Brownie Sundae Fairtrade

Anche quest’anno Passioni da Bere partecipa alla grande sfida Fairtrade con delle ricette pensate per la festa della mamma.

Nel pianificare la ricetta Fairtrade per la festa della mamma di quest’anno ho pensato al fatto che la mia di mamma oggi sta a più di 450Km da me…sono quasi sicura non riuscirà ad assaggiare la ricetta…quindi mi sono gettata su qualcosa di particolarmente goloso e sontuoso e caotico e…insomma qualcosa da mangiare quando la mamma non c’è.

Ho scelto moltissimi prodotti Fairtrade e li ho combinati tutti assieme: cacao amaro, cioccolato fondente e cioccolato bianco della Repubblica Dominicana, zucchero integrale del Perù, gelato alla vaniglia del Madagascar, noci brasiliane e anacardi della Costa D’Avorio, una vera bomba di gusto sfociata nella realizzazione di un brownie sundae.

Il brownie sundae è un dolce che combina due famosissimi (e stracarichi di calorie) dolci americani: i brownie e il sundae. Il sundae è un gelato ricoperto di sciroppo, arachidi e frutta inventato (dice la leggenda) per aggirare le restrizioni imposte dalle Blue Laws, leggi (alcune tutt’ora in vigore) per limitare quelle azioni ritenute disdicevoli nel giorno del Signore (la domenica=sunday): tra queste azioni vi era mangiare il gelato (alcuni dicono il gelato alla soda, una sorta di affogato frizzante).
Il brownie invece è un tortino dal cuore quasi budinoso dato dalla grande quantità di zucchero, cioccolato e burro nella ricetta.

Lo zucchero scelto è quello integrale: umido e dal caratteristico retrogusto di liquirizia che si sposa alla perfezione con la forza del cacao.

Abbinando questo dolce a una tazza di English Breakfast, si esaltano ancora di più le note dello zucchero integrale.

Alba suggerisce in abbinamento un calice di Colli di Conegliano Refrontolo Passito, vino dolce dai tannini levigati , sontuoso nei richiami fruttati e persistente.

Valeria

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Pops al salmone e caprino con zenzero e avocado

Un antipasto freddo e un cocktail d’antan per innamorarsi ai primi assaggi.
Questa è la mia proposta ispirata a due incantevoli pellicole cinematografiche assai diverse e ben distanti temporalmente di quasi sessant’anni.
La prima è Casablanca, un’autentica pietra miliare consegnata alla leggenda del cinema di tutti i tempi. Un film che travolge e porta lontano.
Sono numerose le scene memorabili in cui il tenebroso Rick, interpretato da Humphrey Bogart, e Ilssa, una bellissima Ingrid Bergman in stato di grazia, si scambiano sguardi languidi con una coppa di champagne in mano.
Del resto la bottiglia di Veuve Clicquot 1926 divenne celebre proprio grazie a queste inquadrature.
E allora come potevo non includere un flute di Cocktail Champagne in questo menù ad alto tasso di romanticismo? Basterà l’effervescenza delle bollicine per sentire la testa leggera e per riscoprirsi amanti proprio come Rick e Ilssa già in un solo sorso.
Il Cocktail Champagne ha un profilo elegante ed essenziale ed accompagna molto bene gli aperitivi.
Pare sia comparso nel 1889 quando in una competizione tra giornalisti newyorkesi un certo John Dougherty vinse ideando proprio questa miscela così raffinata.
Tuttavia anche i francesi ne rivendicano l’origine collocandola nei primi anni 30 e nell’abitudine al consumo di champagne anche addizionato con cognac, che del resto è un celebre distillato francese.

Ma cambiamo set e passiamo al secondo film.
Si tratta di Pane e Tulipani di Silvio Soldini, un film lontano dai canoni della commedia all’italiana, forse un film dal gusto francese.
Licia Maglietta interpreta Rosalba, una casalinga che durante una tristissima gita tra compaesani, si ritrova in fuga dal suo ruolo di moglie e madre e dal suo sistema di abitudini.
Lo scenario della fuga è una Venezia poco turistica, mentre la sua attenzione amorosa ed amorevole è tutta rivolta al misterioso cameriere Fernando interpretato da Bruno Ganz, che le offrirà ospitalità a casa sua, una ricca colazione e una lettera gentile.
Dopo un primo smarrimento, Rosalba offrirà a se stessa una chance per scoprirsi capace di essere qualcos’altro, di mostrare dei talenti, di sentire la tenerezza dell’amicizia, di lavorare fuori dall’ambito domestico.
Fernando e Rosalba si incontrano per la prima volta proprio nel ristorante dove lui le spiegherà, col suo italiano aulico, di trovarsi “nella spiacevole situazione di poterle offrire solo piatti freddi”.
Così ho pensato che per ricreare la magia del primo incontro sarebbe stato opportuno un antipasto freddo, servito in modo gioioso e colorato che lasci un buon sapore e che sorprenda un po’ proprio come il tratto di trasognata svagatezza che rapisce per tutta la durata della scena.

Anche Valeria suggerisce di abbinare a questo stuzzichino un flute di chamapagne, ma ravvivato dalla verde nota del Matcha, in un cocktail diverso e fusion.

Alba

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Frollini “I Love You”

Frollini “I Love You”

Questi frollini potrebbero essere chiamati “quelli che anche il tuo ragazzo che non sa cucinare potrebbe fare”!
E così ho deciso di rivolgermi proprio all’universo maschile, di solito restio a queste “smancerie”, esortandolo a rimboccarsi le maniche e sostenere la propria dichiarazione d’amore con dei biscottini facili-facili che sfruttano la ricetta di Alba della pasta frolla montata.

