Plumcake al limone

Oggi mia zia compie 65 anni!

Purtroppo viviamo lontane, quindi per quest’anno ho potuto solo telefonarle per farle gli auguri, ma per festeggiarla in qualche maniera ho deciso di condividere con voi la sua ricetta del plumcake agli agrumi! 🙂

La scoperta di questo dolce è stata spettacolare! Una mattina, prima di uno dei miei viaggi, mia zia si è presentata con una teglia ben sigillata appena sfornata: mi aveva fatto un plumcake da mangiare quando sarei arrivata a destinazione!

L’utilizzo dello sciroppo a fine cottura dona una umidità succulenta che chiama una fetta dopo l’altra.

Potete decidere di usare qualunque agrume: la versione per mia sorella era all’arancia e altrettanto buona.

Abbinate questo dolce a una tazza di Lady Grey per una esplosione agrumata in bocca.

Alba suggerisce in abbinamento un Moscato d’Asti vino dalla spuma soffice, fresco, scorrevole e dal finale agrumato.

Valeria

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Torta ai semi di Anice verde

Con la scusa che una delle mie amiche “a portata di forchetta” sta allattando la sua bellissima figlioletta, mi sto esercitando in creazioni dolciarie in assenza di latticini e cacao (alimenti che le han proibito): calcolando che è una fan della cheesecake e del cioccolato, capite bene la mia sfida! 😉

Una delle creazioni sfornate è questa torta perfetta per la prima colazione (circa 260 Kcal a fettona), subito ribattezzata da lei “Torta della Puerpera”: una specie di torta Paradiso, ma con MOLTO meno grassi e arricchita dal gusto intenso dell’anice verde.

Questo tipo di anice è quello più usato e reperibile in Italia, ricorda in qualche modo i semi di finocchio e ne condivide la straordinaria proprietà di ostacolare la formazione dei gas intestinali.

La consistenza della torta è morbida e spugnosa e a causa dell’assenza del burro (sostituito dall’olio extravergine di oliva e dall’acqua) la sua conservazione è molto limitata, anche se non ho dovuto in effetti conservarla: è sparita in un attimo!

Il mio consiglio è di abbinare questa torta a una bella tazza di Darjeeling second flush: le sue note fresche, ma allo stesso tempo di tè nero, ben si sposano con la fragranza dell’anice.

Alba propone in abbinamento un Moscato d’Asti, vino dolce, vibrante, fresco e cremoso.

Valeria

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Ciambella allo yogurt con le mele

Mi capita di svegliarmi e di avere una canzone in mente.

Fino a quando non l’ascolto resta lì a farmi compagnia. Ieri il refrain era questo:

“dentro la tasca di un qualunque mattino

dentro la tasca ti porterei

nel fazzoletto di cotone e profumo

nel fazzoletto ti nasconderei…”

È di Gianmaria Testa. Metto su il cd e parte la musica.

La melodia è lenta, avvolgente, calma, praticamente un abbraccio.

Un momento quasi perfetto. Un momento da comfort food per appagare non solo il gusto ma soprattutto lo spirito.

Ed ecco quindi che da questo connubio tra cibo ed emozioni penso ad una di quelle ricette di sicura riuscita, fatta di ingredienti semplici ed immediati.

Una via di mezzo tra un ciambellone e una torta di mele. Un dolce gonfio, soffice, ottimo a colazione ma gratificante anche a cena per togliersi il capriccio di una nota dolce a fine giornata.

Consiglio in abbinamento un Moscato d’ Asti, vino bianco dolce dalla tipicità aromatica, fresco e piacevolmente persistente.

Valeria invece propone un tè nero del Darjeeling, il Castleton second flush, matrimonio d’amore con i dolci alle mele.

Alba

ciambella

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“Declinazioni di un Amaretto” … un dolce per il compleanno di Alba

Alba è la mia socia (così piace chiamarci quando siamo gasate e attive) in questo progetto che va avanti ormai da più di un anno; la mia socia alcoolica come la chiamo io e la mia socia rustichella, come si definisce lei, a causa della sua passione (da me in fondo condivisa) per una cucina rustica e sanguigna.

Oggi è il suo compleanno (ma alle signore non si chiede l’età…diciamo che ha 17 anni e non li sente! 🙂 ) ed ho creato questo dolce che le dedico con tutto il cuore!

