Castagnaccio con ricotta e uvetta

In Italia ci sono molte varietà di castagne che hanno ottenuto i marchi Dop (denominazione di origine protetta) e Igp (indicazione geografica protetta). Tra queste oggi voglio citare la Castagna del Monte Amiata Igp, quella da cui è stata ricavata la farina per questo goloso castagnaccio.

Sto trascorrendo il fine settimana a Piancastagnaio (SI) in occasione della 50esima edizione del Castratone, una sagra delle castagne che prende i partecipanti per la gola con piatti tipici, odore di caldarroste e cantine aperte disposte lungo un percorso suggestivo.

In passato le castagne erano fonte di sostentamento: venivano essiccate e trasformate in una farina molto nutriente ricca di zuccheri, proteine e sali minerali.

Le castagne raccolte nei boschi vengono anche cotte in acqua bollente con l’alloro e il finocchietto, da mordere ancora calde oppure vengono lessate, sbucciate e trasformate in confettura.

E a proposito di golosità, a riprova che le cose semplici sono deliziose, vi propongo questo castagnaccio arricchito con la ricotta e lo zucchero, una merenda generosa e naturale.

Consiglio in abbinamento un Vinsanto del Chianti Classico, vino dolce riequilibrato dal contrappunto acido e sapido con chiusura voluttuosa di mandorle e frutta candita. Lunga la persistenza.

Per questa sorta di cremosa e aromatica cheesecake, Valeria propone una tazza di Darjeeling, tè nero indiano dai toni autunnali che ben sostiene il gusto del latticino.

Alba

castagnaccio-con-ricottaIngredienti

  • 250 ml di farina di castagne
  • 50 grammi di uvetta
  • 300 ml di latte
  • 350 grammi di ricotta di pecora
  • 100 grammi di zucchero
  • buccia di limone non trattato
  • olio extravergine d’oliva
  • sale

Fate ammollare l’uvetta in una ciotola con acqua tiepida per circa 10 minuti.

Setacciate la farina di castagne e raccoglietela in una ciotola capiente, unite 1 cucchiaio d’olio, un pizzico di sale e il latte tiepido.

Lavorate il composto con una frusta fino a ottenere una pastella fluida e senza grumi.

Montate la ricotta con lo zucchero e la buccia di limone grattugiata in modo da ottenere una consistenza cremosa.

Bagnate e strizzate un foglio di carta forno e foderatevi una teglia. Quindi, usando un pennello da cucina, ungetela con l’olio extravergine: in questo modo il castagnaccio non si attaccherà.

Versate la pastella di farina di castagne nella teglia, livellatela con un cucchiaio, a uno spessore di circa 1 cm e distribuitevi sopra l’uvetta scolata e asciugata.

Stendete la crema di ricotta sul composto di castagne e livellate la superficie con una spatola, quindi irrorate con un filo d’olio extravergine.

Fate cuocere in forno già caldo a 180° per circa 45 minuti.

Togliete dal forno, lasciate raffreddare e servite a fette.

Polpettine all’agro

In questo clima di “risveglio e senso di colpa” che moltissimi avranno dopo gli eccessi festivi, le ricerche su internet si sono impennate su piatti salutari, diete disintossicanti e magari estreme che (ditemi se sbaglio) vi stanno facendo patire la fame, innervosire e scoraggiare: beh, mi sembra logico!
Si è passati da assumere le calorie per una squadra di calcio accompagnate dal movimento pari al sollevamento della forchetta o dello scartare dei torroncini, all’annusare qualche caloria e a spaccarsi di lavoro e palestra. Ovviamente il vostro corpo ha subito un piccolo shock.

La soluzione è ritornare alla normalità gradualmente: aumentando il consumo di verdure e di frutta, diminuendo i dolci e facendo una moderata attività fisica…insomma una vita un po’ più sana.

(P.s.: Non sono né una dietologa, né una dietista e non vi conosco uno per uno quindi se volete veramente iniziare a preoccuparvi della prova costume senza finire a fare la fame dopo Pasqua, il mio consiglio è di farvi prescrivere una bella visita da un nutrizionista e pianificare con lui una dieta a lungo termine che tenga conto di Carnevale e Pasqua, della vostra struttura fisica e del moto che realmente fate: il tutto condito con una buona dose di volontà! 😉 )

Queste polpettine sono oleose e condite, ma se consumate con moderazione e affiancate da un bel piatto di verdure o funghi, sono una gustosissima idea.

Provate ad abbinarle ad una tazza di Nilgiri, tè nero indiano che ben si sposa con il gusto leggermente “limonoso” della preparazione.

Alba propone in abbinamento un Barbera d’Alba, vino rosso caldo, sorretto da una sinergia fresco-sapida tesa e tannini fitti e fini. Piacevoli ritorni aromatici.