Per la decorazione fate mente locale sui gusti della vostra lei: le piace più il cioccolato fondente o al latte? Magari è per il bianco? Le piacciono i canditi o preferisce noci e nocciole?

Se decidete di servirle in abbinamento una bella tazza di tè optate per il suo preferito, oppure un Tè alla Vaniglia o, se alla mattina, un English Breakfast servito con un cucchiaino di panna fresca.

Alba suggerisce in abbinamento un A.A. Moscato giallo dolce, vino dai sentori tipicamente aromatici, abbastanza fresco, mai stucchevole.

Valeria

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Cupcakes con gocce di cioccolato, glassa alla ricotta e ciliegina

Periodo di Carnevale 2013, uno dei miei amici tornava a casa dopo un periodo negli Stati Uniti: nasce così un dolcetto perfetto per augurare buon carnevale e bentornato in Italia!

Una pasta profumata al Marsala e resa golosa dalle gocce di cioccolato, una glassa dolce che ricorda i cannoli siciliani ed una allegra ciliegia rossa rossa.

Il Martedì Grasso è il canto del cigno del Carnevale, l’ultima giornata di follia prima del rigore quaresimale, quindi giocate, scherzate e soprattutto condividete queste dolcezze ipercaloriche con chi amate di più: potete decidere di variare le dosi (raddoppiandole) per avere più dolcetti, oppure usare stampi più grandi, o ancora nascondere una fava secca o una mandorla spellata in uno dei cupcakes per eleggere il “re” dei giochi o delle penitenze.

Tra un baffo di glassa ed un sorriso, sorseggiate una tazza di Matrioska, tè rosso dal divertente aroma di popcorn caramellati.

Alba propone in abbinamento un Refrontolo Passito, vino dolce dai tannini levigati e dal bouquet intenso di frutti rossi e cioccolato.

Valeria

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Lebkuchen (biscottini speziati)

Lo scorso inverno ho lavorato presso la Camera di Commercio di Rimini ed una delle mie adorabili colleghe mi ha passato la ricetta di questi biscottini speziati tedeschi tipici delle festività natalizie.

Sono privi di grassi, ma l’altissimo contenuto di zuccheri li rende adatti per essere conservati a lungo, magari appesi come decorazione ad un albero fatto solo di leccornie.
Decorare l’albero di Natale con il cibo non è né una moda recente, né così esterofila: in un periodo in cui il cibo scarseggiava e sotto l’albero finivano maglioni fatti a mano o generi di prima necessità, decorare le fronde con torroncini, caramelle e biscotti lo faceva risplendere (specie agli occhi dei bambini) molto di più di qualsiasi pallina di vetro. E in genere le decorazioni non arrivavano mai integre alla fine delle feste.

Ho deciso di dare all’impasto la forma di foglie d’agrifoglio per trasformalo in un portafortuna.
L’agrifoglio è un amuleto solstiziale usato fin dai tempi degli antichi romani: la foglia sempreverde e lucida dona un senso di immortalità, mentre le spine rievocano la funzione pratica di tenere lontano i nemici o, in modo più allegorico, il male. Nel Nord Europa era usanza appendere un ramoscello di agrifoglio per scacciare i malefici e propiziare la fecondità dell’allevamento.

Nel dì più corto dell’anno, si guardava al futuro: infatti da domani la luce ricomincerà la sua scalata verso la riconquista del giorno.

A simboleggiare le bacche rosse dell’agrifoglio ho usato una deliziosa ciliegia candita, ma se avete intenzione di usare i Lebkuchen come decorazione, vi consiglio di sostituirla con degli zuccherini o della frutta secca.

Consiglio di sgranocchiare o, se piace, inzuppare questi biscottini in un bel tè caldo all’arancia e cannella: la fragranza aromatica e invernale vi trasporterà immediatamente nelle feste di fine anno.

Alba invece propone di abbinare i Lebkuchen a un bicchiere di Vin Brulé, invitante bevanda calda e aromatica a base di vino rosso di buon corpo.

Valeria

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Clafoutis alle ciliegie

Mi sono imbattuta in questo dolce passeggiando per Lisbona, in un piccolo angolo di Francia, una boulangerie incontrata per caso, in un romantico pomeriggio assolato.

Il clafoutis non e’ portoghese ma e’ un delizioso dolce di origine francese che un tempo i contadini della zona di Limousin portavano con se’ per la pausa di lavoro.

Quello alle ciliegie e’ un intramontabile ma e’ un piacere per il palato anche avventurarsi tra altri gusti, pesche, albicocche con aggiunta di pezzi di cioccolato o polvere di cannella.

Clafoutis alle ciliegieL’ autenticita’ della tradizione vuole il clafoutis con le ciliegie intere, col nocciolo, ma per una questione di piacevolezza immediata all’assaggio ho preferito munirmi di quell’utensile per denocciolare le olive e spenderci un po’ di tempo.

Lasciatevi trasportare dal gusto e dalla consistenza di questa meraviglia al cucchiaio, cosi’ profumata e fresca da condurvi dolcemente verso l’estate.

Per la delicatezza e la morbidezza del dessert, unita all’aromaticita’ delle ciliegie, propongo un Colli di Conegliano Refrontolo Passito, un vino dolce, fruttato, dalla freschezza defilata ma essenziale e dai tannini dolci e “ciliegiosi”.

Valeria invece propone un classico delle profumazioni “green”: un tè verde ai petali di rosa e ciliegia. Delicatissimo e profumato come una carezza.

Alba

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