“Declinazioni di un Amaretto” si snoda sul filo rosso del gusto particolarissimo della mandorla, in una costruzione forse non troppo elegante e ardita per la pasticceria moderna, ma che di sicuro riesce a fondere in sé stessa diverse consistente per una esperienza sensoriale appagante.

L’uso di formine, meglio se in silicone, mi ha aiutato molto nella riuscita tecnica dei vari pezzi, ma con un po’ di fantasia potrete trovare altri metodi per costruire la vostra Declinazione.

Abbinate questo dessert a una tazza di Grand Yunnan per esaltare ancora di più le note decise della mandorla ed accompagnare piacevolmente quelle della frutta.

Alba suggerisce in abbinamento un calice di Moscato d’Asti, vino bianco dolce, fresco e di intensa aromaticità.

Valeria

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Frittelle di mele con crema inglese

Le mele sono la prima cosa che ho fritto nella vita.

Ricordo ancora nitidamente l’emozione di avere a che fare con una padella piena di olio bollente, un gesto adulto che richiedeva concentrazione e una certa perizia.

Ero con mio padre nella luce giallognola della cucina di campagna.

Non avevamo tutti quegli utensili acciaiosi che oggi sono indispensabili per giocare a fare gli chef e tra questi nemmeno il cosiddetto “cavatorsolo”, un cilindro di metallo che in poche mosse monda la mela senza romperla.

Usammo allora un coltellino appuntito per perforare la mela dalla parte inferiore ed estrarne magicamente il torsolo. Mi sembrava un gesto perfetto, come perfetto ed esclusivo mi sembrava quel legame simbiotico che ci univa.

Ero rapita e presa da lui, dai suoi giochi lievi, dalle sue parole certe, dalla stretta forte della sua mano, dalla discrezione nello sguardo mentre mi lasciava libera di sbagliare, cadere e rialzarmi.

Ancora oggi, tra i numerosi strumenti che affollano i cassetti della mia cucina, manca il cavatorsolo e forse non è un caso.

Per realizzare questa ricetta ho tentato di ricavare delle fette di mela dopo aver armeggiato con un coltello ma non ci sono riuscita ed ho ripiegato su una variante fatta di pezzetti irregolari.

E forse nemmeno questo è frutto del caso ma non scomodiamo Freud e torniamo al punto.

Infine, per completare il piatto ho scelto una crema in cui non e’ presente la farina e che, per questa ragione, risulta meno densa di una classica crema pasticcera.

Potreste riproporla anche per accompagnare dolci da forno, plum cake, ma anche nella composizione di charlotte e bavaresi. Io la trovo sublime anche fredda per intingere le lingue di gatto.

In abbinamento ho scelto un Moscato d’Asti, vino dolce, fresco, leggero e gradevole, dal profumo varietale.

Valeria, invece, propone un Darjeeling Castleton, tè indiano dal piacevole gusto fruttato.

Alba

Frittelle di mele con crema inglese - Foto di Walter Romano
Frittelle di mele con crema inglese – Foto di Walter Romano

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Charlotte di Oestara

Eostre

Oestara è il nome di una festa pagana che coincide con l’equinozio di primavera: è dedicata alla dea nordica Eostre, simbolo di rinascita e fertilità.
La stessa parola che definisce la Pasqua, in alcuni paesi deriva da questo nome: Easter in inglese e Ostern in tedesco.
Pensando ad un dolce che racchiudesse tutto questo la mia mente è volata ad un pane fatto di miele, dolce e luminoso; poi con Alba abbiamo pensato che per un pranzo importante ci volesse qualcosa in più. E così mi è venuta l’idea di una crema a base d’uova (sacre a Eostre) ed infine il croccante di semi: una vera delizia!

Per un dolce dalle note morbide come la panna, forti come il miele e fruttate come l’arancia ho pensato ad un tè rosso dello Sri Lanka il Ceylon Kalleboka.

Per questo dessert, sostenuto dall’aromaticita’ del miele e dell’arancia e dal leggero sentore vanigliato, Alba ha pensato a una Malvasia delle Lipari Passito, vino bianco dolce e fresco.

Valeria

Charlotte Oestara Continua a leggere Charlotte di Oestara