Risotto al Raboso con radicchio e Asiago

Un bel risotto cremoso, gustato caldo al punto giusto, rientra a pieno titolo tra i piatti più graditi in inverno. Accostato a verdure e formaggi come in questa versione riscalda l’intimità di una cena a casa e aggiunge una nota ancora più calorosa accendendosi di rosso!

È un piatto per chi ama i contrasti, un risotto austero ma delicato.

Il vino che ho scelto e il radicchio trevigiano colorano i chicchi e conferiscono a questo risotto un leggero retrogusto amarognolo che però si stempera perfettamente grazie all’Asiago che compensa con le sue doti di morbidezza e tendenza dolce.

Consiglio in abbinamento lo stesso vino usato in preparazione, dunque un Piave Raboso, tipicamente fresco e invitante, succoso, con una bella nota sapida e tannini vellutati.

Valeria propone in abbinamento una tazza di Kukicha, tè giapponese di steli dai tannini morbidi che ben si abbina al gusto tipico dell’Asiago.

Alba

risotto-rosso-al-radicchio-e-asiagoIngredienti

  • 180 grammi di riso Carnaroli
  • 200 grammi di radicchio rosso di Treviso
  • 30 grammi di burro
  • ½ cipolla bianca
  • ½ bicchiere di Raboso
  • 600 ml di brodo di carne
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 40 grammi di Asiago

Lavate le foglie di radicchio, asciugatele e tagliatele a pezzetti, poi fatele appassire a fuoco dolce in una noce di burro, insieme alla cipolla tagliata sottilmente e un pizzico di sale.

Quando la cipolla inizia a rosolare, aggiungete il riso e tostatelo per qualche minuto; versate il vino, alzate la fiamma e fatelo evaporare del tutto.

Abbassate la fiamma e portate a cottura il risotto unendo poca per volta il brodo bollente.

Quasi a fine cottura regolate di sale se necessario e aggiungete l’Asiago tagliato a cubetti.

Fuori dal fuoco, mantecate il risotto col burro rimasto e il parmigiano grattugiato.

Mescolate, coprite la casseruola e lasciate riposare per qualche minuto prima di servire in tavola.

La ricetta di un burger vegetariano per un #Planet5050 by 2030

Eccoci di nuovo alla nostra consueta ricetta “in rosa” per la Festa della Donna, uno spazio in cui lasciamo un po’ da parte l’aspetto prettamente culinario per parlare di un argomento che il più delle volte viene preso sottogamba gli altri 364 giorni e che molte delle pratiche quotidiane a cui siamo abituate non fanno che inasprire: la discriminazione e l’uguaglianza di genere.

Le donne hanno diritto al pieno e uguale godimento di tutti i loro diritti umani e di essere libere da ogni forma di discriminazione. Tuttavia, la discriminazione nei confronti delle donne persiste in molte aree, direttamente e indirettamente, attraverso le leggi, le politiche, le norme sociali, le pratiche e gli stereotipi di genere. L’uguaglianza di genere di fronte alla legge non significa necessariamente che le donne in pratica hanno pari opportunità.

Questa infografica delle Nazioni Unite dà un’occhiata più da vicino alle varie forme di discriminazione che le donne devono affrontare nel mondo (quindi anche da noi).
Infographic: Human rights of women

Mentre questa ci dà l’idea che l’uguaglianza di genere è ancora lontana.
Infographic: Gender equality – Where are we today?

La ricetta di oggi è volutamente “maschile” nell’aspetto, in quell’ottica in cui si vuole i pub e le paninoteche frequentate da uomini, “violenta” per quel coltello piantato come se nulla fosse ed “eccessiva” per quell’idea che le donne non possono e non devono mangiare, ma il tutto è in versione vegetariana… quasi un affronto allo stereotipo; gli ingredienti usati vengono quasi tutti da imprese femminili, dal commercio equo-solidale e dal BIO (per identificare le imprese femminili rivolgetevi ai commercianti o alla camera di commercio).

La ricetta della polpetta di barbabietola è tratta dritta dritta da Clea, autrice del blog Clea Cuisine.

Gli ingredienti sono per 6 panini, numero ideale da dividere tra amiche e amici o tra parenti, in una convivialità che esige l’aiuto in cucina, la condivisione e la discussione. Da bere potreste scegliere la classica birra Porter, o una tazza di Kukicha tostato, tè giapponese dal gusto forte e dolciastro con una delicata nota di caffè che ricorda il cioccolato fondente o , come consiglia Alba in abbinamento, un Sannio Falanghina, vino bianco dall’assaggio fresco, scorrevole e sapido in chiusura.

