Tikvenik – La tradizionale torta bulgara di zucca

MANCA 1 SETTIMANA A NATALE!

Ok, devo mantenere un contegno professionale…ARGH!

Comunque visto il periodo festivo Alba e io abbiamo iniziato a proporvi idee partendo dai Tranci di tonno con olive taggiasche e pachino, perfetti per una Vigilia di magro e vi accompagneremo fino alla prima settimana di Gennaio 2017 con piatti perfetti per le vostre tavole imbandite.

La proposta di oggi è un tipico dolce bulgaro preparato proprio per l’inizio dell’inverno e per le feste di Natale: è una sorta di banitsa, ovverosia una chiocciola di pasta fillo ripiena in vari modi (la più famosa è la banitsa con formaggio e uova), ma dolce servita come dessert o come parte di una ricca colazione.

Il ripieno (della polpa di zucca dolce e aromatizzata) è inserito a crudo e cuoce direttamente in forno, ma se non gradite il gusto forte della zucca, potete cuocerla in forno precedentemente e poi usarla per il ripieno già cotta.

Per completare il quadro di fine autunno vi consiglio di abbinare questo dolce a una tazza di Darjeeling.

Alba suggerisce in abbinamento un Verduzzo Friulano, vino dolce e delicato nel gusto, con chiusura fresca e aromatica.

Valeria

p_20160930_100609.jpg

Continua a leggere Tikvenik – La tradizionale torta bulgara di zucca

Ceci spezzati con verza

Nell’ultimo mese la mia vita si è fatta più frenetica e decisamente con orari più assurdi (e infatti pubblico oggi :P) e così a volte capita di dover trovare soluzioni più facili per una esistenza più semplice.

Visto l’inverno i contorni e le zuppe di legumi sono una manna dal cielo, e nel vasto panorama commerciale si può contare sui prodotti secchi, congelati, freschi e in scatola. Tra i prodotti secchi un formato non ancora diffusissimo in Italia, ma che io trovo molto comodo, sono i “Dal”: legumi decorticati e spezzati usatissimi in India (io di solito li trovo o al BIO o al negozio etnico)

I Chana dal sono piccoli ceci decorticati e spezzati che non hanno bisogno di un lungo ammollo, nè di una lunga cottura e sono perfetti per zuppe, vellutate e tutte quelle preparazioni dove il cecio non deve per forza rimanere bello integro. L’ apporto calorico è come quello dei ceci: per 100g di chana dal 347Kcal e 22,8g di proteine.

Così eccovi un contorno (ma anche una zuppa volendo) di chana dal con verza dal sentore indiano dato dalle spezie.

Ovviamente per rimanere in tema ho voluto abbinarci una bella tazza di Darjeeling, tè nero indiano che si abbina perfettamente alle spezie.

Alba propone in abbinamento un Grillo, vino bianco fresco e con vivace scia sapida in chiusura.

Valeria

p_20161129_125201_1.jpg

Continua a leggere Ceci spezzati con verza

Involtini di tacchino ripieni con polenta

Il Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving day) è una festa celebrata negli Stati Uniti ogni quarto giovedì di novembre. Dunque ci siamo: oggi, 24 novembre 2016, la portata principale sulle tavole delle famiglie americane sarà il tacchino ripieno con la sua farcia saporita.

La storia del tacchino risale agli Aztechi che nelle Americhe li offrirono ai conquistadores spagnoli i quali li importarono in Europa avviando numerosissimi allevamenti. Incredibilmente si perse la memoria della provenienza al punto che il tacchino venne “reimportato” più di un secolo dopo sulle coste del Massachusetts dai padri pellegrini.

Dunque la ricetta di oggi prevede il tacchino ma in una versione facile, veloce e nostrana.

Ho adagiato gli involtini di tacchino sulla polenta classica, quella di mais.

Il mais è una pianta coltivata in America già dai tempi degli Incas, dei Maya e degli Aztechi con tutto il corollario di riti propiziatori.

Per ottenere una polenta morbida usate 200 grammi di farina di mais a grana fine per ogni litro d’acqua. Ricordatevi che la polenta non scuoce, quindi più cuoce e più è buona. Cuocete dunque per almeno 50 minuti altrimenti rimarrà indigesta e non sprigionerà appieno il suo aroma.

Potreste sostituire 2 dl di acqua con il latte per una preparazione più vellutata e aggiungere 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva per staccarla più facilmente dal paiolo.

Se siete in corsa contro il tempo vi suggerisco la polenta precotta al vapore che cuoce in una manciata di minuti (seguite i tempi riportati sulla confezione).

Consiglio in abbinamento un Teroldego Rotaliano, vino rosso fresco, ritorni fruttati, buona morbidezza e tannini levigati.

Valeria consiglia una tazza di Darjeeling second flush, tè nero indiano che ben si sposa con la polenta e il gusto aromatico degli involtini.

