Scrigni con porri, timo e gruyère

Scrigni con porri, timo e gruyère - Foto di Walter Romano
Scrigni con porri, timo e gruyère – Foto di Walter Romano

Questo piccolo rustico piuttosto aromatico è un connubio di sapori appartenenti tutti alla stessa famiglia: porri, scalogni e cipolla. La cottura lenta permette di perdere le asperità e di rivelarne tutta la loro naturale dolcezza. Si sposano meravigliosamente col sapore deciso del gruyère e hanno un aspetto delizioso se presentate in mono porzioni.

Io ho usato stampi da 9 cm di diametro, ma potreste anche realizzarle in formato mini aiutandovi con un tagliapasta e con degli stampini piu’ piccoli.

A Bologna hanno rubato la scena da protagonisti soprattutto dietro le quinte, infatti sono stati molto apprezzati da chi ci ha aiutato con la logistica dell’allestimento e dalle ragazze di StregaTe.

Stuzzicanti e dal tocco intenso del timo, sono perfetti per un buffet o da servire come antipasto durante un pranzo o una cena informale.

Per la tendenza dolce delle cipolle arricchita però dall’aromaticità del formaggio e del timo ho scelto in abbinamento un Alto Adige Kerner, vino bianco, fresco, di discreta morbidezza e buona struttura.

Valeria invece propone un Yunnan sticky rice tea: tè verde pressato dal gusto di riso.

Alba

Scrigni con porri, timo e gruyère - Foto di Walter Romano
Scrigni con porri, timo e gruyère – Foto di Walter Romano

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Soufflé alla zucchina e gruyère

Il soufflé è una preparazione da forno che, come dice il nome, ha l’aspetto leggero di una cosa soffiata, ma che in effetti è molto sostanziosa: uova, formaggio, latte e burro regalano a questo piatto una cremosità unica e declinabile in mille gusti sia dolci che salati.
Allo stesso modo esiste la stessa contraddizione nella sua preparazione: è una guerra fredda fatta di attese e astuti calcoli, ma sempre dietro una facciata di leggerezza e diplomazia.

Moltissimi conoscono il detto “Il Soufflé non attende, ma vuol essere atteso” sul fatto che DEVE essere servito appena uscito dal forno, nel suo ramequin di cottura e mentre a tavola si aspetta solo quello. Un po’ perché caldo è buonissimo, un po’ perché c’è l’odiata possibilità che si sgonfi.
Già perché tutta la preparazione è volta a creare una struttura leggera, che si gonfi nel forno con la formazione di vapore e che si cristallizzi lì senza “ammosciarsi” al primo alito freddo.

Si può pensare di approntare un unico grande soufflé oppure usare dei piccoli contenitori monodose.

Alla preparazione ho aggiunto il gruyère, formaggio svizzero da non confondersi con l’hemmental, famoso per essere l’ingrediente principale della fonduta Vaudoise e della zucchina, verdura di stagione che esalta la cremosità dei latticini.

Ho abbinato a questo piatto un Darjeeling Autumn Flush, un tè tardivo e dalle note delicate, che esalta il sapore delle uova e quel leggero retrogusto di frutta secca del piatto.

Considerando la componente di gruyère, Alba suggerisce un Alto Adige Sauvignon, vino bianco rotondo ma dotato di una bella spinta fresco-sapida che ben bilancia la tendenza dolce del soufflé.

Valeria

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