Valeria

veggie burger violence

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Crema di patate e miso con funghi shiitake e germogli di alfa alfa

La nostra incursione nella cucina vegana si arricchisce di nuovi ingredienti che potrete facilmente reperire nei negozi di prodotti biologici e internazionali.

Il miso stemperato nel brodo, la tempura di funghi shiitake e la freschezza dei germogli alfa alfa creano nella proposta di oggi un caleidoscopio di sapori e consistenze molto interessante.

Tipico della tradizione giapponese, il miso è un alimento fermentato a base di soia ed altri cereali (solitamente orzo o riso) animato da lieviti vivi e per questa ragione va trattato con cura.

Come regola generale, per preservarne le proprietà andrebbe sempre incorporato dopo la cottura delle zuppe o dei brodi altrimenti aggiunge soltanto sapore.

Il tempo di fermentazione, e dunque la colorazione del miso, che va dal bianco sporco al marrone, è correlato al sapore più o meno intenso.

Dal Giappone arriva anche il fungo shiitake che grazie alla sua significativa capacità di rinforzare il sistema immunitario si sta diffondendo tra i consumatori abituali di alimenti macrobiotici.

Il nome “shiitake” deriva dalla congiunzione del termine “shii” che indica una varietà particolare di quercia col termine “take” che significa appunto fungo.

Generalmente lo shiitake è reperibile essiccato, basterà quindi tenerlo a bagno prima dell’utilizzo.

La sana abitudine di introdurre nella nostra dieta quotidiana i semi germogliati di cereali e legumi apporta una grande ricchezza nutrizionale in termini di vitamine, enzimi ed oligoelementi.

In particolare i semi di alfa alfa, una pianta chiamata anche erba medica e che appartiene alla famiglia delle leguminose, contengono betacarotene, vitamine del gruppo B, vitamina C, D, E e K.

Sono inoltre mineralizzanti, hanno proprietà toniche, disintossicanti e antinfiammatorie.

La cosa divertente è che potete dilettarvi a vederli germogliare in casa , vi basterà dare un’occhiata in rete ai numerosi link che ne spiegano il procedimento semplice e alla portata di tutti.

Per creare una gradevole armonia aromatica vi suggerisco in abbinamento un COF Chardonnay, vino bianco fine e di grande eleganza, con note di agrumata freschezza e guizzi sapidi.

Per questa saporita zuppa Valeria propone un tè classico della macrobiotica: il Kukicha, tè di rametti che col suo gusto intenso, ma neutro, ben si accompagna ai sapori contrastanti del piatto.

Alba

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Crema di patate e miso con funghi shiitake e germogli di alfa alfa

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Condimento per pesce fritto alla Citronella e Anacardi

Ci siamo: l’Estate è alle porte!

Voglia di mare o di montagna, voglia di evasione, voglia di cibi freschi e magari un po’ esotici, voglia di…Passioni da Bere!
Ovviamente già sapete che raramente andiamo in vacanza e che per la stagione più calda vi offriamo tè e vini rinfrescanti da abbinare alle nostre ricette. 😉

Questo condimento è un’idea sfiziosa per rivoluzionare un piatto di pesce fritto oppure per realizzare una insalata di mare diversa.
Io l’ho usato per ravvivare delle alici in tempura (per la ricetta delle alici QUI).

A una base dai sapori mediterranei (il limone e la colatura di alici) ho unito una parte croccante ed esotica con l’aiuto degli anacardi e della citronella (lemongrass).

Essendo una preparazione salata, potete usare anche gli anacardi “da aperitivo” quindi già fritti e salati, ma in questo caso regolatevi con l’acqua per raggiungere la sapidità voluta.

Il lemongrass, da non confondersi con l’erba Luisa, è un cespuglio formato da molti steli, usatissimo in Asia e Africa per insaporire salse e zuppe e ancor più famoso da noi per la sua proprietà di repellere le zanzare!

Abbinate a questo piatto un bicchiere di Kukicha, oppure un rinfrescante Sencha profumato alla citronella.

Alba propone in abbinamento un Greco di Tufo, vino bianco dall’impianto gustativo teso e fruttato, di piacevole sapidità e dotato di una buona spinta acida nel finale.

Valeria

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