Alba

involtini-di-tacchino-con-polenta

Continua a leggere Involtini di tacchino ripieni con polenta

Torta di pane al cacao con pere intere

p_20161110_204731_2.jpgLa spettacolarità dei frutti interi nelle torte ha un’origine antica e si può ritrovare anche in un ricettario medievale con una sontuosa crostata di pere; nel tempo la fantasia ha fatto il resto creando sapori e consistenze diverse e aprendo vie a commistioni interessanti.

La torta di pane è un metodo goloso per riciclare il pane raffermo ed eliminare il problema del “ho voglia di dolce, ma non ho un grammo di farina in casa”: in giro per il mondo ne esistono varianti infinite, ma le più buone sono state create nel luoghi di elezione dei grandi pani (ad esempio la zona dell’arco alpino).

Così alla fine ho deciso di unire le due idee danto vita  a una torta non dolcissima, dall’interno morbido e spugnoso e dall’invitante crosticina esterna.

Una variante ancora più golosa? Lo spazio lasciato dal torsolo delle pere può essere rimpiazzato da un invitante ripieno: provate a farcire le pere, prima di immergerle nell’impasto, con biscotti amaretti sbriciolati, oppure mandorle e pinoli caramellati o uvetta rinvenuta o un mix del tutto: basterà farne una pasta dolce e inserirla nella cavità.

Servitela con una tazza di Darjeeling Secon Flush, tè nero indiano che ben si sposa al cacao, alle spezie e al gusto unico della pera al forno.

Alba suggerisce in abbinamento un Recioto della Valpolicella, vino fresco e di piacevole dolcezza, caldo e di morbida tannicità.

Valeria

p_20161110_204618_1.jpg

Continua a leggere Torta di pane al cacao con pere intere

La Ratatouille d’Inverno

Il mese scorso ho salutato l’Estate proponendovi le “Farfalle con la ratatouille” e in quel frangente vi ho accennato alla possibilità di declinare la ratatouille in maniera invernale usando la zucca (Cucurbita moschata) e verdure di stagione…neanche a farlo apposta e l’autunno è arrivato con il suo freddo portando al banco dell’ortofrutta proprio gli ortaggi che mi servivano e quindi eccola qui: La Ratatouille d’Inverno.

Per la zucca la scelta è ricaduta su una violina di Ferrara, ma sentitevi liberi di usare qualsiasi zucca della specie Cucurbita moschata: deciderete voi quale vi piace di più.

Non essendo una ricetta tradizionale, ne esistono una infinità di varianti: con il cavolfiore, con la polpa di pomodoro, con le castagne, con i funghi, con i porri e via discorrendo. L’importante è, secondo me, scegliere una manciata di ortaggi di stagione armonizzandone il gusto.

Infine il mazzetto aromatico è un bouquet di erbe legato con dello spago da cucina: facile da inserire nella preparazione, facile da togliere.

Gustate questa ratatouille con una tazza di Darjeeling, tè che si sposa perfettamente con le note aromatiche del piatto.

Alba consiglia in abbinamento un Alto Adige Sauvignon vino bianco fresco, minerale e lungo e vegetale nel finale.

Valeria

p_20161018_173402_df_2.jpg

Continua a leggere La Ratatouille d’Inverno

Risotto dolce al cardamomo con anacardi e uvetta

Il riso dolce è sempre una coccola, è la dolcezza fatta piatto e consumato in compagnia fa sentire bene.

Abbiamo già visto come preparare il riso al latte, ma questa volta ho voluto preparare una versione senza lattosio ispirandomi ai piatti orientali come il Pongal.

Pongal è sia il nome di una festa dell’abbondanza e del raccolto che si svolge nel sud dell’India, sia quello di un piatto che viene servito durante quella festa.
Il Sakarai pongal in particolare è un riso dolcificato con il jaggery (una sorta di zucchero grezzo confezionato in panetti e popolarissimo in Asia, Africa e Sud America), speziato e utilizzato come offerta nei templi. Normalmente nella sua preparazione manca il latte e la parte grassa è costituita dal ghee o burro chiarificato.

Per chi non trovasse il burro chiarificato o non si sentisse sicuro a causa di una intolleranza, può benissimo sostituire il burro chiarificato con del buon olio di semi di arachidi.

A causa della poca diffusione del jaggery in Italia ho deciso di sostituirlo con dell’ottimo zucchero muscovado che ha donato al piatto una nota oscura, una dolcezza extra e una consistenza quasi da confettura.

Ovviamente vi consiglio di abbinare questo piatto a un tè indiano come un Assam o un Darjeeling che con le loro note tanniche contrastano bene la dolcezza del riso e accompagnano la leggera speziatura.

Alba propone in abbinamento un Albana di Romagna Passito, vino dolce dal carattere strutturato e pieno che fonde morbidezza e vivida freschezza con accenni sapidi.

Valeria

pongal

Continua a leggere Risotto dolce al cardamomo con anacardi e uvetta