Pancarré al burro e malto d’orzo

ESTATE

Non esattamente la stagione che invoglia di più ad usare il forno, ma è proprio questo il periodo migliore per dare sfogo alle nostre fantasie lievitate: il caldo umido e la temperatura rasente i 30°C non fanno che aiutare il nostro lievito nel suo bravo lavoro.

Fine Luglio e inizi di Agosto, i campi di grano mietuti e le feste del raccolto che si insinuano dall’eco della storia e dei miti: i celti lo chiamavano Lughnasadh, gli inglesi Lammas, ma il concetto non cambia nel suo celebrare la vita, il sacrificio e l’abbondanza che saranno fondamentali durante i mesi più bui e freddi.

DSCN5135Così nasce questo pancarré dalla crosta fragrante, dorata e croccante, ma dal morbidissimo cuore, con un sottile gusto di burro vellutato e avvolgente.

La casa si inonderà di un profumo speciale e irresistibile che vi farà sognare di tempi andati e di future colazioni.

E’ infatti pensando ad una deliziosa fetta spalmata di confettura o marmellata che vi suggerisco di abbinare questo pane ad un Assam GBOP Hathikuli che con le sue note maltate esalta perfettamente il gusto di ogni vostra combinazione.

Con la sua sottilissima crosta e l’abbondante, soffice mollica, è perfetto anche per un aperitivo, farcito con salumi, omelette e mousse. In questo caso, Alba propone un flute di Prosecco di Valdobbiadene Extra Dry, dal sorso vellutato, persistente, fresco.

Valeria

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Bagels ripieni di Caprese aromatizzata con olio al basilico

Vagando nell’infinito mondo del web, sono approdata sulla pagina di Easy to Eat e più precisamente in quella che mi prometteva di realizzare il “real jewish bagel” e lì mi ha arpionato la curiosità.

Per chi non ne sapesse niente i bagels non sono altro che una sorta di pagnotte/ciambelle dal gusto particolare che ai più inesperti possono ricordare i brezel tedeschi.

Mi sono messa di buona lena ed ho iniziato ad impastare: il risultato sono stati dei deliziosi panini cosparsi di sale e che io ho farcito di fior di latte, pomodorini ed un freschissimo olio al basilico.

Ben avvoltolati e chiusi in un sacchetto di carta queste delizie faran la giusta figura nel cestino del picnic.

Abbino due tipi di tè per il picnic: un verde e un nero. In questo caso propongo un Darjeeling Gopaldhara da servire freddo, come tutti gli altri del menù, tè indiano che ben si armonizza con il pane e il fior di latte.

Alba invece per questo piatto, come per tutti gli altri piatti salati che si susseguiranno nel corso del picnic, suggerisce un vino bianco di media struttura, fresco e discretamente morbido. Scegliendo, ad esempio, tra un Vermentino di Gallura o un Soave Classico.

Valeria

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