“Volo Torino – Shannon”: un muffin per San Patrizio

Qualche anno fa mia sorella fece un viaggio in Irlanda proprio per San Patrizio: per celebrare questa “figata pazzesca” e mettere a tacere un po’ d’invidia ecco che mi venne in mente di creare un muffin che unisse Torino (dove lei abita) e Shannon (dove si trova uno degli aereoporti internazionali dell’isola e dove, si dice, sia nato l’irish coffee).

Quindi ho usato nell’impasto sia il celeberrimo whiskey irlandese sia il Bicerin, liquore al gianduiotto che prende il nome dalla famosa bevanda torinese.

Volendo questi muffin si possono decorare con panna montata e lamelle di mandorle tostate. 😉

Abbinateci il blend più famoso dell’isola: l’Irish breakfast!

Alba consiglia in abbinamento un Recioto della Valpolicella, vino dolce, morbido e di piacevole freschezza che avvolge il palato in un finale lungo con ritorni di frutta rossa.

Valeria

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Tikvenik – La tradizionale torta bulgara di zucca

MANCA 1 SETTIMANA A NATALE!

Ok, devo mantenere un contegno professionale…ARGH!

Comunque visto il periodo festivo Alba e io abbiamo iniziato a proporvi idee partendo dai Tranci di tonno con olive taggiasche e pachino, perfetti per una Vigilia di magro e vi accompagneremo fino alla prima settimana di Gennaio 2017 con piatti perfetti per le vostre tavole imbandite.

La proposta di oggi è un tipico dolce bulgaro preparato proprio per l’inizio dell’inverno e per le feste di Natale: è una sorta di banitsa, ovverosia una chiocciola di pasta fillo ripiena in vari modi (la più famosa è la banitsa con formaggio e uova), ma dolce servita come dessert o come parte di una ricca colazione.

Il ripieno (della polpa di zucca dolce e aromatizzata) è inserito a crudo e cuoce direttamente in forno, ma se non gradite il gusto forte della zucca, potete cuocerla in forno precedentemente e poi usarla per il ripieno già cotta.

Per completare il quadro di fine autunno vi consiglio di abbinare questo dolce a una tazza di Darjeeling.

Alba suggerisce in abbinamento un Verduzzo Friulano, vino dolce e delicato nel gusto, con chiusura fresca e aromatica.

Valeria

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Riso fritto nello stile di Yangzhou

Chi abbia mai messo piede in un ristorante cinese in Occidente avrà sicuramente assaggiato il Riso alla Cantonese: piatto talmente stereotipato da entrare quasi nelle barzellette.
In realtà il riso alla cantonese non è altro che l’ennesima esemplificazione di una realtà vastissima che attraversa gran parte della Cina: il riso fritto.
Il riso fritto o saltato in padella è declinato in mille e uno modi a seconda della regione e delle città in cui viene proposto e all’interno delle stesse città a volte cambia particolari e sapori.

La città di Yangzhou è una importante città snodo nell’area economicamente più dinamica della Cina, il Delta del fiume Yangtze. Dalla storia millenaria oltre allo sviluppo economico, ha incrementato l’aspetto turistico e vivibile della città. E’ gemellata con Rimini.

Sul sito ufficiale della città ecco come viene presentato il suo riso fritto: The Food Experience written by Xiefeng states “the fried rice eaten by Yue kingdom is introduced into Yangzhou and is innovated by the masters of cooking field of the later generation and developed into one of the flavored staple food of Huaiyang in combination with the “careful selection of materials, fine fabrication, exquisite processing, attention to the color matching, original flavor”.

Il riso fritto può anche essere considerato un ottimo modo per riciclare pezzi di altre preparazioni ed è per questo che negli ingredienti che vi darò si parla di pollo e riso già cotto.
In più possono essere apportate modifiche date dalla stagione e dai gusti:

  • in primavera l’uso di piselli freschi è da preferire a quelli congelati;
  • i gamberetti sono ottimi freschi, ma anche quelli congelati vanno bene;
  • in caso non si gradisse il sapore “monte-mare” i gamberetti possono essere omessi;
  • in caso invece lo si gradisse molto, se è stagione, si può sormontare la preparazione con dei freschissimi parapandali (gamberetti di nassa famosi per le loro uova blu) saltati in padella con un pizzico di sale e pepe macinato;
  • sempre in stagione la preparazione può essere sormontata da delle noci di capesante appena appena scottate;
  • chi lo gradisse può aggiungere al cipollotto un po’ di zenzero fresco grattugiato;
  • i funghi shiitake possono essere sostituiti da altri funghi secchi o freschi;

Questo riso è una poesia di sapori contrastanti, esaltati dal fatto che sono fritti, l’utilizzo comunque di grassi come l’olio, le uova e il grasso del prosciutto impone un tè di carattere che aiuti a sgrassare la bocca come un imponente tè Pu Ehr, da infondere più e più volte per godere appieno delle mille note che questo tè nero cinese sa regalare.

