Torta di mele ubriaca con cioccolato, noci e uvetta

“Per non essere schiavi martirizzati dal tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia, di virtù, come vi pare” (Charles Baudelaire)

Non chiamatela “comfort food”, questa non è la solita torta di mele.

La classica torta di mele (bella e buona certo) ricorda tanto, troppo, le cucine delle case d’inverno e le ricette polverose tramandate in ascendenze matriarcali.

Questa appartiene ad un’altra categoria, è una leccornia peccaminosa carica di pezzi di cioccolato e ubriaca di Marsala.

Grazie alla presenza delle mele e dell’uvetta, penso che la delizia profumata che mi accingo a postare possa entrare nel ricco parterre di dolci sfornati a Carnevale che affolla il girone dei golosi.

Godetevela morso dopo morso.

Per continuità aromatica e per la presenza del cioccolato, consiglio in abbinamento un Marsala Dolce, vino avvolgente, fresco, vellutato, dall’intensa trama olfattiva e gustativa ricca di nuances che richiamano anche frutta secca e noci.

Valeria suggerire di sorseggiare una tazza di Matrioska, tè rosso dal divertente aroma di popcorn caramellati.

Alba

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Polpettone di fave secche con salsa alle mele

Una delle nostre proposte più apprezzate in questi anni è stata l’Arrosto di maiale con la salsa di mele, così in un ottica vegetariana, anzi vegana, ho deciso di proporvi questo polpettone lasciandomi ispirare da un’altra ricetta medioevale (no, non mangiavano solo cacciagione!) e cambiandola solo nell’aver dato al purè di legumi una forma simile a un arrosto e ripassandolo in forno.

DSCN5275L’ingrediente principale sono le fave secche decorticate: legume utilizzatissimo in passato, ha lasciato un po’ il posto ad altri venendo rilegato nelle preparazioni tradizionali. Si presentano piatte e dall’insolito colore giallognolo che non ricorda affatto il verde di quelle fresche e a cui tutti sono abituati.

Le fave infine sono un alimento simbolico e quelle secche in particolare venivano usate come cibo nelle feste dedicate ai defunti e nei rituali per l’allontanamento degli spiriti indesiderati: al giorno d’oggi ne rimane un ricordo nel nome di alcuni dolci tipici (le fave dei morti).

In caso non riusciste a trovarle o non possiate mangiare le fave, questa ricetta è ottima utilizzando i ceci al loro posto.

Infine la salsa di mele: ingrediente fondamentale della ricetta dona carattere e umidità al polpettone che da solo risulterebbe troppo secco e monotono.

Gustate questo piatto accompagnandolo a una tazza di Darjeeling second flush.

Alba suggerisce in abbinamento una Vernaccia di San Gimignano, vino bianco dai sentori di frutta e fiori bianchi, morbido ma bilanciato da una buona freschezza.

Valeria

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Tarte Tatin

Ieri doveva essere un gran bel giorno: era il mio onomastico, avevo fatto l’abbonamento alla palestra ed ero decisa ad andarci, era Martedì e avrei pubblicato un bellissimo dolce auto-celebrativo!
Peccato che la mia probabile e misteriosa intolleranza alimentare a un non ben ancora identificato componente alimentare si sia scatenata nella sua forma più schifosa e abbia passato il supposto bel Martedì a letto con una bacinella accanto per le emergenze! 😦

Oggi va meglio, riesco a stare al computer, quindi il dolce ve lo regalo lo stesso!

Parliamo di una delle torte più famose della cucina francese: la Tarte Tatin, da alcuni conosciuta come “torta di mele rovesciata”.

DSCN4942Allora la leggenda è nota a tutti: pare che una delle sorelle Tatin stesse infornando la sua consueta torta di mele, ma nella fretta di dover servire un gruppo di cacciatori appena arrivati alla sua locanda, si era dimenticata il piccolo fondamentale particolare di piazzare sul fondo della teglia la pasta brisèe. Accortasi dopo un po’ che dal tavolo di lavoro la sfoglia la guardava con aria malinconica, sfornò le mele quasi cotte, le ricoprì con la sfoglia, cosse il tutto e rovesciò nel piatto la torta per salvare il salvabile: fu subito un successo!

Nei bistrot francesi la Tarte Tatin viene servita tiepida (quindi non fredda) e accompagnata da panna montata o gelato: oggi vi propongo quest’ultima versione.

Vi invito ad assaggiare questa torta assieme ad un calice di Mòlìhuā lóngzhū, tè cinese sublime e delicato, che con le sue note di gelsomino di sposa perfettamente con il gelato e contrasta elegantemente la dolcezza del piatto.

Alba propone in abbinamento un Trentino Superiore Moscato Giallo Vendemmia Tardiva, vino di moderata dolcezza e tipico sentore aromatico, fresco e piacevole.

