Lingue di gatto dell’Artusi con crema al gelsomino

Le lingue di gatto sono dei biscottini semplici e gustosi che tutti conosciamo e che si possono trovare sia tra le paste secche sia come accompagnamento in cima ai gelati.

La loro consistenza è dura e burrosa, che unita alla loro finezza, ne fanno un dolcetto che si scioglie in bocca, magari nappato di crema o cioccolato.

La cosa più interessante è che al momento di sfornarle sono ancora molto duttili: perfette per essere modellate, magari appoggiandole su di un bicchiere o arrotolandole su di un cilindro e facendole raffreddare.

lingue di gattoIl nome deriva dalla forma allungata che ricorda una lingua, ma potete decidere di cambiarla a seconda degli usi che vorrete farne.

Di ricette poi ce ne sono una infinità, così mi sono affidata ad un classico del settore, sfogliando il libro dell’Artusi dal quale vi riporto l’esatta dicitura.

La crema è una semplicissima crèmes fraîches dolce e profumata con foglie di tè al gelsomino.
Specialità francese la crèmes fraîches può essere annoverata tra le panne acide (come la smetana dell’Europa dell’Est) ed ha un contenuto di materia grassa che si aggira intorno al 30-40%.
Trovarla in Italia non è semplicissimo, ma se proprio non riusciste a sostituirla nemmeno con la panna acida, vi consiglio di mescolare della panna fresca con dello yogurt: la consistenza sarà leggermente diversa, ma sul gusto dovremmo esserci.

Servite queste meraviglie con un raffinato Dragon Pearl, la cui profumazione al gelsomino si armonizza con il biscotto e la crema.

Alba suggerisce un Trentino moscato giallo vendemmia tardiva, vino garbatamente dolce e fresco, dall’aroma delicato ma tipicamente varietale ed intenso.

Valeria

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