Prosciutto e fichi con feta e pesto di pistacchi di Bronte

Quest’estate ho soddisfatto il desiderio di fare la circumetnea, un bellissimo giro in treno alle pendici dell’Etna. Dal finestrino è un susseguirsi di vigneti, ginestre, fichi d’india, una natura a tratti arida, colate laviche e un mare cristallino a chiudere il viaggio.

Scesa a Bronte mi sono subito accomodata in una trattoria e ho mangiato un’ottima pasta fresca condita col pesto di pistacchio, un pesto profumato e saporito fatto con l’olio extravergine siciliano, un prodotto d’eccellenza agroalimentare.

Ho voluto proporre il pesto di pistacchi in questa ricetta insieme ai fichi settembrini che grazie al loro delizioso gusto zuccherino si sposano bene con alimenti sapidi come il prosciutto e la feta, creando un contrasto molto interessante.

Potete conservare il pesto in frigo per 3-4 giorni in un barattolo oppure congelarlo.

Propongo in abbinamento un COF Friulano, vino bianco dall’assaggio polposo, morbido, caldo arricchito da una sapidità quasi salina.

Valeria suggerisce un bicchiere di Long Jing, pregiato tè verde cinese dalla caratteristica nota di castagna d’acqua.

Alba

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Prosciutto e fichi con feta e pesto di pistacchi di Bronte

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Involtini di prosciutto crudo e asparagi su insalata di fave

La primavera oltre che il risveglio dei fiori e della frutta, dona anche delle bontà verdi difficilmente rintracciabili nel resto dell’anno: gli asparagi e le fave.

Complice il fatto che il mio padrone di casa mi ha regalato un bel mazzo di asparagi freschi, ho pensato di portare in tavola un piatto fresco e sfizioso.

L’asparagera è una pentola creata appositamente per la cottura degli asparagi, ma in fondo utilizzabile per tanti altri ingredienti: è stretta e alta, di solito corredata di cestello interno. La forma è l’ideale per cuocere gli asparagi lasciandoli in piedi, in modo da lessare la parte più dura e cuocere al vapore quella più tenera.

Ritorna qui l’accoppiata limone-semi di papavero che già vi avevo proposto negli scones e nulla vi vieta di accompagnare questa pietanza proprio con loro al posto del pane.

Abbinatelo a una tazza di Silver Green, tè Darjeeling in versione verde che accompagna perfettamente i sapori difficili degli asparagi e delle fave.

Alba consiglia in abbinamento un A.A. Sauvignon, vino bianco leggermente aromatico, dal bouquet floreale e fruttato, sorso fresco, armonico, di buon corpo.

Valeria 

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Tacchino con patate, lime ed erbe aromatiche

Stasera vi presento una variazione sul tema “carni bianche”. Al solito pollo, ho preferito una coscia di tacchino disossata che ho reso particolarmente invitante grazie al profumo intenso e fresco del lime e al mix di erbe aromatiche.

Con l’arrivo della bella stagione vi consiglio di sperimentare questa ricetta al barbecue utilizzando un mattone refrattario da porre come peso sopra alla carne durante la cottura. Questo metodo di cottura di origine contadina permette una veloce penetrazione del calore ed evita l’eccessiva perdita di liquidi della carne che rimarrà tenera e non stopposa.

Consiglio di armonizzare l’aromaticità delle erbe, del lime e del pepe con un Fiano d’Avellino vino bianco dal sorso fresco e succoso, sapido e agrumato nel finale.

Per questo secondo profumato e ricco di aromi, Valeria propone una tazza di Earl Grey, tè aromatizzato al bergamotto, uno dei preferiti dagli italiani.

Alba

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Tacchino con patate, lime ed erbe aromatiche

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Orata al finocchietto con olive e limone

Se siete alla ricerca di una soluzione da servire a cena, facile e veloce ma ad alto tasso di gusto e raffinatezza, comprate (o pescate) un’orata.

Si presta a molte ricette, può essere preparata al carpaccio, alla griglia, al cartoccio, lessa, al sale, farcita, al forno.

Si tratta di un pesce di mare dalle carni bianche, compatte e prelibate.

È un pesce di pregio tra i più apprezzati, e in commercio si trova sia d’allevamento che selvaggia, quest’ultima è più cara ma più soda e gustosa.

Scegliete comunque un esemplare italiano, fate attenzione che abbia le branchie rosse, le squame ben aderenti al corpo e l’occhio vivo, che come ben sapete, sono segnali tipici del pesce fresco.

Consiglio in abbinamento un Verdicchio di Matelica, vino bianco morbido sostenuto da una dinamica sapidità. Lunga e minerale la persistenza.

Valeria suggerisce di abbinare questa raffinata orata con una tazza di prezioso tè nepalese Maloom che ben si abbina al gusto erbaceo del finocchio.

