Strauben con la marmellata

Continua il viaggio tra i fritti del carnevale: lasciamo il Molise per spostarci più a nord, in Alto Adige.

Qui l’impasto perde la sua intrinseca dolcezza divenendo più neutro, ma decisamente più spumoso grazie alle uova montate: perfetto per essere servito con abbondante zucchero a velo e marmellata.

Gli Strauben sono dolcetti a forma di chiocciola piuttosto scenografici nella loro presentazione e preparazione grazie a quel movimento rotatorio che fa subito festa.

Vengono serviti in moltissime feste e sagre (non solo a carnevale) e han seguito i loro inventori bavaresi nelle emigrazioni del passato tanto che negli Stati Uniti e in Australia sono chiamati Funnel cake e cucinati, come tradizione vuole, durante le feste.

Provateli con una tazza fumante di tè nero ai frutti di bosco come il Santa Berry, tè aromatizzato dalle note natalizie, ma non solo.

Alba consiglia in abbinamento un Alto Adige Moscato Rosa, vino dolce, dagli eleganti sentori di piccole bacche di sottobosco, fresco e dal finale di buona persistenza.

Valeria

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Cunchiell molisane (chiacchiere di Carnevale)

C’è già aria di Carnevale. Ho dato un’occhiata al calendario: quest’anno si parte il 4 febbraio col giovedì grasso e si chiude il 9 febbraio col martedì grasso.

E come ogni anno sale la voglia di far baldoria, banchettare e mascherarsi, insomma viene evocata quell’attitudine che ricorda gli antichi Saturnali romani che esaltavano l’età dell’oro, dell’abbondanza e dell’uguaglianza.

Immancabili protagonisti di questi giorni pieni di allegria sono le “chiacchiere” i dolci fritti più popolari del Carnevale. Percorrendo un itinerario goloso attraverso le regioni italiane scopriamo innumerevoli nomi che indicano queste friabili e zuccherose bontà. Chiacchiere, cenci, frappe, frappole, bugie, crostoli … tanti modi per racchiudere pochi semplici ingredienti modellati in forme tradizionali da tuffare nell’olio bollente per trasformarsi in croccanti delizie.

Nel Molise le chiamano in dialetto “cunchiell” e quando io ero piccola ricordo l’uso dello strutto sia nell’impasto al posto del burro così come per friggere al posto dell’olio di semi.

Lo strutto è stato per un lungo periodo demonizzato, sostituito con orribili margarine, messo al bando quasi fino a scomparire. Fortunatamente dopo anni di contenzioso si è arrivati alla piena assoluzione: non è un grasso totalmente saturo, lo è solo per 1/3, meno quindi del burro.

Se trovate uno strutto di buona qualità dal vostro macellaio di fiducia o da un contadino che alleva maiali provate a sostituirlo negli impasti, otterrete dei dolci lievitati meglio, una pasta frolla particolarmente friabile e delle fritture leggere e croccantissime. Provate e mi direte 😉

Suggerisco in abbinamento un calice di Moscato Passito di Baselice, vino dolce, succoso ma non stucchevole, bilanciato da una vena di fresca acidità minerale; buona la persistenza gusto-olfattiva.

Valeria suggerisce di gustarle con una tazza di Ceylon, tè che ricorda le note maltate degli Assam, ma decisamente più leggero e beverino.

Alba

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Sformato di zucca e fagioli bianchi alla grappa

La zucca è uno degli ingredienti principe dei menù di Halloween sia per la sua simbologia sia perché è di stagione.
In questa prima ricetta per iniziare il nostro menù vegetariano, la zucca si trasforma in un invitante e saporito sformato dalle note aromatiche che mi ricordano il ponente ligure e le sue paste fritte, ma con una sferzata data dalla grappa.

Accompagnate questi quadratini di sformato ad una tazza di Darjeeling G.F.O.P., che con le sue note leggermente astringenti ben contrasta la dolcezza del piatto.
Alba consiglia un Colli Berici Garganega, vino bianco fresco, minerale, dal piacevole retrogusto ammandorlato.

Valeria

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