Capitolo 36, una tazza di Rooibos chai e congolais al cioccolato bianco e lamponi

Elisa, dopo aver scoperto che Fernanda conosceva la madre, si precipita al negozio della donna per affrontarla e chiedere spiegazioni. Viene così a sapere che in effetti erano amiche e che il paese si sente in colpa per come l’hanno trattata. Poi viene a sapere che Vittoria e il padre di Alba ebbero una relazione subito scoperta e finita “per la maledizione degli amori perduti” che colpisce i discendenti dei proprietari della Casa delle Camelie.

Le persone di base rimangono le stesse, ma a volte cambia la nostra percezione: Fernanda passa da un Rooibos con una nota di cannella a un complesso chai. Così ho deciso di accompagnare questo capitolo con dei congolais più complesi, arricchiti dal cioccolato bianco e dai lamponi.
Alba propone in abbinamento un Alto Adige Moscato rosa, vino dolcemente aromatico, delicato e con intense note di rosa in bocciolo.

Valeria

Congolais al cioccolato bianco e lamponi

Ingredienti

  • 140g di cocco grattugiato
  • 60g di cioccolato bianco grattugiato
  • 60g di zucchero
  • 1 cucchiaino di lamponi essiccati
  • 1 pizzico di sale
  • 2 albumi

Preriscaaldate il forno a 160°C.

Amalgamate tutti gli ingredienti e formate con le mani circa 20 bocconcini.

Foderate una teglia con carta da forno e adagiatevi i bocconcini.

Infornate per circa 12 minuti o finché i bordi non saranno dorati (fate attenzione perché la base tende a bruciarsi facilmente).

Sfornate e lasciate raffreddare.

Burma Baklava

Una leggenda turca narra che nelle dimore ottomane dell’alta società i cuochi preparassero la baklava con ben 100 strati di sottilissime sfoglie di pasta fillo.

Il padrone di casa era solito valutare la qualità del dolce facendo la prova dello spessore con una moneta d’oro; se la moneta scompariva alla vista per finire sul fondo del vassoio, il cuoco aveva il diritto di appropriarsi della moneta.

La baklava è un piccolo gioiello della pasticceria turca diffuso anche in Grecia e nella zona balcanica. Ogni paese ha la sua ricetta che prevede varianti con o senza miele, e sceglie la frutta secca tra noci, nocciole, mandorle o pistacchi.

La versione che ho realizzato mi è stata suggerita da un’amica curda che mi ha proposto di arrotolare la baklava e creare dei burma (twisted) di piccole dimensioni perfetti per il tè del pomeriggio (in Turchia solitamente i dolci non si mangiano alla fine del pasto che si conclude invece con una porzione di frutta).

Il risultato è un incalzante susseguirsi di croccanti strati di pasta fillo che avvolge il palato di dolcezza. Il burro e il miele trattengono la frutta secca e la cannella ne completa il carattere aromatico.

La pasta fillo già pronta vi semplificherà di molto il lavoro.

Una preparazione così strutturata, dolcissima e speziata, richiede un vino con altrettanta personalità e persistenza gusto-olfattiva. Ho scelto un Moscato Passito di Pantelleria dal sorso avvolgente e dolce, rinfrescato da una vibrante nota acida e da un finale sapido di ottima lunghezza.

Valeria suggerisce una tazza di Rooibos al cocco e pistacchio che con le sue note dolci riprende il gusto del piatto rafforzandolo.

Alba

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Burma baklava

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Anzac biscuits

Il 25 Aprile è il giorno dell’ Anniversario della liberazione d’Italia, ma in altri stati rappresenta diverse festività: ad esempio in Australia e Nuova Zelanda è l’Anzac day!

ANZAC è un acronimo che sta per Australian and New Zealand Army Corps e l’Anzac day è la giornata in cui si commemorano tutti gli australiani e neozelandesi che hanno servito e sono morti in tutte le guerre, in conflitti e operazioni di peacekeeping e il contributo e la sofferenza di tutti coloro che hanno servito.
Uno dei simboli culinari di questa giornata sono i biscotti Anzac: croccanti fuori, dolci e deliziosi.

Durante la Prima Guerra Mondiale le signore che rimasero in Patria decisero di raccogliere fondi per il fronte producendo questi biscotti: senza uova vista la penuria durante la guerra e secchi per durare di più.

Qualche tempo fa ho visto la ricetta di questi biscotti sul blog di Ines (una delle nostre fan) e mi è venuta voglia di rifarli: ho leggermente modificato la ricetta, ma ho mantenuto l’idea di sostituire il Golden Syrup con il miele.

Provateli con una tazza di Yunnan d’Or, tè cinese prezioso, dai sentori di caramello e frutta secca.

Alba propone in abbinamento un calice dorato di Orvieto Classico Muffa Nobile, vino dolce e vellutato, fresco e piacevolmente sapido. Il finale regala ritorni caramellati.

