Shakshouka (Uova in Purgatorio)

13071951_10209151038471239_8241094327789055675_oLa shakshouka è un piatto a base di uova di origine nord-africana che, grazie alle varie immigrazioni specie ebraiche, ha conosciuto una notevole fortuna sulle tavole di tutto il mondo. Il suo nome originale significa mistura, mentre in Italia è denominato “Uova in Purgatorio” o, come a volte viene tradotto malamente in inglese, “Eggs in Hell”.

La ricetta è semplice e gustosa e consiste in uova cotte in un sugo ristretto e speziato. Normalmente è un piatto conviviale poiché cucinato in un’unica grande pentola da cui tutti mangiano assieme, ma ho optato per una soluzione più in linea con le nostre abitudini e scelto di preparare delle porzioni monodose. Io ho aggiunto un po’ di paprika forte per dargli quel piccantino piacevole di fondo, ma se lo preferite più “forte” potete aggiungere del peperoncino e del cumino.

Se non siete uomini e donne da scarpetta allora non pensate nemmeno di prepararla: la shakshouka va accompagnata da generose fette di pane o da pita da intingere nel sugo e per deliziarsi del tuorlo cremoso.

E’ un piatto perfetto per pranzo, ma viene usato anche come ricca colazione o per il brunch, magari in stile vegetariano; ne esistono anche varianti in verde (senza pomodoro e con gli spinaci) e varianti vegane (con il tofu o l’avocado al posto delle uova).

Abbinatelo a un bicchiere o a una tazza di English Breakfast (in questa stagione meglio freddo) per esaltare il gusto delle uova e sostenere la ricchezza del piatto.

Alba propone in abbinamento un Frascati Superiore, vino bianco morbido ben bilanciato da freschezza e misurata sapidità. Di buona persistenza.

Valeria

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La salada nissarda – La niçoise

Dopo i fatti di Nizza del 14 Luglio sono stata indecisa su cosa proporre come ricetta su Passioni da Bere dopo la settimana di silenzio che abbiamo voluto osservare, poi ho deciso che un omaggio a questa città, alla sua vera anima, andava fatto proponendovi la vera ricetta dell’insalata niçoise e un po’ di storia.

Il nome di Nizza (Nice) probabilmente deriva dal greco “vittoria” ed è una città antica dalla storia turbolenta come ogni città di mare: la sua cronologia è strettamente legata a quella dell’Estremo Ponente Ligure condividendone gioie e dolori e influenzando profondamente la tradizione locale.
L’appartenenza così stretta alla tradizione e storia italiana può essere banalmente osservata nel fatto che la promenade des Anglais (luogo della strage del 14 Luglio) fu costruita sotto il regno di Carlo Alberto di Savoia, che Nizza è il luogo di nascita di Garibaldi e che il dialetto e la cucina tradizionale sono praticamente uguali a quelli liguri (in particolare fino a Sanremo). Perfino i cognomi sono simili, ma francesizzati dalla campagna “nazionalistica” del dopoguerra.
Una zona liminare Franco-Italiana allora che, paradossalmente, ha cercato in tutti i modi di autodeterminarsi dando vita a scontri culturali indegni e rendendo il confine di Ventimiglia uno dei pochi NON bilingue ufficialmente.

Tornando alla cucina vi si possono ritrovare piatti “tipici” come la farinata di ceci, la torta di bietole, le verdure ripiene, la focaccia con le cipolle e le acciughe, i fiori di zucca fritti, la bagna cauda (sì, proprio quella!), la ratatouille, il coniglio con le olive, ravioli, zuppe di pesce e la famosa insalata niçoise.

