Pasta e fagioli con zucca e bacon

C’erano una volta e…nonostante tutto ci sono ancora, non proprio famosi, parecchio bistrattati, ma ci sono!

Forse l’inizio è proprio questo, perché nel proporvi un primo piatto non mi sento molto americana, ma ho deciso che nel raccontarvi di questo “Scambio Colombiano” si dovesse partire da qualcosa di noto: nel medioevo la zucca e i fagioli erano noti e utilizzatissimi, ma c’è un ma…non erano questi!

Come a volte vi ho accennato la zucca conosciuta era la Lagenaria (un esempio è la zucca siciliana), mentre le mille specie che possiamo trovare oggi sui nostri banchi (tra cui anche la tipica di Halloween) discendono da quelle americane.

Stessa storia vale per i fagioli! Per secoli gli Europei, spesso nelle classi più povere, hanno trovato sostentamento nei fagioli del genere Vigna (i “Fagioli dall’occhio”), mentre ormai per noi, quando si parla di fagioli, ci si riferisce ai borlotti, ai bianchi di Spagna e a quelli di Lima tutti del genere Phaseolus che arrivò dal Nuovo Mondo e che soppiantò il Vigna grazie alla sua resistenza e sopratutto alla sua rendita.

Il Fagiolo di Spagna (Phaseolus coccineus) di cui esiste la famosa varietà Corona, originario dell’America centrale ha la particolarità di resistere meglio alle basse temperature dei suoi “fratelli”, ma prima che fosse impiegato come alimento fu impiegato come…pianta ornamentale! La spettacolarità dei suoi fiori, sia rossi che bianchi, infatti ne fece oggetto di collezione.

Infine per rimanere in tema ho voluto aggiungere un bel peperone rosso (sarà per il clima pazzerello, ma ancora resistono abbondanti sui banchi del mercato) e del peperoncino che, indovinate un po’, sono originari in tutto e per tutto del Nuovo Mondo.

Come abbinamento scegliete una tazza di Assam, tè nero indiano che con le sue note maltate sostiene il gusto del bacon e la cremosità finale del piatto.

Alba propone in abbinamento un Verdicchio dei Castelli di Jesi, vino bianco dal sorso avvolgente, morbido e di sapida mineralità.

Valeria

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La ricetta di un burger vegetariano per un #Planet5050 by 2030

Eccoci di nuovo alla nostra consueta ricetta “in rosa” per la Festa della Donna, uno spazio in cui lasciamo un po’ da parte l’aspetto prettamente culinario per parlare di un argomento che il più delle volte viene preso sottogamba gli altri 364 giorni e che molte delle pratiche quotidiane a cui siamo abituate non fanno che inasprire: la discriminazione e l’uguaglianza di genere.

Le donne hanno diritto al pieno e uguale godimento di tutti i loro diritti umani e di essere libere da ogni forma di discriminazione. Tuttavia, la discriminazione nei confronti delle donne persiste in molte aree, direttamente e indirettamente, attraverso le leggi, le politiche, le norme sociali, le pratiche e gli stereotipi di genere. L’uguaglianza di genere di fronte alla legge non significa necessariamente che le donne in pratica hanno pari opportunità.

Questa infografica delle Nazioni Unite dà un’occhiata più da vicino alle varie forme di discriminazione che le donne devono affrontare nel mondo (quindi anche da noi).
Infographic: Human rights of women

Mentre questa ci dà l’idea che l’uguaglianza di genere è ancora lontana.
Infographic: Gender equality – Where are we today?

La ricetta di oggi è volutamente “maschile” nell’aspetto, in quell’ottica in cui si vuole i pub e le paninoteche frequentate da uomini, “violenta” per quel coltello piantato come se nulla fosse ed “eccessiva” per quell’idea che le donne non possono e non devono mangiare, ma il tutto è in versione vegetariana… quasi un affronto allo stereotipo; gli ingredienti usati vengono quasi tutti da imprese femminili, dal commercio equo-solidale e dal BIO (per identificare le imprese femminili rivolgetevi ai commercianti o alla camera di commercio).

