Filetto di trota con verdure e tapenade

Il pesce d’acqua dolce viene spesso snobbato dai buongustai per il sapore “sciapo” delle sue carni, senza però tenere conto che appunto per le sua natura è entrato a far parte di moltissime ricette in cui si abbina perfettamente a ingredienti molto saporiti e a preparazioni più invasive che non si possono applicare alle delicate carni degli altri pesci.

La trota è uno di questi pesci e, visto la facilità di allevamento, è anche molto economico: normale riuscirla a trovare dal vostro pescivendolo già bella sfilettata.

Infine un appunto sul suo essere “salmonata”: il colore arancione delle sue carni è dovuto al fatto che in allevamento le trote mangiano dei “pastoni” in cui possono rientrare farine di gamberi, crostacei e a, volte, carotenoidi.

Nulla toglie però che se avete degli amici pescatori pronti a procurarvi delle belle trote non salmonate, questa ricetta andrà benissimo lo stesso.

(Devo ammetterlo il “finto salmone” fa la sua porca ed economica figura sulla tavola a festa) XD

Abbinate questo piatto ad un Ceylon Oliphant Nuwara Eliya, tè verde occidentale dalle note speziate.

Valeria

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La salada nissarda – La niçoise

Dopo i fatti di Nizza del 14 Luglio sono stata indecisa su cosa proporre come ricetta su Passioni da Bere dopo la settimana di silenzio che abbiamo voluto osservare, poi ho deciso che un omaggio a questa città, alla sua vera anima, andava fatto proponendovi la vera ricetta dell’insalata niçoise e un po’ di storia.

Il nome di Nizza (Nice) probabilmente deriva dal greco “vittoria” ed è una città antica dalla storia turbolenta come ogni città di mare: la sua cronologia è strettamente legata a quella dell’Estremo Ponente Ligure condividendone gioie e dolori e influenzando profondamente la tradizione locale.
L’appartenenza così stretta alla tradizione e storia italiana può essere banalmente osservata nel fatto che la promenade des Anglais (luogo della strage del 14 Luglio) fu costruita sotto il regno di Carlo Alberto di Savoia, che Nizza è il luogo di nascita di Garibaldi e che il dialetto e la cucina tradizionale sono praticamente uguali a quelli liguri (in particolare fino a Sanremo). Perfino i cognomi sono simili, ma francesizzati dalla campagna “nazionalistica” del dopoguerra.
Una zona liminare Franco-Italiana allora che, paradossalmente, ha cercato in tutti i modi di autodeterminarsi dando vita a scontri culturali indegni e rendendo il confine di Ventimiglia uno dei pochi NON bilingue ufficialmente.

Tornando alla cucina vi si possono ritrovare piatti “tipici” come la farinata di ceci, la torta di bietole, le verdure ripiene, la focaccia con le cipolle e le acciughe, i fiori di zucca fritti, la bagna cauda (sì, proprio quella!), la ratatouille, il coniglio con le olive, ravioli, zuppe di pesce e la famosa insalata niçoise.

DSCN6249La niçoise è famosa in tutto il mondo per essere composta da sapori netti e con verdure crude (come il pomodoro), cotte (fagiolini e patate) e fonti proteiniche come l’uovo sodo, il tonno e le acciughe…ecco…non vorrei dirvelo…maaaa…a Nizza non si fa così! 🙂
La storia in particolare dei fagiolini e delle patate lascia perplessi, calcolate che la niçoise è un po come il Condiglione ligure di cui vi ho già parlato: un tripudio di sapori di stagione rigorosamente crudi!
La cosa divertente è che noi diciamo ai nizzardi “nella niçoise vanno i fagiolini e le patate”, loro lo dicono per il condiglione! Personalmente li preferisco nella pasta al pesto e ho risolto il problema. 😉
Quindi niente patate e fagiolini, ma verdure di stagione che variano se la si prepara in primavera o estate: un’aggiunta tutta primaverile sono delle fettine di carciofo viola crudo e delle fave fresche.

DSCN6248Personalmente ho deciso di proporvi una versione “ricca” includendo il letto di verdura, le rondelle di cetriolo e non scegliendo tra tonno e acciughe. Una delizia anche da portarsi dietro: scegliete una bella pagnotta da circa 15-20cm di diametro, apritela a metà, togliete la mollica, insaporitela con l’aglio e un filino di aceto come fosse una insalatiera, riempitela di niçoise, chiudete, avvolgete il tutto nella pellicola (il pane si impregnerà dei liquidi dell’insalata) e portatevela dietro come pranzo al sacco dopo una bella passeggiata sul lungo mare.

Abbinate questa insalata a un bel bicchiere di tè verde all’arancia e frutta tropicale, preparato freddo, per godervi il gusto dell’Estate.

Per questa stuzzicante insalata, Alba consiglia in abbinamento uno Chardonnay del Friuli, vino bianco leggero, di vivace freschezza e piacevolissima scia sapida.

Valeria

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Insalata di farro con pollo alla piastra

Primo giorno d’Estate!

