Barm Brack

Ecco un’altra ricetta tradizionale irlandese molto usata nel periodo di Halloween: il Barmbrack.

Il bairín breac è una pagnotta ricca di frutta secca (in genere uva sultanina e uva passa) che viene normalmente servita con il tè e del burro fresco. Durante le festività di Halloween si trasforma in una torta “divinatoria” grazie a degli oggetti simbolici nascosti al suo interno; il meccanismo è molto simile a tanti altri dolci usati in Europa per interrogare la sorte riguardo al destino per l’anno che sta per iniziare: ogni commensale riceve una fetta e al suo interno potrebbe trovare un anello (matrimonio in vista), un pisello secco (niente matrimonio per quest’anno), un bastoncino (matrimonio infelice o guai), un pezzetto di stoffa (povertà), una monetina (ricchezza) o una medaglietta votiva (il prendere i voti). Al giorno d’oggi è rimasta l’usanza di inserire solo l’anello avvolto in carta da forno.

Col tempo anche la consistenza è leggermente cambiata venendo più assimilato a una torta di frutta secca che a del pane vero e proprio.

Trovare una ricetta tradizionale non è facile così ho deciso di seguire quella riportata su un libricino intitolato “A Little Irish Cookbook” di John Murphy, apportando però qualche piccola modifica.

Di seguito la ricetta originale:

  • 1/2  cup lukewarm milk
  • 1 tsp sugar
  • 1 tsp fresh yeast
  • 12 cups plain flour tsp  mixed spice
  • pinch salt
  • 1 egg
  • 3 tbsp  butter
  • 2 cups mixed fruit (currants,  sultanas, raisins, candied  peel)
  • 2 tbsp  caster sugar

Cream the yeast and the sugar and allow to froth up in the milk, which should be at blood heat. Sieve the flour, caster sugar and spice and rub in the butter. Make a well in the centre and add the yeast mixture and the egg, beaten. Beat with a wooden spoon for about 10 minutes until a good dough forms. The fruit and the salt should be worked in by hand and the whole kneaded. Put in a warm bowl, cover and allow to rise in   a   warm place for about an hour until doubled in size. Knead lightly and place in a lightly-greased 7 in diameter cake tin and allow a further 30 minutes rising rime. Bake near the top of a pre-heated oven at 400°F for 45 minutes. On removing from the oven the brack can be glazed with a syrup made from 2 tsp sugar dissolved in 3 tsp boiling water.

Nella mia versione ho aggiunto solo uva passa e uva sultanina, sostituendo l’altra frutta con dei gherigli di noce e facendo rinvenire il tutto per una notte a bagno nel tè.

In realtà, anche se nella ricetta non c’è scritto, è una pratica comune usare il tè per rendere più succosa la frutta e addirittura c’è chi lo corregge con del whiskey irlandese o chi sostituisce il tutto con una birra Porter.

Infine il tè: io ho usato e abbinato un Irish breakfast, blend forte e di carattere, ma se non riusciste a trovarlo anche un buon Assam farà al caso vostro.

Per esaltare il sapore succoso della frutta, Alba propone un Brachetto, vino delicatamente dolce e aromatico, fresco e sapido.

Valeria

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Pane con farina di avena, succo di carote e semi di girasole

Variare vuol dire anche sperimentare buttandosi in sostituzioni a volte un po’ folli: è successo con questo pane che da già gustoso, ma tradizionale, è diventato un tripudio di gusto, quasi a essere un pasto esso stesso.

DSCN4930Il succo di carote, che io mi autoproduco con l’estrattore di succo, ma che è facilmente acquistabile anche nei negozi BIO o nei grandi supermercati, dona a questo pane oltre a un allegro color arancione, anche un gusto particolare ed erbaceo.

La farina di avena invece dona la trama compatta, che lo rende perfetto da tagliare, e un guizzo di proteine vegetali.

Infine l’energia dei semi di girasole, oltre alla loro croccantezza. 😉

Trovo che questo pane si sposi perfettamente con i piatti di verdure: sia così com’è che sotto forma di crostini; ma potete decidere anche di sperimentare, sfruttando la sua superficie compatta, spalmandolo di paté di olive o altre salse saporite.

Ho deciso di abbinare questo pane a un tè giapponese, ma dal sapore cinese: il Japan Yonkon che con le sue note erbacee, ma dolci ben si sposa con la complessità del preparato.

Alba propone in abbinamento un A.A. Sylvaner, vino bianco dal sorso cremoso cadenzato da sferzate acido-sapide ed un’eco di agrumi e minerali.

