Pops al salmone e caprino con zenzero e avocado

Un antipasto freddo e un cocktail d’antan per innamorarsi ai primi assaggi.
Questa è la mia proposta ispirata a due incantevoli pellicole cinematografiche assai diverse e ben distanti temporalmente di quasi sessant’anni.
La prima è Casablanca, un’autentica pietra miliare consegnata alla leggenda del cinema di tutti i tempi. Un film che travolge e porta lontano.
Sono numerose le scene memorabili in cui il tenebroso Rick, interpretato da Humphrey Bogart, e Ilssa, una bellissima Ingrid Bergman in stato di grazia, si scambiano sguardi languidi con una coppa di champagne in mano.
Del resto la bottiglia di Veuve Clicquot 1926 divenne celebre proprio grazie a queste inquadrature.
E allora come potevo non includere un flute di Cocktail Champagne in questo menù ad alto tasso di romanticismo? Basterà l’effervescenza delle bollicine per sentire la testa leggera e per riscoprirsi amanti proprio come Rick e Ilssa già in un solo sorso.
Il Cocktail Champagne ha un profilo elegante ed essenziale ed accompagna molto bene gli aperitivi.
Pare sia comparso nel 1889 quando in una competizione tra giornalisti newyorkesi un certo John Dougherty vinse ideando proprio questa miscela così raffinata.
Tuttavia anche i francesi ne rivendicano l’origine collocandola nei primi anni 30 e nell’abitudine al consumo di champagne anche addizionato con cognac, che del resto è un celebre distillato francese.

Ma cambiamo set e passiamo al secondo film.
Si tratta di Pane e Tulipani di Silvio Soldini, un film lontano dai canoni della commedia all’italiana, forse un film dal gusto francese.
Licia Maglietta interpreta Rosalba, una casalinga che durante una tristissima gita tra compaesani, si ritrova in fuga dal suo ruolo di moglie e madre e dal suo sistema di abitudini.
Lo scenario della fuga è una Venezia poco turistica, mentre la sua attenzione amorosa ed amorevole è tutta rivolta al misterioso cameriere Fernando interpretato da Bruno Ganz, che le offrirà ospitalità a casa sua, una ricca colazione e una lettera gentile.
Dopo un primo smarrimento, Rosalba offrirà a se stessa una chance per scoprirsi capace di essere qualcos’altro, di mostrare dei talenti, di sentire la tenerezza dell’amicizia, di lavorare fuori dall’ambito domestico.
Fernando e Rosalba si incontrano per la prima volta proprio nel ristorante dove lui le spiegherà, col suo italiano aulico, di trovarsi “nella spiacevole situazione di poterle offrire solo piatti freddi”.
Così ho pensato che per ricreare la magia del primo incontro sarebbe stato opportuno un antipasto freddo, servito in modo gioioso e colorato che lasci un buon sapore e che sorprenda un po’ proprio come il tratto di trasognata svagatezza che rapisce per tutta la durata della scena.

Anche Valeria suggerisce di abbinare a questo stuzzichino un flute di chamapagne, ma ravvivato dalla verde nota del Matcha, in un cocktail diverso e fusion.

Alba

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Biancomangiare fusion

Il biancomangiare qui proposto è una versione un po’ rivisitata del più famoso dolce siciliano.
La Sicilia, terra di mandorle e limoni, ha declinato e mantenuto un piatto diffusissimo in tutta Europa fin dal Medioevo, ma che all’epoca risultava un po’ diverso! 🙂
Come descrive bene il nome, il Biancomangiare deve essere bianco: unica regola in effetti. Di conseguenza l’antico piatto veniva arricchito, oltre che con il latte di mandorle, anche di carne di pollo e farina di riso (sostituita nella nostra versione dall’amido).

La consistenza finale è sia diversa da quella di una crema cotta (ad esempio il Crème caramel) che da una gelatina, è più gommosetta e allo stesso tempo si scioglie in bocca, non bisogna gustarla con forza, ma con gentilezza.

Concludete questo pasto dedicato alla gentilezza, accompagnando il Biancomangiare con una tazza di Sencha con Boccioli di Rosa, tè giapponese delicato e profumato.

Per un incontro d’amore tra il biancomangiare e un calice di vino, Alba consiglia un Trentino Moscato Rosa, vino dolce dal profumo suadente di rosa e frutti di bosco, la dolcezza è stemperata dal sorso fresco. Il finale è lungo e persistente.

