Île flottante

Passioni da Bere nasce esattamente quattro anni fa in coincidenza con l’equinozio di primavera.

È un progetto fortemente voluto e coltivato con dedizione, un progetto a mio avviso pieno di fascino e che in occasione del compleanno merita di essere celebrato con un dessert che ne rappresenti in qualche modo la bellezza.

Uova, zucchero e latte. Bastano davvero questi tre semplici ingredienti per creare la magia di un dolce al cucchiaio molto femminile che si compone di soffici quenelle adagiate su un letto di crema inglese. Delizioso, facile, d’effetto.

Nei ricettari francesi, questa delicata meringa che galleggia sulla crème anglaise, una crema priva di farina, si trova spesso alla voce œufs à la neige, uova alla neve.

Vi invito dunque a provare questa nuvola morbida e spumosa decorata con caramello e scaglie di mandorle in abbinamento ad un Moscato Passito di Pantelleria, dal gusto dolce e carezzevole, ben bilanciato da una vena di freschezza e sapidità con una scia minerale e ritorni ammandorlati.

Valeria suggerisce invece una tazza di Dragon Pearl, delicato tè profumato al gelsomino, che completa il panorama gustativo del piatto.

Alba

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Torta di riso bolognese (o degli Addobbi)

Ormai da qualche anno gravito nella zona di Bologna un po’ per lavoro, un po’ per il cuore, ma finalmente ho fatto il passo del cambio residenza e con il mio ragazzo ci siamo trasferiti in una mansardina del comune di Budrio. 🙂

Uno dei dolci simili, ma completamente diversi che ho potuto apprezzare qui è la Torta degli Addobbi: una torta di riso ricca e decisamente dolce che si discosta molto dalla torta di riso ligure che vi avevo proposto qualche tempo fa.

Il suo nome particolare deriva dal fatto che veniva preparata durante la Processione del Corpus Domini, dove sia la chiesa coinvolta sia le case sul percorso della processione venivano addobbate a festa. Era anche un modo per far visita a parenti, amici e vicini, visitando la casa adornata e gustando i pezzetti di torta di riso messi a disposizione degli ospiti con dei pratici stuzzicadenti.

La ricetta deriva dall’Accademia italiana di cucina con qualche variante.

Gustatela con una bella tazza di Darjeeling second flush, le cui note mandorlate e leggermente astringenti ben si sposano con il ricco sapore del dolce.

Alba propone in abbinamento un Albana di Romagna passito, vino dolce e avvolgente al palato, equilibrato da una verve fresca e minerale.

Valeria

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Buchteln con frutta e miele – ovverosia quando il Danubio era dolce –

Il Danubio è una preparazione a base di pasta lievitata tipica della cucina napoletana, in genere lo si può trovare nella sua versione salata ripieno di formaggio e prosciutto, ma da Scaturchio la versione dolce è anche in voga.

In realtà la sua origine è nell’Europa dell’est, più precisamente nella Repubblica Ceca, dove è un dolce delizioso ripieno di confettura e servito caldo con una salsa alla vaniglia.

La sua particolare forma lo rende perfetto per una porzionatura pratica e indolore: le varie parti si staccano con una leggera pressione.

Qui troverete una versione con una pasta molto simile a dei panini al latte e ripiena di frutta in pezzi, miele e mandorle.

Suggerisco di abbinare questi deliziosi dolcetti ad un Darjeeling Castleton – SFTGFOP1, tè nero indiano perfetto con il loro ripieno.

Alba propone in abbinamento un Alto Adige Moscato Giallo Dolce, vino dal bouquet tipicamente aromatico. Al sorso è fresco, piacevolmente sapido, mai stucchevole.

Valeria

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Pan brioche salato con mandorle e bacche di Goji

La prima volta che ho assaggiato le bacche di Goji ero in un ricercato ristorante cinese al centro di Roma, il Green T.

Il solerte sommelier in sala mi spiegò che provengono da un arbusto selvatico della Mongolia e che sono considerate il frutto della longevità.

Incuriosita da questo nuovo sapore, da queste piccole bacche essiccate e dolciastre, ho scoperto che oltre ad essere estremamente versatili in cucina sono fonte di una miriade di sostanze nutritive, ricche di antiossidanti, di acidi grassi essenziali, di flavonoidi e di vitamina C. Praticamente una panacea per rinforzare le difese immunitarie.

Acquistate nel meraviglioso baillame di Piazza Vittorio, ho iniziato a consumarle aggiunte allo yogurt per poi spingermi verso sperimentazioni più ardite sia zuccherate che salate.

È di fatto un ingrediente diffuso nelle ricette asiatiche, dai risotti, alle carni, ai crostacei fino ai dessert e ai succhi.

Quella che propongo oggi è una semplice base di pan brioche salata arricchita da una manciata di mandorle e impreziosita dal gusto particolare di questi frutti, gusto ibrido che si avvicina ad una sorta di incrocio tra l’aspro e il dolce della fragola e del lampone.

Se come me avete voglia di giocare coi contrasti mettetevi alla prova con questo piatto, sfizioso come antipasto e piacevole se servito a colazione con una tazza di tè o con un aromatico caffè.

Consiglio di accompagnare con un calice di Alto Adige Sauvignon, vino bianco abbastanza morbido ma ben sostenuto da una verve fresco-sapida che esalta l’accennata tendenza dolce di questo pan brioche.

Valeria propone un Grand Yunnan, tè rosso cinese che esalta il gusto delle mandorle e si sposa bene con la nota fruttata delle bacche.

 

Alba

 

 

Pan brioche salato con mandorle e bacche di Goji
Pan brioche salato con mandorle e bacche di Goji

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