Valeria

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Blondies al cioccolato bianco e nocciole

Attenzione: questi dolcetti sono sconsigliati a chi soffre di colesterolo e glicemia alta.

Domenica 11 Maggio: Festa della Mamma e ultima ricetta del nostro picnic vegetariano.
Tra rose e prati, un dolcetto è sempre gradito, anche perché tra passeggiate e piccoli sport si bruciano un po’ di calorie.

Ebbene, questo dolce, di calorie ne ha una quantità indecente: i blondies infatti sono brownies che sostituiscono alla polvere di cacao, lo zucchero di canna.
Dal mio punto di vista si possono paragonare a delle caramelle al burro, appunto per questo anche nella loro madrepatria, l’America, famosa per non essere Light, vengono serviti accompagnati da altro in modo da spezzare l’intensa dolcezza.

In genere i blondies si cuociono in una teglia quadrata e poi si tagliano a quadratini, nel mio caso ho voluto porzionarli in forma di cuore da mangiare dividendoli con la propria mamma o con i propri figli.

Vi consiglio di non esagerare con il consumo: la loro dolcezza è esplosiva! Ma potete, volendo, conservarli per qualche giorno o addirittura congelarli.

Consiglio di accompagnare questi dolcetti con un Darjeeling Gopaldhara freddo, servito in bicchieri riempiti di spicchi di fragole fresche. La leggera astringenza del tè unita alla dolcezza acidula delle fragole fresche, contrasta con i blondies, armonizzandoli.

Per questi biscotti molto dolci ma dal gusto morbidamente aromatico del cioccolato bianco e delle nocciole, Alba propone un Erbaluce di Caluso Passito, vino dolce, dalla verve fresca, di discreta e fine mineralità.

Valeria

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Crostata di pistacchi, mela cotogna e rosa

Inizio Settembre 2012: improvvisa voglia di crostatine!
Mi aggiro per la cucina cercando ingredienti che appaghino questo desiderio e nel frattempo la mia mente assembla gusti e profumi che sanno di sole, di Sud e di storia: della farina di pistacchi, un barattolo di confettura di mela cotogna e dei profumatissimi petali di rosa.

Nasce così questa crostata, delicata e appagante, che porta in sé un po’ di storia siciliana con le sue dominazioni francesi e spagnole.

La farina di pistacchi, poi, è un vero must della cucina siciliana e purtroppo anche una sua esclusività: trovarla ad un prezzo decente fuori dai confini dell’isola è impresa ardua.
Un consiglio pratico: se proprio non la trovate, per questa preparazione potete usare anche i classici pistacchi, dovrete solo sbucciarli, lavare via la maggior parte del sale, asciugarli e tritarli. Ovviamente eliminate il pizzico di sale dalla ricetta. 😉

Ho rifatto altre volte questa delizia, sia con la farina di pistacchi sia con quelli salati, e in entrambe le versioni viene benissimo.

Potete farla monoporzione o creare una bellissima crostata decorata geometricamente o con rami di foglie di pasta frolla: la fantasia è l’unico limite.

Ho abbinato a questi dolci il Carezza Mattutina, tè verde con i boccioli di rosa profumato e rinfrescante, perfetto sia caldo che freddo.

Alba invece propone un Trentino Superiore Moscato Giallo Vendemmia Tardiva, vino dolce, beverino, dal tipico profumo varietale.

Valeria

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Whiskey Apple Pie

Le mele sono buonissime, specie se si ha la fortuna di poter avere un albero da cui raccoglierle, e la Apple pie è un caposaldo della tradizione nord-europea e, di conseguenza, americana.

Il principio è molto semplice: un involucro di pasta poco dolce, racchiude della mela cotta aromatizzata, il tutto senza uova.

La versione che vi  propongo è resa più adulta dalla presenza del whiskey: io ho usato quello irlandese, ma se preferite un whisky scozzese, orientatevi su un distillato leggero e delicato, con una chiusura leggermente affumicata, ed un profondo, dolce e morbido profumo di frutta.

Torta di mele e whiskey con questa accoppiata si sposa bene un tè Darjeeling: un connubio perfetto che esalterà il gusto dolce della preparazione.

Alba propone per questa torta di frolla dalla delicata aromaticità un Erbaluce di Caluso Passito, vino dolce, morbido ma equilibrato da un’ottima freschezza e che sul finale regala note di frutta secca tostata.

Valeria

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