Île flottante

Passioni da Bere nasce esattamente quattro anni fa in coincidenza con l’equinozio di primavera.

È un progetto fortemente voluto e coltivato con dedizione, un progetto a mio avviso pieno di fascino e che in occasione del compleanno merita di essere celebrato con un dessert che ne rappresenti in qualche modo la bellezza.

Uova, zucchero e latte. Bastano davvero questi tre semplici ingredienti per creare la magia di un dolce al cucchiaio molto femminile che si compone di soffici quenelle adagiate su un letto di crema inglese. Delizioso, facile, d’effetto.

Nei ricettari francesi, questa delicata meringa che galleggia sulla crème anglaise, una crema priva di farina, si trova spesso alla voce œufs à la neige, uova alla neve.

Vi invito dunque a provare questa nuvola morbida e spumosa decorata con caramello e scaglie di mandorle in abbinamento ad un Moscato Passito di Pantelleria, dal gusto dolce e carezzevole, ben bilanciato da una vena di freschezza e sapidità con una scia minerale e ritorni ammandorlati.

Valeria suggerisce invece una tazza di Dragon Pearl, delicato tè profumato al gelsomino, che completa il panorama gustativo del piatto.

Alba

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Torta rovesciata alla carota con le mele

ed eccoci arrivati al

3° Compleanno di Passioni da Bere

Una data piena di significato con l’inizio della Primavera e quest’anno anche con il coincidere della Domenica delle Palme.

Questo anno ha visto il concentrarsi dei nostri sforzi sui social network e nel portare avanti i nostri studi del settore per regalarvi ogni settimana ricette migliori e variegate: speriamo di esserci riuscite! 😉

La torta che vogliamo proporvi oggi non è elegante nel senso visivo del termine, ma è deliziosamente complessa con la sua parte inferiore che ricorda una torta di carote, mentre la parte superiore una tarte Tatin. L’uso di zuccheri diversi dona al dolce particolari sfumature aromatiche, esaltate dall’utilizzo delle spezie e dall’acidità delle mele. Ottima anche per gli intolleranti al lattosio e per gli amanti della farina di riso, usata come base insieme alle carote: un mix divertente.

Valeria per celebrare questa entrata trionfale nella Primavera suggerisce di abbinare questa torta a una tazza di Dragon Pearl, pregiato tè verde profumato al gelsomino: una festa dei sensi.

Per questa torta così piacevolmente aromatica, Alba suggerisce in abbinamento una Malvasia delle Lipari Passito, vino dolce e avvolgente, di solida struttura, sostenuto da un ottima scia sapida e da una risoluta freschezza.

Valeria e Alba

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Cioccolatini ripieni di crema ganache bianca

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Vetrina in un negozio di Malaga

Ci siamo. La zucca intagliata a forma di Jack-O-Lantern è accesa e riflette la sua luce spaventosa.

È la vigilia di Ognissanti, in inglese antico “All Hallows Eve” che poi si trasformerà in Halloween.

Riti pagani e calendari cristiani si preparano ad accogliere l’inizio dei mesi bui e freddi.

L’antichissima tradizione celtica mescolandosi ad usanze e rituali dei tanti popoli che hanno fatto la storia del Nuovo Continente ci consegna oggi una festa fatta anche di zucche intagliate, travestimenti e l’immancabile, pingue scorpacciata di dolciumi.

Per dare continuità a questa goliardica atmosfera vi propongo dei bonbon che col loro cuore al cioccolato bianco quieteranno ogni paura sussurrandovi ad ogni morso “dolcetto o scherzetto?”

Esaltate la cremosità burrosa di questi cioccolatini con un calice di Recioto di Soave, vino dolce e vellutato ben sostenuto da una verve fresco-sapida e dal finale persistente.

Valeria suggerisce di concedersi una tazza di delicato Jasmine Pearl che con le sue note floreali si armonizza con la ganache e contrasta il cioccolato fondente.