Per un riso così ricco di sfaccettature gusto-olfattive, Alba propone in abbinamento un A.A. Gewurztraminer vino bianco dal sorso pieno, rotondo, gradevolmente sapido e cadenzato da percezioni aromatiche.

Valeria

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Colazione tutta vegana per San Valentino: Muffin alla frutta e Pudding di semi di chia al pompelmo rosa e muesli

La domenica mattina è fatta per indugiare sotto le coperte e condividere il tepore delle lenzuola stropicciate con la persona amata.

Finalmente liberi dal dovere della sveglia potete concedervi il lusso di sistemate i cuscini alla testiera del letto per gustare in tutta calma la dolce colazione che chiude il menù vegano pensato quest’ anno in occasione di San Valentino.

Le coccole qui prendono la forma di un muffin fruttato e di un cremoso pudding che aspetta l’affondo del cucchiaino.

Per il pudding ho usato i semi di chia, dei semini piccoli e scuri, ricchissimi di Omega3, ricavati da una pianta diffusa in Centro e Sud America e ammessi solo di recente nel mercato europeo.

Diamo quindi tanto spazio alla frutta, ai profumi intensi degli agrumi e alla fragranza dei muffin dal cuore di mela per attivare una bella sferzata di vitalità che vi accompagnerà per tutto questo magico giorno di festa.

Oltretutto si tratta di una colazione che permette di preparare le due ricette anche il giorno prima in modo che al mattino non resta che affettare la frutta per una fresca macedonia e preparare una bella tazza di tè fumante Darjeeling.

Alba

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Focaccine di farro al profumo di salvia con pistacchi e cubetti di tofu rosolati servite insieme a maionese vegan con pesto di mandorle e gambi di carciofo

Metti una coppia che vuole concedersi una cena diversa dal solito, nel tepore delle mura di casa.

Siamo ai primi sguardi, ai primi gesti ancora un po’ compassati di chi si sta approcciando all’aperitivo.

In tavola il profumo fragrante preannuncia la croccantezza del pane appena sfornato. In realtà si tratta focaccine fatte con la farina di farro. Chi lo ha provato sa che il pane di farro ha un piacevole retrogusto nocciolato. I pistacchi triturati e la nota erbacea di salvia amplificano questo sapore così aromatico di frutta secca tostata. Il tofu rosolato nella salsa di soia fa da supporto.

Le mani un po’ nervose giocherellano e spezzettano la prima focaccina.

Ci vuole qualcosa di cremoso da spalmare o un intingolo vellutato per tuffare i pezzetti che si sbriciolano sulla tovaglia candida.

C’è un bellissimo mortaio col pestello dal quale fa capolino una salsa verde, una salsa delicata come la finta maionese che ne costituisce la base. Non ci sono uova, né può impazzire. Può solo abbracciare, come in questo caso, un pesto cremoso di mandorle e verdure appena scottate, tenaci.

Vi consiglio di sottolineare l’intimità del momento con un calice di A.A. Sauvignon vino bianco scattante, minerale, giocato su un’intensa e lunga persistenza agrumata.

Nell’atmosfera informale dell’aperitivo, Valeria suggerisce di abbinare queste focaccine ad un bicchiere di Sencha Kagoshima servito freddo, tè verde giapponese primaverile che dona un liquore delicato e leggermente dolce.

Alba

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Focaccine di farro al profumo di salvia e pistacchi con maionese vegan al pesto di mandorle e gambi di carciofo

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LE SALSE EMULSIONATE A FREDDO: La Maionese

La maionese è una salsa di base fredda fatta con tuorli, olio, succo di limone, aceto o senape mescolati con criterio in modo da ottenere un’emulsione omogenea e cremosa.

La delicatezza di questa salsa molto amata e conosciuta può essere arricchita da gusti diversi, pensate ad esempio alla provenzale aioli insaporita dall’aglio o alla maionese andalusa con peperoni e pomodori.

Dunque una preparazione classica considerata mitologicamente difficile (potrebbe impazzire!) in realtà è una ricetta alla portata di tutti basta tenere in considerazione poche regole imprescindibili.

Innanzitutto le uova dovranno essere a temperatura ambiente e dovrete avere la pazienza di aggiungere l’olio versandolo lentamente a filo e in modo costante.

Che fare se malauguratamente la maionese impazzisce?

Trasferite qualche cucchiaiata della maionese impazzita in un’altra ciotola, sbattetela energicamente con la frusta e aggiungete lentamente acqua o un tuorlo (dunque una componente acquosa per ristabilire il giusto rapporto con la componente oleosa). Man mano che il composto si addensa aggiungete il resto della maionese impazzita.

Se siete alle prime armi e il vostro timore è quello di impazzire insieme alla maionese, potreste prepararla col frullatore a immersione: risultato garantito!

Fate così: mettete nel bicchiere graduato, in quest’ordine, 1 uovo intero e un tuorlo, 200 ml di olio, un cucchiaio di succo di limone, sale e pepe. Introducete il frullatore fino a toccare il fondo, azionatelo e quando l’olio si sarà emulsionato, muovetelo su e giù finché la salsa risulterà compatta.

Alba

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