Semifreddo vanigliato con salsa al caramello e granella di amaretti

Non so nel resto d’Italia ma qui a Roma l’exploit di temperatura quasi estiva mi ha colto impreparata. Persa nella logica del cambio stagione, che sto per organizzare con metodo ormai collaudato, mi sono lasciata prendere dalla voglia di qualcosa di fresco e goloso.

Nella credenza ho scoperto di avere degli amaretti che stazionano da un paio di mesi nascosti tra pacchi di biscotti e spezie dolci, così mi sono fatta venire l’ispirazione e ho realizzato questa bontà al cucchiaio semplice ma raffinata, dalla consistenza a metà tra un gelato e una mousse.

Un piccolo consiglio: per preparate la salsa al caramello munitevi di un termometro da pasticceria e se vi avanza conservatela in frigo ben chiusa in un barattolino di vetro.

Suggerisco in abbinamento un Moscato Passito di Pantelleria, vino dalla dolcezza vellutata che stempera in una verve fresca e sapida. Meravigliosi echi olfattivi e una lunga persistenza.

Valeria suggerisce una tazza di Ceylon UVA, tè forte, quasi balsamico per contrastare la dolcezza di questo semifreddo.

Alba

SONY DSC

Continua a leggere Semifreddo vanigliato con salsa al caramello e granella di amaretti

Tofu glassato alla melagrana su letto di sedano rapa in insalata

Tre anni fa Alba e io ci iscrivemmo su WordPress con l’intento di dar vita a un blog che girava nelle nostre menti già da tempo, ma ci volle ancora un mese prima che prendesse realmente vita: un po’ come quando la Natura si prepara al risveglio primaverile ed è tutto uno scalpicciare nascosto.
Oggi, dopo tre anni, il blog è un sito e noi un po’ di esperienza l’abbiamo fatta passando dai piatti (e foto) un po’ rustici a quelli più studiati.

Oggi vorrei proporvi un piatto particolare, appagante e fresco anche se cucinato con frutta e verdura di stagione: un po’ il mio scalpiccio in attesa della Primavera.

Il succo di melagrana è, magari non ci crederete, un ottimo sostituto del vino rosso quando c’è bisogno di sfumare e glassare le pietanze: ha quel non so che di zuccherino, ma allo stesso acido che vi riporta indietro ai tempi di dame e cavalieri e il succo di questo frutto ancestrale era usatissimo nella cucina.

Il sedano rapa invece è una grossa radice che, appunto, unisce il gusto dei due ortaggi in maniera più delicata ed è ottima sia cotta (dove svela le sue note dolciastre) sia cruda.

Dato che là fuori però fa ancora un po’ freddino, vi consiglio di accompagnare questo piatto a una tazza di Ceylon UVA, tè nero dalle note quasi balsamiche che contrasta in questo modo la schiettezza dell’insalata e viene addolcito dal tofu.

Alba propone in abbinamento un A. A. Kerner, vino bianco dal sorso fresco e sapido che sfuma in una punteggiatura agrumato minerale.

Valeria

DSCN5405

Continua a leggere Tofu glassato alla melagrana su letto di sedano rapa in insalata

Spezzatino all’uva

Se vi piacciono i sapori decisi provate questo piatto ricco di gusti marcati. La dolcezza dell’uva sultanina e dell’uva fresca si fondono con la succulenza di una carne cotta con le erbe aromatiche.
La carne di vitello è più tenera ma meno saporita di quella di manzo, quindi ho optato per una via di mezzo scegliendo il vitellone. Il cappello del prete penso sia il taglio di carne più adatto per lo spezzatino. Acquistate il pezzo di carne intero e tagliatela (o chiedete al macellaio di tagliarla) a cubi di circa 2-3 cm di lato.
La stessa ricetta, qui declinata con la carne di vitellone, si presta ad essere preparata anche con altre carni, una su tutte quella di maiale ma vanno riconsiderati i tempi di cottura.
Al posto del brandy potreste poteste usare ½ bicchiere di mosto d’uva per un risultato davvero sorprendente!

Vi propongo in abbinamento un Aglianico del Vulture, vino strutturato ed elegante dal sapore intenso e piacevolmente tannico.

Per aumentare la sensazione pungente e aromatica di questa preparazione, Valeria suggerisce una tazza di Ceylon Uva.

Alba

wpid-wp-1442590432106.jpeg

Continua a leggere Spezzatino all’uva

Tartare di Fassona con rucola e cetriolini

La tartare è una prelibata portata di origine francese che prevede per il taglio della carne l’uso esclusivo del coltello. Macinarla sarebbe un’eresia perché non darebbe lo stesso risultato in termini di consistenza; tagliata e battuta al coltello si presenta invece più tenera e vellutata.
Per la lavorazione a fil di lama mi sono affidata alla Bottega Liberati, una della mie poche certezze nel panorama gastronomico romano, un caveau di gustose eccellenze.
La carne più adatta è il filetto di Fassona piemontese ma in alternativa potreste chiedere al macellaio il girello o lo scamone purché siano magri e freschissimi.
Per rispondere ai dettami di una ristorazione raffinata e contemporanea, il sapore del filetto deve dominare nell’insieme della composizione, quindi buona norma è limitarvi a pochi semplici ingredienti anch’essi sminuzzati a dovere.
Potreste anche pensare di servire la carne battuta condita semplicemente con un pizzico di sale e di pepe e a parte un’emulsione di olio e limone e tutti gli altri ingredienti tritati divisi in ciotoline.
In questo modo ogni commensale potrà scegliere di condire la tartare secondo il gusto personale.

Questa succulenta preparazione sostenuta da note ferrose ed acidule, richiede un vino morbido di buona freschezza e sapidità come un Roero Arneis oppure un cremoso ed elegante Franciacorta Brut rosé.

Valeria suggerisce di abbinare a questa fresca preparazione un bicchiere di Ceylon UVA, tè dalle leggere note balsamiche che ben si sposano con il condimento.

Alba

image

Continua a leggere Tartare di Fassona con rucola e cetriolini