Uno dei piatti più richiesti è l’insalata di farro, che contende con l’insalata di riso il primato della stagionalità: è un piatto unico grazie al farro, alle verdure e al pollo e può essere declinata in mille modi.

Ho scelto ingredienti fortemente aromatici, da molti non considerati “social”, ma decisamente estivi.

Preparate un bicchiere di Sencha Kagoshima freddo, tè verde giapponese dal sapore dolce.

Alba suggerisce in abbinamento una Ribolla Gialla, vino abbastanza morbido e piacevole al gusto, con buon equilibrio tra freschezza e sapidità.

Valeria

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Orata al finocchietto con olive e limone

Se siete alla ricerca di una soluzione da servire a cena, facile e veloce ma ad alto tasso di gusto e raffinatezza, comprate (o pescate) un’orata.

Si presta a molte ricette, può essere preparata al carpaccio, alla griglia, al cartoccio, lessa, al sale, farcita, al forno.

Si tratta di un pesce di mare dalle carni bianche, compatte e prelibate.

È un pesce di pregio tra i più apprezzati, e in commercio si trova sia d’allevamento che selvaggia, quest’ultima è più cara ma più soda e gustosa.

Scegliete comunque un esemplare italiano, fate attenzione che abbia le branchie rosse, le squame ben aderenti al corpo e l’occhio vivo, che come ben sapete, sono segnali tipici del pesce fresco.

Consiglio in abbinamento un Verdicchio di Matelica, vino bianco morbido sostenuto da una dinamica sapidità. Lunga e minerale la persistenza.

Valeria suggerisce di abbinare questa raffinata orata con una tazza di prezioso tè nepalese Maloom che ben si abbina al gusto erbaceo del finocchio.

Alba

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Orata al finocchietto con olive e limoni

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Tofu glassato alla melagrana su letto di sedano rapa in insalata

Tre anni fa Alba e io ci iscrivemmo su WordPress con l’intento di dar vita a un blog che girava nelle nostre menti già da tempo, ma ci volle ancora un mese prima che prendesse realmente vita: un po’ come quando la Natura si prepara al risveglio primaverile ed è tutto uno scalpicciare nascosto.
Oggi, dopo tre anni, il blog è un sito e noi un po’ di esperienza l’abbiamo fatta passando dai piatti (e foto) un po’ rustici a quelli più studiati.

Oggi vorrei proporvi un piatto particolare, appagante e fresco anche se cucinato con frutta e verdura di stagione: un po’ il mio scalpiccio in attesa della Primavera.

Il succo di melagrana è, magari non ci crederete, un ottimo sostituto del vino rosso quando c’è bisogno di sfumare e glassare le pietanze: ha quel non so che di zuccherino, ma allo stesso acido che vi riporta indietro ai tempi di dame e cavalieri e il succo di questo frutto ancestrale era usatissimo nella cucina.

Il sedano rapa invece è una grossa radice che, appunto, unisce il gusto dei due ortaggi in maniera più delicata ed è ottima sia cotta (dove svela le sue note dolciastre) sia cruda.

Dato che là fuori però fa ancora un po’ freddino, vi consiglio di accompagnare questo piatto a una tazza di Ceylon UVA, tè nero dalle note quasi balsamiche che contrasta in questo modo la schiettezza dell’insalata e viene addolcito dal tofu.

Alba propone in abbinamento un A. A. Kerner, vino bianco dal sorso fresco e sapido che sfuma in una punteggiatura agrumato minerale.

Valeria

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Insalata pantesca

Il piatto tutto colorato che porto oggi in tavola è un tripudio di sapori del Sud: capperi di Pantelleria, pomodori Pachino, cipolla rossa di Tropea ed erbe aromatiche del Mediterraneo.
I capperi sono boccioli chiusi di un bellissimo fiore dai petali bianchi e lunghi stami viola che cresce spontaneo lungo le coste. Vengono raccolti dalla tarda primavera e conservati sotto sale o sott’aceto. I più piccoli sono i più pregiati per via della maggiore aromaticità.
Coltivato nel territorio di Ustica, Lipari, Salina, Favignana, Pantelleria è proprio in quest’ultima isola che il cappero trova il riconoscimento IGP, grazie al suo sapore caratteristico più intenso e deciso, dono del terreno lavico proprio di Pantelleria.
Un accorgimento importante per apprezzare al meglio questo piatto gustoso è quello di preferire la cipolla rossa di Tropea ad altre tipologie per via della tendenza dolce più spiccata e proprio per questa ragione adatta alla preparazione di insalate.
La ricetta base è adatta anche ai palati vegetariani ma è possibile realizzare varianti che prevedono l’aggiunta di pesce grigliato, polpo lesso, tonno o formaggi come la feta. Io ho scelto di rinforzare quest’insalata con lo sgombro, pesce azzurro ricco di grassi omega-3 e dunque particolarmente apprezzato nella dieta mediterranea.

Suggerisco in abbinamento un Grillo, vino bianco siciliano, sapido, fresco con piacevoli note erbacee e una buona mineralità.

Valeria invece suggerisce di abbinare questa ricca insalata a un bicchiere di Gunpowder, tè verde cinese che ben sostiene la ricca aromaticità.

Alba

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