DSCN6249La niçoise è famosa in tutto il mondo per essere composta da sapori netti e con verdure crude (come il pomodoro), cotte (fagiolini e patate) e fonti proteiniche come l’uovo sodo, il tonno e le acciughe…ecco…non vorrei dirvelo…maaaa…a Nizza non si fa così! 🙂
La storia in particolare dei fagiolini e delle patate lascia perplessi, calcolate che la niçoise è un po come il Condiglione ligure di cui vi ho già parlato: un tripudio di sapori di stagione rigorosamente crudi!
La cosa divertente è che noi diciamo ai nizzardi “nella niçoise vanno i fagiolini e le patate”, loro lo dicono per il condiglione! Personalmente li preferisco nella pasta al pesto e ho risolto il problema. 😉
Quindi niente patate e fagiolini, ma verdure di stagione che variano se la si prepara in primavera o estate: un’aggiunta tutta primaverile sono delle fettine di carciofo viola crudo e delle fave fresche.

DSCN6248Personalmente ho deciso di proporvi una versione “ricca” includendo il letto di verdura, le rondelle di cetriolo e non scegliendo tra tonno e acciughe. Una delizia anche da portarsi dietro: scegliete una bella pagnotta da circa 15-20cm di diametro, apritela a metà, togliete la mollica, insaporitela con l’aglio e un filino di aceto come fosse una insalatiera, riempitela di niçoise, chiudete, avvolgete il tutto nella pellicola (il pane si impregnerà dei liquidi dell’insalata) e portatevela dietro come pranzo al sacco dopo una bella passeggiata sul lungo mare.

Abbinate questa insalata a un bel bicchiere di tè verde all’arancia e frutta tropicale, preparato freddo, per godervi il gusto dell’Estate.

Per questa stuzzicante insalata, Alba consiglia in abbinamento uno Chardonnay del Friuli, vino bianco leggero, di vivace freschezza e piacevolissima scia sapida.

Valeria

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Friggitelli ripieni alla caprese

Dopo il successo dei cliccatissimi friggitelli coi pomodorini proposti la scorsa estate, ho pensato di riproporre quello stesso stuzzicante sapore in un’altra versione che invita a spingersi a sud e a scendere in spiaggia.

Da un peperoncino verde non ci si aspetta tanta dolcezza e invece si resta meravigliosamente rapiti al primo assaggio.

Li ho farciti con gli ingredienti di una fresca insalata caprese che profuma di basilico e origano.

Sono deliziosi anche freddi perché se preparati in anticipo le componenti del ripieno si legano in un intreccio di gusto perfetto e irresistibile.

Per semplificarvi la vita vi consiglio di scegliere dei friggitelli il più dritti possibile perché molto più semplici da riempire.

Suggerisco in abbinamento un Locorotondo, vino bianco delicatamente morbido, immediato, fresco e con accenni sapidi.

Valeria invece propone un Ceylon Watawala BIO Verde: versione “green” del più conosciuto Ceylon, esalta la dolcezza del peperone ed asciuga la bocca dall’untuosità della cottura.

Alba

friggitelli ripieni alla caprese
friggitelli ripieni alla caprese

Ingredienti
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Friggitelli coi pomodorini

I friggitelli (da non confondersi con le cime di rapa “friarielli”), sono una tipologia di peperoni piccoli e dolci completamente verdi o screziati di rosso, la cui forma ricorda quella del peperoncino. Sono originari della Campania e, come evoca il nome, si prestano ad essere fritti.

Io li adoro, sanno di orto e di estate. Ogni volta che la cucina si riempie del profumo di questo piatto semplice e gustoso mi torna in mente quando da bambina li mangiavo a casa di mia nonna. Oggi li propongo come contorno, ma sono anche un ottimo condimento per la pasta.

Ho abbinato a questo piatto di peperoni cosi’ dolci e saporiti al tempo stesso, un Bardolino Chiaretto Classico, un vino rosato morbido e piacevolmente fresco.

Valeria invece propone un Ceylon Watawala BIO Verde: versione “green” del più conosciuto Ceylon, esalta il sapore del peperone e del pomodorino, lasciando la bocca “sgrassata” dal fritto.

Alba

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