Alba

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Orata al finocchietto con olive e limoni

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Vellutata di daikon e patate con cialde croccanti di Castelmagno e nocciole

Oggi bolle in pentola una vellutata con due protagonisti dalla presenza scenica, gustativa e odorosa molto particolare. Una vellutata candida può trarre dunque in inganno lasciando intuire una certa delicatezza e levità. Ecco che invece l’approccio alle prime gustose cucchiaiate sarà sorprendente.

Ho fatto in modo che un formaggio importante e complesso come il Castelmagno sposasse l’aromaticità di una radice asiatica, il daikon, ancora poco diffusa in Italia ma che si offre ad un pubblico di estimatori e curiosi sempre più vasto.

Il daikon è una varietà di ravanello asiatico diffusa soprattutto in Giappone ma adoperato molto anche nella cucina cinese e vietnamita. Ha la forma di una grossa carota bianca con un bel ciuffone verde ma ha un sapore decisamente più forte. Può essere servito sia crudo che grattugiato in insalata o nel sashimi oppure cotto nelle zuppe o negli stufati.

Il Castelmagno è un nobile formaggio dei monti cuneesi, della Valle Grana per l’esattezza. L’area della Dop comprende soltanto tre comuni. Si tratta dunque di una produzione di nicchia, e anche per questa ragione ha un prezzo piuttosto elevato.

La sua lavorazione è più lunga rispetto agli altri formaggi: le cagliate di giorni diversi, dopo vari passaggi vengono mescolate e pressate nelle fascere.

Il Castelmagno stagiona in grotte naturali per almeno due mesi cambiando fisionomia e gusto: la crosta si fa più spessa e scura, la pasta si fa via via più compatta sino all’erborinatura che dona venature verdi e bluastre.

Per una vellutata di carattere come questa, la scelta di un vino potrebbe ricadere su un Roero Arneis, bianco dai toni freschi con ritorni sapidi e minerali e finale dal retrogusto amarognolo.

Valeria suggerisce per questa vellutata una tazza di Hojicha, tè verde dal delicato retrogusto nocciola.

Alba

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Vellutata di daikon e patate con cialde di Castelmagno croccanti e nocciole

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Crema di patate e miso con funghi shiitake e germogli di alfa alfa

La nostra incursione nella cucina vegana si arricchisce di nuovi ingredienti che potrete facilmente reperire nei negozi di prodotti biologici e internazionali.

Il miso stemperato nel brodo, la tempura di funghi shiitake e la freschezza dei germogli alfa alfa creano nella proposta di oggi un caleidoscopio di sapori e consistenze molto interessante.

Tipico della tradizione giapponese, il miso è un alimento fermentato a base di soia ed altri cereali (solitamente orzo o riso) animato da lieviti vivi e per questa ragione va trattato con cura.

Come regola generale, per preservarne le proprietà andrebbe sempre incorporato dopo la cottura delle zuppe o dei brodi altrimenti aggiunge soltanto sapore.

Il tempo di fermentazione, e dunque la colorazione del miso, che va dal bianco sporco al marrone, è correlato al sapore più o meno intenso.

Dal Giappone arriva anche il fungo shiitake che grazie alla sua significativa capacità di rinforzare il sistema immunitario si sta diffondendo tra i consumatori abituali di alimenti macrobiotici.

Il nome “shiitake” deriva dalla congiunzione del termine “shii” che indica una varietà particolare di quercia col termine “take” che significa appunto fungo.

Generalmente lo shiitake è reperibile essiccato, basterà quindi tenerlo a bagno prima dell’utilizzo.

La sana abitudine di introdurre nella nostra dieta quotidiana i semi germogliati di cereali e legumi apporta una grande ricchezza nutrizionale in termini di vitamine, enzimi ed oligoelementi.

In particolare i semi di alfa alfa, una pianta chiamata anche erba medica e che appartiene alla famiglia delle leguminose, contengono betacarotene, vitamine del gruppo B, vitamina C, D, E e K.

Sono inoltre mineralizzanti, hanno proprietà toniche, disintossicanti e antinfiammatorie.

La cosa divertente è che potete dilettarvi a vederli germogliare in casa , vi basterà dare un’occhiata in rete ai numerosi link che ne spiegano il procedimento semplice e alla portata di tutti.

Per creare una gradevole armonia aromatica vi suggerisco in abbinamento un COF Chardonnay, vino bianco fine e di grande eleganza, con note di agrumata freschezza e guizzi sapidi.

Per questa saporita zuppa Valeria propone un tè classico della macrobiotica: il Kukicha, tè di rametti che col suo gusto intenso, ma neutro, ben si accompagna ai sapori contrastanti del piatto.

Alba

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Crema di patate e miso con funghi shiitake e germogli di alfa alfa

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