri in forno) in modo da avere una torta di pochi millimetri.

Per chi volesse provare qualcosa di diverso potrebbe approntare una prima colazione salata con farinata e Irish breakfast: un connubio strano e deciso.

Alba propone un abbinamento territoriale e suggerisce un Ormeasco di Pornassio Sciac-trà, vino rosato piacevolissimo, dal delicato bouquet fruttato e floreale, fresco e gradevolmente sapido.

Valeria

farinata Continua a leggere Farinata