Zuppa di cipolla in crosta di pasta sfoglia

Ricca, calda e densa. La zuppa di cipolle è un piatto umile, povero e assai diffuso nelle cucine tradizionali.

Tuttavia con l’aggiunta generosa di formaggio si trasforma in un piatto molto saporito.

La versione che ho realizzato è infatti carica di gusto, d’ispirazione francese ma naturalizzata valdostana per via della fontina 🙂

Servita nei bistrot in cocotte di ceramica monoporzione, la soup à l’oignon, si presenta come una portata essenziale ed elegante.

Solitamente la ricetta d’oltralpe prevede il brodo di pollo, il formaggio gruyère e le fette di baguette.

Andando incontro alla primavera e ai gusti dei nostri fan vegetariani, ho preferito un brodo di verdure leggero per bilanciare il già ricco contenuto di grassi.

La cipolla, oltre a donare un sapore dolce e vellutato a questa zuppa, contiene la quercetina ed altre importanti sostanze come la vitamina k che rafforzano l’apparato scheletrico, riducono la perdita di minerali come il calcio e vanno a stimolare gli osteoblasti (le cellule costruttrici delle ossa).

In Francia troverete questa zuppa come antipasto, come entrée, ma essendo un piatto così succulento e corposo potreste pensare di servirla come portata principale.

Consiglio in abbinamento un vino territoriale che regoli la grassezza burrosa della sfoglia e del formaggio, un Blanc de Morgex et de la Salle Metodo Classico Brut, spumante fresco e citrino con una piacevolissima chiusura salina sassosa.

Per questa zuppa in crosta dalle delicate note vegetali, Valeria consiglia una tazza di Ceylon Nuwara Eliya, tè nero leggero ma con carattere.

Alba

zuppa di cipolle in crosta

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Saccottini di verza al tonno con fontina

Ho annoverato nel mio personalissimo elenco dei piccoli piaceri, quelli che l’antropologa Francoise Héritier chiama “il sale della vita”, il mondare la verza.

L’ho fatto perché questi gesti hanno una grazia ovattata che evoca, come in un déjà-vu, una cucina povera e antica..il torsolo tagliato alla base e poi il suono delle foglie strappate che crocchiano sembrano preannunciare il profumo di una zuppa bollente, di un sapore perduto e carico di nostalgia.

Cruda, tagliata a striscioline, sbollentata, cotta in saporite minestre, ingrediente che dà carattere alle quiche o ai pizzoccheri, la verza saprà regalarvi gustosi momenti a tavola.

Ma torniamo alla ricetta di oggi, un piatto unico sicuramente moderno e veloce da realizzare.

Con le sue fogli scure, increspate e frastagliate, la verza, uno degli ortaggi simbolo dell’inverno, è ricca di antiossidanti, sali minerali e vitamina C.

Per non vanificare i benefici dei suoi preziosi nutrienti ho scelto una tecnica di cottura tra le più salutari, quella al vapore.

Suggerisco in abbinamento un Colli Berici Garganega, vino bianco fresco e vivacemente minerale con un piacevole retrogusto di mandorla.

Valeria suggerisce di servirli abbinandoli a un bicchiere di tè Darjeeling G.F.O.P. freddo.

Alba

saccottini di verza

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Carciofi ripieni di pane

Ho voluto dare il benvenuto alla primavera con una ricetta scovata nel mio primo quadernetto di cucina.

Una ricetta che mi riporta ai profumi di casa e di pane.

Una ricetta che accomuna i miei ricordi a quelli della mia amica Squinzi, entrambe inebriate da piatti come questi, di cucina povera ma incredibilmente gustosa, cibi accoglienti come una madre.

Io adoro i carciofi “in tutte le loro manifestazioni”, fritti, in umido, crudi all’insalata.

Ma lo scrigno che propongo oggi non ha rivali, è semplicemente una vera delizia.

Una ricetta semplicissima ma ricca di sapori meravigliosamente contrastanti: il gusto deciso delle foglie tenere, la morbidezza del ripieno fino alla cremosa scioglievolezza del formaggio.

Ho adoperato le mammole, una varietà di carciofi non spinosi, tondi, compatti, con foglie carnose e gustose.

Consiglio di accompagnare questo piatto semplice ma gustosissimo con un A.A. Gewurztraminer, vino bianco aromatico morbido, di buona struttura, equilibrato da una sottile e piacevole freschezza.

Valeria invece propone un bicchiere di Tè all’arancia e cardamomo, miscela fresca e speziata che servito freddo richiama le giornate di bel tempo.

Alba

carciofi ripieni

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Quiche di fave, piselli e cipollotti

Sfumature di verde, questo il colore naturale che ispira la ricetta di oggi.

Un colore tipicamente di questa stagione che mi riporta a venerdì scorso, la giornata del 25 aprile passata all’aria aperta, nel tepore del sole, al Parco degli Acquedotti tra bancarelle bio, pranzo sociale e musica balcanica tra le chiacchiere e le risate degli amici.

La voglia del momento è quella di avere un orto, di appoggiare la zappetta e stendermi a terra col naso rivolto all’insù per scorgere nelle forme delle nuvole storie disordinate di volti e personaggi nati dalla mia attitudine a immaginare l’inesistente.

Ed è forse quello che mi riesce meglio: vedere in strutture amorfe, nuvole, cortecce degli alberi, muri scrostati, macchie di umidità…. ciò che non c’è.

Ho abbinato a questa torta salata caratterizzata da una buona aromaticità, grassezza, tendenza dolce e una sottilissima vena amarognola, un COF Sauvignon, vino bianco fresco, sapido e delicatamente morbido.

Valeria invece opta per un Gyokuro, tè verde giapponese dal gusto dolce ed erbaceo.

Alba

Quiche di fave, piselli e cipollotti - Foto di Walter Romano
Quiche di fave, piselli e cipollotti – Foto di Walter Romano

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