Tagliatelle di grano saraceno con verdure saltate e scaglie di pecorino toscano

La farina di grano saraceno è un ingrediente chiave della cucina gluten free, inoltre essendo molto digeribile e conferendo agli impasti un aspetto naturalmente grezzo, rappresenta una scelta sempre più diffusa anche per chi non soffre di celiachia o di intolleranza al glutine.

Sebbene molti pensino che il grano saraceno sia un cereale, in realtà è una pianta erbacea, un lontano parente del rabarbaro, che non appartiene alla famiglia delle Graminee.

Il suo impiego nella cucina italiana è noto soprattutto per la polenta taragna e per i pizzoccheri della Valtellina, una pasta tradizionale ricavata dalla mescolanza tra la farina di grano saraceno e da quella di frumento.

Come sappiamo, il glutine è una proteina collante che fa in modo che nell’impasto l’acqua si leghi rendendo il composto più elastico. Per questa ragione è necessario trovare qualcosa che sostituisca, nel caso specifico della pasta fatta in casa, la farina di frumento.

Oltre alla farina di grano saraceno, che è priva di glutine, sono necessari dunque anche una parte di amido e una sostanza agglutinante.

La scelta dell’amido è ricaduta sulla farina di riso, un prodotto meraviglioso che dona consistenza e corpo agli impasti. Grazie al sapore neutro e delicato si sposa con varie preparazioni sia dolci che salate.

Come agglutinante ho optato per le uova che com’è noto rappresentano un eccellente legante naturale e conferiscono la giusta umidità.

Propongo in abbinamento un Frascati Superiore, vino bianco dal sorso affilato, fresco, esaltato dalla tipica matrice sapido-agrumata.

Valeria propone invece una tazza di Butterfly of Taiwan, oolong particolarmente ossidato dal carattere che ricorda il tè nero, ma con una piacevole dolcezza e una nota pastosa.

Alba

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Crespella bretone alla farina di grano saraceno – (La galette complète)

Febbraio è il mese delle crepe!

Sarà che sono tradizionali per festeggiare la Candelora, sarà che sono romantiche, golose e peccaminose se farcite di ingredienti calorici, sarà che il loro bordo crespo ricorda il Carnevale: insomma a Febbraio una ricetta di crepe ci sta tutta. 🙂

In Bretagna si distinguono le crespelle dolci chiamate appunto crêpe da quelle salate chiamate galette, anche la pastella è diversa specie nell’uso della farina: nelle galette è al 100% farina di grano saraceno.

L’utilizzo di questa farina dona un gusto più ruvido e un colore nero alla crespella, senza contare che è senza glutine, inoltre la ricetta originale prevede solo acqua e sale come altri ingredienti.

Purtroppo rende anche meno elastica la crespella facendo alzare la difficoltà di esecuzione data la probabilità di rompere il sottile lenzuolo durante la manipolazione.

Così, visto il ripieno previsto, mi sono fatta pochi scrupoli ad aggiungere un uovo alla pastella per renderla meno rigida e più malleabile, ma la difficoltà comunque rimane.

Alcune raccomandazioni potrebbero esservi utili:

  • se non siete i fortunati possessori di una piastra da crepe cercate di usare padelle il più piatte possibile (la presenza del bordo sarà un po’ un ostacolo),
  • più che mai fate in modo che la piastra sia ben calda e ben unta ogni volta che fate una crespella (l’impasto è più denso e tende a solidificarsi più in fretta),
  • se non avete una spatola stendi pastella (è un aggeggio a forma di T) cercate di essere molto veloci nell’inclinare la padella per uniformare la superficie,
  • se volete creare una ricetta totalmente senza glutine sostituite il prosciutto cotto con quello crudo.

Farcita con emmental, prosciutto e uovo questo tipo di crespella viene denominata “completa” e affiancata da un piatto di insalata con i pomodori o una padellata di funghi e cipolle è un pasto unico.

Le uova tradizionalmente vengono versate crude sulle galette e cotte con il calore della piastra, ma per una maggiore sicurezza o preferito prepararle precedentemente all’occhio di bue.

Abbinate questa galette a una tazza di Keemun, tè rosso cinese dal leggero gusto affumicato e di rosa che ben si abbina alla ricca farcitura.

Alba propone in abbinamento un Trento Brut, spumante dall’attacco morbido ma sapido, accento fresco e chiusura mandorlata.

Valeria

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Filetti di orata con contorno di crocchette di miglio

A volte capita che per intolleranze o altre malattie non si possano mangiare alcune cose, così si cerca sempre di palliare inventandosi nuove ricette o buttandosi sui cibi preferiti consentiti.

A mia madre piace molto il pesce ed oggi in suo onore le ho preparato un piatto forse non molto speziato, ma decisamente saporito e che incontra in pieno i suoi gusti.

Ho deciso di abbinarlo ad un tè verde giapponese semplice, senza tanti fronzoli e che esalta il gusto del pesce: un Sencha.

Alba propone in abbinamento un Riviera Ligure di Ponente Pigato vino bianco fresco, supportato da una buona componente di morbidezza e da una delicata scia sapida.

Valeria

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