Valeria

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Matcha crème brûlée

Oggi, per l’onomastico della nostra chimica Silvia, Alba e io abbiamo deciso di dedicarle una ricetta al cucchiaio, una crème brûlée aromatizzata al tè Matcha.
Il Matcha utilizzato è del tipo apposito per cucinare e dona alla crema un particolare colore verde e l’intenso gusto del tè giapponese.
La ricetta seguita è tratta da uno dei miei canali youtube preferiti: “Cooking with Dog” con la voce del cane Francis e la bravissima Chef.

Accompagnate questo intenso dolce al cucchiaio con una tazza di Long Jing, tè verde cinese che ben contrasta la dolcezza del piatto.

Alba consiglia in abbinamento una Malvasia delle Lipari, vino dolce, avvolgente, ben bilanciato da freschezza e mineralità salina.

Valeria

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Tartine dolci al cioccolato bianco e tè verde Matcha

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Il compleanno di Passioni da Bere – 2° Edizione

Il 20 Marzo 2015 è una data importante: è la Giornata Internazionale della Felicità, è l’Equinozio di Primavera, è Luna Nuova, mentre questo articolo viene pubblicato sta avvenendo una Eclissi di Sole (quindi munitevi di una maschera da saldatore o protezioni apposite e saltate fuori a vedere il sole che scompare: continuerete a leggere dopo!), ma soprattutto è il 2° Compleanno di Passioni da Bere!

Chi ci conosce già da un po’ sa che Passioni da Bere è nato come un progetto dalle ambizioni lavorative e piano piano nel corso di questo biennio Alba e io ci siamo date da fare, dentro e fuori dal web, per concretizzare questo progetto: avete assistito alla nascita del blog con tutte le nostre ricette, le nostre foto e, ovviamente, le nostre schede dei vini e dei tè; avete seguito le iniziative con la realizzazione del Logo ufficiale (e relativi biglietti da visita) e i primi passi nel mondo reale.

Passioni da Bere è cresciuto e ha un pubblico assiduo e attento che ogni tanto ci manda delle segnalazioni su immagini e scritte “molto simile alle nostre” tanto da farci pensare di creare l’hashtag #ItIsn’tPdB sulla nostra pagina Twitter e/o Facebook. 😀
A parte gli scherzi, queste segnalazioni sono state la giusta spinta per farci decidere di fare un passo avanti, di renderci professionali: il blog si è trasformato in sito, mettendo in primo piano Chi Siamo e i Servizi offerti come chef e sommelier a domicilio, ma lasciando sempre la pagina Blog con tutte le nostre ricette e che aggiorniamo ogni settimana con passione.

In una giornata oscura come potrebbe essere quella di oggi (la Luna Nuova e l’Eclissi) noi guardiamo al futuro speranzose, in un continuo lavoro che ci auguriamo porti a una rinascita professionale e, perché no, personale.

10896392_10206055837493149_7374767518229365279_oPer festeggiare con noi questo evento vi propongo un dolce chic e semplicissimo da fare, ideale per un tè con le amiche, ma anche per un buffet elegante dove non sfigurerebbe affatto accanto al caviale o ad altre prelibatezze di pesce.

Per esaltare la nota del tè verde, provate queste tartine con un bicchiere di Matcha Genmaicha, tè verde giapponese che unisce il gusto rustico del riso a quello più nobile della polvere di tè.

Per creare una delicata armonia Alba propone in abbinamento un calice di Moscato di Trani, vino dolce, vellutato, sorretto da un corredo sapido e da una piacevole, lunga eco aromatica.

Valeria

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Crostata al Matcha con riso e mele

17 Marzo, San Patrizio. Festa prettamente irlandese che festeggia il Santo patrono nazionale è conosciuta in tutto il mondo per il particolare consumo di birra e per il colore verde. Negli Stati Uniti, dove l’immigrazione irlandese ha esportato la festa, esistono parate e manifestazioni di grande attrattiva.

Anche in Italia, specie nei pub, si festeggia questa ricorrenza ed il mondo diventa un pochino più verde smeraldo.

Per celebrare il Santo che spiegò all’Irlanda il concetto di Trinità con un trifoglio in mano e che fuse con successo la cultura celtica con quella cristiana, ho pensato ad una crostata verde-verde, anche perché mi sono accorta con orrore che non avevo ancora proposto nulla con la polvere di tè Matcha.

Sperando che questa dolcissima crostata dal gusto particolare e dal colore ancor più strano possa piacervi, vi suggerisco di abbinarla ad un Matcha Genmaicha per continuare sull’accoppiata riso/tè e sgrassare la bocca dall’intenso sapore del ripieno.

Alba suggerisce in abbinamento un Moscato Passito di Baselice, vino dolce ma non stucchevole puntellato da un sostegno piacevolissimo di sapidità e freschezza.

Valeria

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