Okonomiyaki – Pancake di cavolo cappuccio

Chi, come me, è cresciuta a suon di anime giapponesi sa sicuramente di cosa stiamo parlando: una delle specialità più note di Osaka che ha come pregio indiscusso la possibilità di essere personalizzata moltissimo.

Il papà di Licia, Ukyo di Ranma 1/2 e tanti altri ci hanno fatto vedere queste deliziose frittelle di cavolo a cui si possono aggiungere moltissimi ingredienti tra cui uova all’occhio di bue, gamberetti, spaghettini yakisoba e quello che più ci piace.

Qui ho voluto presentarvi una versione decisamente basica che, dopo aver fatto un po’ di pratica, potrete arricchire ulteriormente.

In Giappone esistono ristoranti specializzati in questo piatto che può essere preparato da un addetto oppure direttamente dai commensali su delle grandi piastre a bordo tavolo, in Italia fino a pochi anni fa o si riusciva a trovare un ristorante giapponese che avesse inserito gli okonomiyaki in menù o si decideva di far da soli. Fortunatamente le cose stanno cambiando: un esempio è il ristorante Maido aperto a Milano nel 2014 nell’ambito del progetto #seguilabocca specializzato in okonomiyaki e altre delizie.

Alcuni ingredienti, devo ammetterlo, sono un po’ difficili da reperire, ma acquistando in internet potreste risolvere molti dei vostri problemi.

Preparatevi una bella tazza di tè Bancha e scaldate le piastre.

Alba propone in abbinamento un Franciacorta Satèn, vino morbido dalla trama di vibrante freschezza e avvolgente scia sapida, lucente nel perlage dal tratto cremoso.

Valeria

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Rustici con crema ai funghi e pomodori secchi

A volte ci sono delle serate inaspettate con degli amici, oppure delle giornate talmente piene che riuscire a preparare qualcosa di facile e relativamente veloce è impossibile.

Questi rustici si basano sull’assioma che anche con poco e con le derrate alimentari di emergenza, si possa preparare qualcosa di gustoso e saporito.

Queste barchette burrose racchiudono un segreto cremoso e sanno di gite in montagna e vita all’aria aperta.

Gustatele assieme ad una buona tazza di Darjeeling Castleton – SFTGFOP1, tè nero indiano fresco e profumato.

Alba suggerisce un Franciacorta Saten, spumante dal fine perlage. All’assaggio è fresco e agrumato, il finale appagante.

Valeria

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