Alba

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Tarte Tatin

Ieri doveva essere un gran bel giorno: era il mio onomastico, avevo fatto l’abbonamento alla palestra ed ero decisa ad andarci, era Martedì e avrei pubblicato un bellissimo dolce auto-celebrativo!
Peccato che la mia probabile e misteriosa intolleranza alimentare a un non ben ancora identificato componente alimentare si sia scatenata nella sua forma più schifosa e abbia passato il supposto bel Martedì a letto con una bacinella accanto per le emergenze! 😦

Oggi va meglio, riesco a stare al computer, quindi il dolce ve lo regalo lo stesso!

Parliamo di una delle torte più famose della cucina francese: la Tarte Tatin, da alcuni conosciuta come “torta di mele rovesciata”.

DSCN4942Allora la leggenda è nota a tutti: pare che una delle sorelle Tatin stesse infornando la sua consueta torta di mele, ma nella fretta di dover servire un gruppo di cacciatori appena arrivati alla sua locanda, si era dimenticata il piccolo fondamentale particolare di piazzare sul fondo della teglia la pasta brisèe. Accortasi dopo un po’ che dal tavolo di lavoro la sfoglia la guardava con aria malinconica, sfornò le mele quasi cotte, le ricoprì con la sfoglia, cosse il tutto e rovesciò nel piatto la torta per salvare il salvabile: fu subito un successo!

Nei bistrot francesi la Tarte Tatin viene servita tiepida (quindi non fredda) e accompagnata da panna montata o gelato: oggi vi propongo quest’ultima versione.

Vi invito ad assaggiare questa torta assieme ad un calice di Mòlìhuā lóngzhū, tè cinese sublime e delicato, che con le sue note di gelsomino di sposa perfettamente con il gelato e contrasta elegantemente la dolcezza del piatto.

Alba propone in abbinamento un Trentino Superiore Moscato Giallo Vendemmia Tardiva, vino di moderata dolcezza e tipico sentore aromatico, fresco e piacevole.

Valeria

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Lingue di gatto dell’Artusi con crema al gelsomino

Le lingue di gatto sono dei biscottini semplici e gustosi che tutti conosciamo e che si possono trovare sia tra le paste secche sia come accompagnamento in cima ai gelati.

La loro consistenza è dura e burrosa, che unita alla loro finezza, ne fanno un dolcetto che si scioglie in bocca, magari nappato di crema o cioccolato.

La cosa più interessante è che al momento di sfornarle sono ancora molto duttili: perfette per essere modellate, magari appoggiandole su di un bicchiere o arrotolandole su di un cilindro e facendole raffreddare.

lingue di gattoIl nome deriva dalla forma allungata che ricorda una lingua, ma potete decidere di cambiarla a seconda degli usi che vorrete farne.

Di ricette poi ce ne sono una infinità, così mi sono affidata ad un classico del settore, sfogliando il libro dell’Artusi dal quale vi riporto l’esatta dicitura.

La crema è una semplicissima crèmes fraîches dolce e profumata con foglie di tè al gelsomino.
Specialità francese la crèmes fraîches può essere annoverata tra le panne acide (come la smetana dell’Europa dell’Est) ed ha un contenuto di materia grassa che si aggira intorno al 30-40%.
Trovarla in Italia non è semplicissimo, ma se proprio non riusciste a sostituirla nemmeno con la panna acida, vi consiglio di mescolare della panna fresca con dello yogurt: la consistenza sarà leggermente diversa, ma sul gusto dovremmo esserci.

Servite queste meraviglie con un raffinato Dragon Pearl, la cui profumazione al gelsomino si armonizza con il biscotto e la crema.

Alba suggerisce un Trentino moscato giallo vendemmia tardiva, vino garbatamente dolce e fresco, dall’aroma delicato ma tipicamente varietale ed intenso.

Valeria

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