Valeria

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Crespelle di farina di castagne con taleggio e speck

L’odore dolciastro e fumoso delle caldarroste, il cartoccio a cono dei venditori ambulanti, le mani nere dopo averle sbucciate, sono segni di benvenuto all’autunno.

Ogni volta mi scotto, non riesco ad aspettare che si freddino, non resisto, ma ne è sempre valsa la pena.

C’è da dire che le castagne sono buonissime non solo arrostite ma aprono un ventaglio di ricette dolci e salate spesso richiamo di antiche tradizioni.

Per il mio piatto cromatico ho scelto la farina ricavata da questo frutto meraviglioso per ottenere un bel color ambra scuro.

La farina di castagne si ottiene dalla macinazione delle castagne essiccate sul fuoco. È un ottimo alimento ricco di sali minerali e non contiene glutine, quindi può rappresentare una valida alternativa alla farina di grano per chi soffre di celiachia.

In questa ricetta, alla spiccata tendenza dolce della farina di castagne fa da contrasto una farcitura dal sapore deciso, un cuore caldo e filante che conquisterà al primo assaggio.

Vi consiglio di portare in tavola una bottiglia di Barbera d’Alba, vino rosso dal gusto fresco, sapido, dai richiami fruttati e dal finale intenso.

Valeria invece suggerisce di degustare queste crespelle con una tazza di Russian Caravan, tè intenso dalla leggerissima affumicatura che ben sostiene il carattere intenso della farcitura.

Alba

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Torta panna e castagne con salsa mou al cioccolato bianco

1 anno 02Oggi Passioni da Bere compie 1 Anno e per questo evento Alba ed io abbiamo deciso di creare una torta di compleanno dolce e voluttuosa che rispecchiasse bene il nostro affetto per questo progetto.

La scelta di utilizzare le violette candite rispecchia la mia passione per il loro connubio con  il gusto delle castagne, ma potrete optare per qualsiasi altro fiore edibile che vi rappresenti o che vi faccia sentire felici e primaverili.

Anche per le foto ho voluto cambiare un po’ e ringrazio Francesca e Vitto per avermi lasciato la loro cucina come location: è stato un pomeriggio divertente.

La cremosità e la dolcezza ben si sposano con un tè oolong dalle note floreali come l’Ha Li Shan, mentre per creare una piacevole armonia con questa torta dal gusto delicato ma aromatico Alba propone un calice di Recioto di Soave, vino dolce, morbido ma dotato di una verve fresco-sapida a bilanciarne la struttura. Lunga e persistente la scia finale. Bouquet olfattivo seducente.

Valeria

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Baci di Viola

I famosi baci di dama e i baci dorati sono specialità piemontesi ormai apprezzate su larga scala ed in qualche modo mi sono rifatta a loro nell’invenzione di questi biscottini.

I Baci di Viola nascono dall’incontro collaudato delle castagne con la violetta, rivisitato in chiave golosa: una vera coccola!

La farina di castagne utilizzata è stata acquistata ad una fiera agricola autunnale e il profumo è tanto intenso quanto delizioso.

La crema ganache al cioccolato bianco completa il quadro donando dolcezza e voluttuosità.

Il risultato è un biscotto ripieno di inaudita bontà che lascia a bocca aperta chiunque lo assaggi.

Provatelo accompagnato da un profumatissimo tè alla violetta, in un momento di relax, abbandonandovi al piacere di un bacio.

Alba suggerisce di accompagnare questo delizioso dolcetto con un Alto Adige Moscato Rosa, vino dolce che avvolge morbidamente il palato e richiama al gusto, fino al lungo finale, le sensazioni floreali e fruttate percepite all’olfatto.

Valeria

Baci di Viola

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Castagnaccio con le mele

I marroni e le castagne fanno indiscutibilmente autunno ed uno dei dolci che più incarna questa stagione è il castagnaccio.

Come ogni dolce antico, ne esistono mille versioni, che in genere possono essere ritrovate in tutto l’arco ligure e toscano.
Qui ve lo propongo senza zucchero, senza latte, senza semi di finocchio, senza rosmarino e senza cioccolato, ma con l’aggiunta di deliziosi tocchetti di mela di montagna.

Ottimo mangiato avidamente mentre si sta intiepidendo, per una presentazione più formale suggerisco di tagliarlo e servirlo freddo leggermente spolverato di zucchero a velo.

In abbinamento ho scelto un Darjeeling Oolong “Singbulli”, tè blu-verde dalla buona ossidazione e dal gusto inconfondibile.

Alba propone in abbinamento un Cagnina di Romagna, vino non dolcissimo e di media struttura.

Valeria

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