Tranci di tonno con olive taggiasche e pachino

È partito il conto alla rovescia verso i giorni delle feste natalizie e, come da tradizione, non possono mancare i piatti a base di pesce. Proprio per questa ragione, oggi ho preparato un secondo che non richiede nessuna particolare maestria ma concorre alla sfida dei classici con la sua genuinità mediterranea.

La carne del tonno ha un sapore deciso e una consistenza tonica e compatta, ragione per cui è ottimo anche semplicemente grigliato o preparato in tartare.

In questa ricetta, il sapore del tonno viene esaltato da ingredienti essenziali che ne ingentiliscono il gusto assai intenso.

Tra questi semplici ingredienti, l’oliva taggiasca, eccellenza agroalimentare del Ponente ligure, è un frutto succoso e molto aromatico, un’oliva particolarmente adatta per stuzzicare il palato.

Consiglio in abbinamento un Cirò rosato, vino dal sorso piacevolmente fresco e sapido con una marcata impronta minerale e un finale salmastro e iodato.

Valeria suggerisce un tè verde giapponese prezioso e complesso come il Gyokuro, che con la sua nota dolce ben si accosta al gusto deciso del tonno.

Alba

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Polipetti in umido con piselli e gamberi serviti con couscous

Per la ricetta del giorno mi sono ispirata alla cucina delle trattorie romane, cucine antiche dove è ancora possibile gustare le seppie o i calamari coi piselli.

Pietanza semplice ma prelibata che ho contaminato con la tradizione partenopea del polipetto, ho arricchito con i gamberi e ho completato col couscous per renderlo piatto unico.

Le preparazioni in umido rendeno i polipetti e i moscardini particolarmente morbidi e gustosi.

Per questa ricetta andranno benissimo anche i calamaretti o le seppioline basta solo regolarsi con i tempi di cottura.

Sentirete che profumo!

Suggerisco in abbinamento un calice di Cirò rosato, vino sapido, fresco e piacevole al palato, con una decisa impronta minerale e una chiusura dai ritorni fruttati ed erbacei.

Valeria propone per questo piatto primaverile e dalla tendenza dolce un Long Jing, pregiato tè verde cinese dalla nota di castagne e con una spiccata astringenza.

Alba

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Polipetti in umido con piselli e gamberi serviti con couscous

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Zuppa di pesce con gamberi

Esistono modi diversi per cimentarsi ai fornelli in una gustosissima zuppa di pesce.

Io ho scelto quello che preferisco, come mio solito, semplificandomi la vita.

Presa dall’elogio della pigrizia ho chiesto al pescivendolo di fiducia di sfilettare e pulire con cura i prodotti del mare piu’ adatti per realizzare un’invitante zuppetta. Inoltre ho escluso cozze e vongole per evitare le lungaggini della pulizia e dell’apertura dei gusci.

Peccato non poter trasmette il profumo invitante dal monitor del pc … è una goduria che apre squarci di ricordi estivi mai messi a tacere nonostante l’inverno.

Con i crostini caldi di pane tostato e l’olio extra vergine d’oliva (di quello buono!) questa zuppa è un invito a rallentare, a rivalutare i piccoli momenti di una quotidianità che a volte ci appare sempre troppo identica e usurante.

E parlando per analogia si sa che il pesce viene valorizzato da cotture e preparazioni semplici…

Vi propongo di stappare una bottiglia di Cirò rosato, vino dal sorso fresco e sapido che chiude con un’intrigante scia salmastra.

Valeria invece propone in abbinamento una tazza di Long Jing: tè pregiato con note secche che ben si accompagnano ai crostacei.

Alba

Zuppa di pesce con gamberi - Foto di Walter Romano
Zuppa di pesce con gamberi – Foto di Walter Romano

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Trancio di tonno al tè e agrumi

Il tè è un prodotto estremamente versatile e le sue foglie possono essere usate per aromatizzare e rendere unico un piatto.
Poi se il tè è “prezioso” come un Gyokuro, allora la voglia di sperimentare prende il sopravento.
Ho pensato quindi ad un antipasto, ma forse anche un secondo, che omaggiasse il paese d’origine di queste foglie: il Giappone.

Gli ingredienti della marinata sono facilmente reperibili nei negozi etnici, in quelli biologici e anche in quei supermercati ben riforniti.

E’ una pietanza armoniosa che si equilibra tra le sue varie parti.

Presentata, invece che a trancio, come una tagliata o come cubetti può diventare estremamente chic.
In una bella domenica di sole sarebbe perfetta accompagnata sul tavolo da una caraffa di fresca e colorata “limonata” (preparata con il succo degli agrumi utilizzati ed uno sciroppo leggero di acqua e zucchero), dei bicchierini (come quelli da limoncello: circa 20ml) di Shincha Wakana ghiacciato e calici di vino rosato servito alla temperatura di 12°C.

Lo Shincha Wakana è un tè verde della famiglia dei Gyokuro ed il suo liquore riesce ad unire il gusto tipico dei tè giapponesi con una dolcezza inusuale.

Alba invece ha pensato a un Cirò rosato, un vino che rispetta la delicatezza del tonno appena scottato e si sposa bene con la ricca aromaticità del condimento.

Valeria

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