Valeria

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Ciambella allo yogurt con le mele

Mi capita di svegliarmi e di avere una canzone in mente.

Fino a quando non l’ascolto resta lì a farmi compagnia. Ieri il refrain era questo:

“dentro la tasca di un qualunque mattino

dentro la tasca ti porterei

nel fazzoletto di cotone e profumo

nel fazzoletto ti nasconderei…”

È di Gianmaria Testa. Metto su il cd e parte la musica.

La melodia è lenta, avvolgente, calma, praticamente un abbraccio.

Un momento quasi perfetto. Un momento da comfort food per appagare non solo il gusto ma soprattutto lo spirito.

Ed ecco quindi che da questo connubio tra cibo ed emozioni penso ad una di quelle ricette di sicura riuscita, fatta di ingredienti semplici ed immediati.

Una via di mezzo tra un ciambellone e una torta di mele. Un dolce gonfio, soffice, ottimo a colazione ma gratificante anche a cena per togliersi il capriccio di una nota dolce a fine giornata.

Consiglio in abbinamento un Moscato d’ Asti, vino bianco dolce dalla tipicità aromatica, fresco e piacevolmente persistente.

Valeria invece propone un tè nero del Darjeeling, il Castleton second flush, matrimonio d’amore con i dolci alle mele.

Alba

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Buchteln con frutta e miele – ovverosia quando il Danubio era dolce –

Il Danubio è una preparazione a base di pasta lievitata tipica della cucina napoletana, in genere lo si può trovare nella sua versione salata ripieno di formaggio e prosciutto, ma da Scaturchio la versione dolce è anche in voga.

In realtà la sua origine è nell’Europa dell’est, più precisamente nella Repubblica Ceca, dove è un dolce delizioso ripieno di confettura e servito caldo con una salsa alla vaniglia.

La sua particolare forma lo rende perfetto per una porzionatura pratica e indolore: le varie parti si staccano con una leggera pressione.

Qui troverete una versione con una pasta molto simile a dei panini al latte e ripiena di frutta in pezzi, miele e mandorle.

Suggerisco di abbinare questi deliziosi dolcetti ad un Darjeeling Castleton – SFTGFOP1, tè nero indiano perfetto con il loro ripieno.

Alba propone in abbinamento un Alto Adige Moscato Giallo Dolce, vino dal bouquet tipicamente aromatico. Al sorso è fresco, piacevolmente sapido, mai stucchevole.

Valeria

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Frittelle di mele con crema inglese

Le mele sono la prima cosa che ho fritto nella vita.

Ricordo ancora nitidamente l’emozione di avere a che fare con una padella piena di olio bollente, un gesto adulto che richiedeva concentrazione e una certa perizia.

Ero con mio padre nella luce giallognola della cucina di campagna.

Non avevamo tutti quegli utensili acciaiosi che oggi sono indispensabili per giocare a fare gli chef e tra questi nemmeno il cosiddetto “cavatorsolo”, un cilindro di metallo che in poche mosse monda la mela senza romperla.

Usammo allora un coltellino appuntito per perforare la mela dalla parte inferiore ed estrarne magicamente il torsolo. Mi sembrava un gesto perfetto, come perfetto ed esclusivo mi sembrava quel legame simbiotico che ci univa.

Ero rapita e presa da lui, dai suoi giochi lievi, dalle sue parole certe, dalla stretta forte della sua mano, dalla discrezione nello sguardo mentre mi lasciava libera di sbagliare, cadere e rialzarmi.

Ancora oggi, tra i numerosi strumenti che affollano i cassetti della mia cucina, manca il cavatorsolo e forse non è un caso.

Per realizzare questa ricetta ho tentato di ricavare delle fette di mela dopo aver armeggiato con un coltello ma non ci sono riuscita ed ho ripiegato su una variante fatta di pezzetti irregolari.

E forse nemmeno questo è frutto del caso ma non scomodiamo Freud e torniamo al punto.

Infine, per completare il piatto ho scelto una crema in cui non e’ presente la farina e che, per questa ragione, risulta meno densa di una classica crema pasticcera.

Potreste riproporla anche per accompagnare dolci da forno, plum cake, ma anche nella composizione di charlotte e bavaresi. Io la trovo sublime anche fredda per intingere le lingue di gatto.

In abbinamento ho scelto un Moscato d’Asti, vino dolce, fresco, leggero e gradevole, dal profumo varietale.

Valeria, invece, propone un Darjeeling Castleton, tè indiano dal piacevole gusto fruttato.

Alba

Frittelle di mele con crema inglese - Foto di Walter Romano
Frittelle di mele con crema inglese – Foto di Walter Romano

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