Valeria

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Colazione tutta vegana per San Valentino: Muffin alla frutta e Pudding di semi di chia al pompelmo rosa e muesli

La domenica mattina è fatta per indugiare sotto le coperte e condividere il tepore delle lenzuola stropicciate con la persona amata.

Finalmente liberi dal dovere della sveglia potete concedervi il lusso di sistemate i cuscini alla testiera del letto per gustare in tutta calma la dolce colazione che chiude il menù vegano pensato quest’ anno in occasione di San Valentino.

Le coccole qui prendono la forma di un muffin fruttato e di un cremoso pudding che aspetta l’affondo del cucchiaino.

Per il pudding ho usato i semi di chia, dei semini piccoli e scuri, ricchissimi di Omega3, ricavati da una pianta diffusa in Centro e Sud America e ammessi solo di recente nel mercato europeo.

Diamo quindi tanto spazio alla frutta, ai profumi intensi degli agrumi e alla fragranza dei muffin dal cuore di mela per attivare una bella sferzata di vitalità che vi accompagnerà per tutto questo magico giorno di festa.

Oltretutto si tratta di una colazione che permette di preparare le due ricette anche il giorno prima in modo che al mattino non resta che affettare la frutta per una fresca macedonia e preparare una bella tazza di tè fumante Darjeeling.

Alba

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Congolais (Rocher coco)

Inizia oggi Dicembre e quest’anno Alba e io abbiamo deciso di dedicare tutto il mese a ricette festive, allegre e che trasportano nella magia della fine e dell’inizio.
Abbiamo indetto un contest con protagonisti due ingredienti fantastici e sulla pagina Facebook ufficiale di Passioni da Bere condivideremo ogni giorno delle ricette ideali per queste feste: una specie di calendario dell’Avvento per portarvi dritti dritti alla Vigilia di Natale. Ovviamente il Martedì e il Sabato non mancheranno le ricette appena sfornate dalle nostre cucine e come sempre siamo a disposizione per dubbi, consigli e ingaggi! 😉

Per questo 1° giorno ho deciso di proporvi uno dei dolcetti della mia infanzia: i Congolais detti anche Rocher coco! In realtà alcuni li chiamano macaron per il semplice fatto che sono composti da zucchero, albume e cocco grattugiato al posto della farina di mandorle, ma in effetti non c’entrano niente.

Biscotti croccanti fuori e morbidi dentro di origine francese, sono stati sdoganati già da molti anni e rallegrano la vita degli amanti del cocco, anche perché sono facilissimi da fare.

Talmente facili che qualcuno tende a complicarsi la vita aggiungendo latticini (latte condensato o burro) o facendo varianti golose e cioccolatose (ripieni di gocce di cioccolato o ricoperti di cioccolato).

La forma originale è di circa 4cm di diametro ed è irregolare come una roccia, qui io ho voluto dargli una bella forma sferica, ma siete liberi di formare l’impasto a vostro piacimento. L’importante è sapere che qualunque picco o cresta resterà più brunita del resto del biscotto.

Gustatevi questi dolcetti con una tazza di Rooibos, infuso dolce dalle leggere note di legno, magari aromatizzato al mango e fragola per aumentare la sensazione esotica.

Alba propone in abbinamento un Moscato di Trani, vino dolce e avvolgente, sostenuto da una verve fresca e minerale.

Valeria

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Couscous saltato con cocco e cavolfiore

Un couscous caldo e speziato per salutare l’Autunno che ormai se ne va via troppo in fretta e prepararsi al freddo che è arrivato decisamente in anticipo: non so da voi, ma qui in Emilia io batto i denti (ok, sono ligure e non sono abituata, ma 5°C alle 11.30 del mattino non vanno bene!).

Ammetto che l’utilizzo del couscous precotto (per intenderci quello che si trova nei supermercati in scatole rettangolari e a cui basta aggiungere acqua per farlo rinvenire) non è né tradizionale né ortodosso, ma in commercio esistono prodotti molto buoni, fatti con farine di qualità, magari integrali e BIO.

E’ un piatto destinato a non portare via più di 30-40 minuti di preparazione e per questo scopo ho utilizzato le lenticchie decorticate che non hanno bisogno di ammollo, né di lunghe cotture e lasciato le cime di cavolfiore semicroccanti per aumentare il piacere sensoriale.

Infine le spezie fanno assomigliare questo piatto all’Upma indiano, una specie di porridge salato di semolino utilizzato per colazione in India.

Abbinate a questo piatto una bella tazza di Nilgiri, tè nero indiano dal gusto neutro che ben si sposa con la sottile nota del limone e delle spezie.

Alba propone in abbinamento un Soave Classico, vino bianco morbido ma ben equilibrato in freschezza e mineralità. Finale ammandorlato.

Valeria

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