La ricetta della polpetta di barbabietola è tratta dritta dritta da Clea, autrice del blog Clea Cuisine.

Gli ingredienti sono per 6 panini, numero ideale da dividere tra amiche e amici o tra parenti, in una convivialità che esige l’aiuto in cucina, la condivisione e la discussione. Da bere potreste scegliere la classica birra Porter, o una tazza di Kukicha tostato, tè giapponese dal gusto forte e dolciastro con una delicata nota di caffè che ricorda il cioccolato fondente o , come consiglia Alba in abbinamento, un Sannio Falanghina, vino bianco dall’assaggio fresco, scorrevole e sapido in chiusura.

Valeria

veggie burger violence

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Sformato di zucca e fagioli bianchi alla grappa

La zucca è uno degli ingredienti principe dei menù di Halloween sia per la sua simbologia sia perché è di stagione.
In questa prima ricetta per iniziare il nostro menù vegetariano, la zucca si trasforma in un invitante e saporito sformato dalle note aromatiche che mi ricordano il ponente ligure e le sue paste fritte, ma con una sferzata data dalla grappa.

Accompagnate questi quadratini di sformato ad una tazza di Darjeeling G.F.O.P., che con le sue note leggermente astringenti ben contrasta la dolcezza del piatto.
Alba consiglia un Colli Berici Garganega, vino bianco fresco, minerale, dal piacevole retrogusto ammandorlato.

Valeria

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Fagioli neri alla Venezuelana – Caraotas negras

Il 12 Ottobre le mie amiche venezuelane italo-ispaniche Carolina e Cristina hanno dato, per la gioia dei commensali, un pranzo a base di specialità della loro terra.
In men che non si dica mi sono armata di curiosità, carta e penna lasciandomi istruire nelle ricette e nei sapori.

Quella che vi propongo oggi è la versione di Carolina di un piatto diffusissimo non solo in Venezuela, ma in quasi tutta l’America Latina e riproducibile abbastanza facilmente anche qui da noi: il Caraotas negras, ovverosia i fagioli neri.
Ricchi di sapore e speziati, ma non piccanti, i fagioli neri vengono consumati si potrebbe dire a qualsiasi ora del giorno, intrufolandosi nelle varie preparazioni.

L’Ají dulce è un peperoncino della specie Capsicum chinense di cui fa parte anche l’Habanero, ma a differenza del piccantissimo fratello, l’Ají dulce ha una piccantezza quasi nulla, lasciando solo una vena aromatica.
Se nella vostra città esistono negozi etnici e/o specializzati latinoamericani non dovrebbe essere difficile trovarli. Ají è un modo per dire peperoncino, quindi più che al nome affidatevi al fatto che non sia piccante.
In caso non riusciste a trovarli sostituiteli con dell’ottima paprika, non sarà tradizionale, ma sarà sicuramente gustoso.

Accompagnateli con una tazza di Assam first flush, tè nero indiano delicato ma deciso che ancora non ha la ricchezza degli Assam più famosi.

Alba propone in abbinamento un Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo, vino rosato fresco, vellutato e sapido, dall’eco fruttata.

Valeria

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Pasta e fagioli alla veneta

Giornata uggiosa d’inizio autunno. Ci vuole qualcosa di caldo e fumante.

La pasta e fagioli e’ per veri buongustai, un classico della tradizione, vanto della cucina povera recuperata e ingentilita.

Un tempo si usavano cotiche, lardo e ossa di maiale. La ricetta che vi propongo ha una personalità forse meno marcata ma ugualmente molto invitante, ricca e cremosa.

Questa versione brodosa e profumata viene esaltata dal sapore gentile della pasta fresca all’uovo.

Su questo piatto così saporito e aromatico consiglio un abbinamento territoriale, un calice di Colli Berici Cabernet, vino rosso giustamente tannico e con spunti freschi e sapidi.

Valeria, invece, propone una bella tazza fumante di Assam: la sua forza si sposa perfettamente con la cremosità dei fagioli ed esalta il gusto della pasta e della pancetta.

Alba

Pasta e fagioli alla veneta - Foto di Rossella Reggente
Pasta e fagioli alla veneta – Foto di Rossella Reggente

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